Monte Amariana, sentieri chiusi dopo l’incendio: CAI Tolmezzo segnala percorsi pericolosi
Dopo l’incendio dell’agosto 2026 i percorsi risultano erosi e instabili. Tra quelli più critici il CAI 414 e il 462.
TOLMEZZO - I sentieri del Monte Amariana colpiti dall’incendio di agosto 2026 sono al momento impraticabili e pericolosi. A dirlo è il CAI di Tolmezzo dopo un sopralluogo lungo i percorsi interessati dal rogo: la via normale all’Amariana e i sentieri dell’Amarianutte hanno riportato danni gravi, con tratti in cui il fuoco ha bruciato vegetazione, radici e perfino alterato la roccia calcarea, cambiando la stabilità del versante e rendendo difficile anche l’orientamento.
La situazione riguarda l’area già interessata dal grande incendio del Monte Amariana, su cui nelle scorse settimane erano intervenuti mezzi aerei e squadre a terra. Alle conseguenze del fuoco si sono aggiunte le piogge delle ultime ore: se da un lato hanno contribuito a spegnere i focolai, dall’altro hanno dilavato i sentieri, con ruscellamenti, distacco di materiale e caduta di massi lungo i tracciati.
I sentieri chiusi e quelli più pericolosi
Secondo il CAI di Tolmezzo, prima di poter tornare a frequentare questi percorsi in sicurezza saranno necessari interventi di bonifica e di messa in sicurezza del versante. I tempi non sono ancora quantificabili con precisione, ma si parla di alcuni mesi prima di un ritorno alla normalità.
Oltre all’ordinanza del Comune di Tolmezzo, che ha interdetto per 60 giorni la percorrenza della rete sentieristica interessata, il CAI raccomanda di non avventurarsi sui sentieri dell’Amariana e dell’Amarianutte fino a nuova comunicazione.
Tra i percorsi di propria competenza indicati come non agibili ci sono: - il CAI 462 Monte Amarianute, chiuso in attesa di valutare l’evoluzione della vegetazione, del dilavamento e le modalità di ripristino; - il CAI 414 Amaro – Monte Amariana, interamente in Comune di Amaro, indicato come il percorso più pericoloso in questa fase.
I tracciati non gestiti dal CAI ma sconsigliati
Il sopralluogo segnala criticità anche su due sentieri non gestiti dal CAI ma comunque frequentati e coinvolti dagli effetti dell’incendio.
Il primo è il sentiero alpinistico “Mario Dalla Marta” al Monte Amariana, che parte dalla polveriera di Pissebus, sul lato del Rio Confine, e risale lungo le rampe dell’Amariana passando sopra il bosco pensile: la percorrenza è sconsigliata fino al completamento dei disgaggi spontanei.
Il secondo è la mulattiera da Rio Confine a Stavoli Lisagno, anch’essa interamente in Comune di Amaro: il tracciato non risulta particolarmente compromesso, ma resta esposto al rischio di caduta massi.
Pioggia, erosione e segnavia cancellati
Uno degli aspetti più delicati emersi dal controllo riguarda la perdita dei riferimenti lungo i percorsi. In diversi punti i segnavia e le tracce abituali non sono più riconoscibili, perché il terreno è stato modificato dal passaggio del fuoco e poi dall’acqua. Senza la copertura vegetale, infatti, il versante non riesce più a trattenere il suolo come prima.
L’altro sentiero non agibile
Non risultano al momento altri sentieri, CAI o non CAI, toccati dalle fiamme con criticità segnalate. C’è però un’ulteriore chiusura: il sentiero CAI 412 Pra di Lunze – Monte Palevierte è anch’esso non agibile, ma a causa di un incendio distinto e non collegato a quello dell’Amariana. Secondo quanto riferito, si tratta della situazione meno problematica tra quelle attualmente segnalate dal CAI di Tolmezzo.