Nubifragio tra Cesarolo e Bibione: "oltre 70 mm di pioggia in meno di un’ora"

Nubifragio tra Cesarolo e Bibione: oltre 70 mm in meno di un’ora. Il Consorzio spiega le criticità e il fabbisogno di 200 milioni.

17 settembre 2026 10:33
Nubifragio tra Cesarolo e Bibione: "oltre 70 mm di pioggia in meno di un’ora" -
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SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO – Le idrovore erano già in funzione, ma in alcune zone l’acqua ha allagato le aree urbane prima ancora di riuscire a raggiungere gli impianti di sollevamento. È la spiegazione fornita dal Consorzio di bonifica dopo il nuovo nubifragio che, tra le 6 e le 7 di giovedì 17 settembre, ha colpito la fascia prossima alla costa, provocando disagi soprattutto fra Cesarolo e Bibione.

Il dato più significativo arriva dal pluviometro posizionato all’inizio del Cavrato, a Cesarolo: lo strumento ha registrato oltre 70 millimetri di pioggia in meno di un’ora. Una precipitazione violenta, con un’intensità crescente da ovest verso est, che ha nuovamente messo in difficoltà il territorio.

Oltre 70 millimetri di pioggia e strade allagate

A documentare l’episodio, riferisce il Consorzio, sono il grafico delle precipitazioni e alcune fotografie degli allagamenti in via Conciliazione a Cesarolo.

La nuova ondata arriva a pochi giorni dai pesanti disagi provocati dal maltempo nell’area del basso Tagliamento, già raccontati da Nordest24 nel resoconto degli allagamenti e delle richieste di soccorso tra Latisana e Lignano.

In questo caso, il punto sul quale il Consorzio richiama l’attenzione è il percorso dell’acqua: il funzionamento delle pompe non basta a evitare gli allagamenti se la rete urbana non riesce a convogliare le precipitazioni verso gli impianti.

Le idrovore erano già attive durante il nubifragio

Secondo quanto comunicato dall’ente, le pompe degli impianti idrovori erano in funzione al momento dell’evento e hanno mantenuto sotto controllo i livelli nei canali di arrivo.

A sostegno di questa ricostruzione vengono indicati i dati forniti dal Centro di Telecontrollo del Consorzio, in particolare i grafici relativi al funzionamento delle pompe degli impianti del Secondo Bacino di Cesarolo e all’andamento del livello del canale di macchina.

Il Consorzio distingue quindi la gestione della rete di bonifica dalla capacità delle infrastrutture urbane di raccogliere e far defluire rapidamente l’acqua. Stando alla sua analisi, alcune aree si sono allagate quando le precipitazioni non avevano ancora raggiunto le idrovore.

Il limite delle fognature urbane

La causa indicata dall’ente è strutturale e riguarda le dimensioni delle fognature urbane di vecchia concezione, progettate per condizioni diverse da precipitazioni così concentrate e intense.

Il problema, nella lettura del Consorzio, si manifesta dunque a monte degli impianti di sollevamento: la rete che deve raccogliere e trasportare l’acqua nei centri abitati non riesce a smaltire in tempi adeguati i volumi prodotti dal nubifragio.

Da qui la necessità di intervenire sulle infrastrutture, affiancando alla gestione quotidiana di pompe e canali opere capaci di migliorare il deflusso nelle aree urbane.

Piani avviati dal 2010 e progetti aggiornati per Cesarolo

Il Consorzio ricorda di aver lavorato già a partire dal 2010 alla predisposizione dei Piani delle Acque, in collaborazione con la Città Metropolitana, i Comuni del comprensorio e gli altri enti competenti in materia idraulica.

A questa pianificazione sono seguiti approfondimenti e documenti progettuali, elaborati attraverso il confronto fra gli enti, per individuare le opere necessarie a migliorare la situazione dei centri urbani.

Nel materiale richiamato dal Consorzio figura anche l’aggiornamento al 2023 dei progetti riguardanti Cesarolo, indicato come esempio delle esigenze infrastrutturali del territorio. L’obiettivo dichiarato è adeguare le reti ai nuovi regimi di pioggia che l’ente collega al cambiamento climatico.

Video: acqua nei negozi a Bibione

Il fabbisogno stimato: circa 200 milioni per 30 comuni

La dimensione economica degli interventi è rilevante: secondo la stima comunicata dal Consorzio, servono complessivamente circa 200 milioni di euro per i 30 comuni del comprensorio.

Si tratta del costo delle opere individuate per migliorare la situazione infrastrutturale e idraulica, non di una quantificazione dei danni del nubifragio né di risorse già disponibili.

L’ente sostiene che il reperimento dei finanziamenti debba coinvolgere Comuni, Regioni, Stato e Unione Europea, con il coordinamento regionale previsto dal quadro delle competenze.

Quanto al proprio ruolo, il Consorzio precisa che i contributi versati dai consorziati finanziano la gestione delle opere di bonifica, fra cui idrovore, canali, argini e manufatti di regolazione. La realizzazione degli interventi strutturali descritti richiede invece l’individuazione di risorse pubbliche dedicate.

Altre piogge attese, continua il monitoraggio

Il comunicato segnala la possibilità di ulteriori precipitazioni, anche abbondanti, nel corso della giornata. Il personale tecnico del Consorzio prosegue quindi il monitoraggio costante della rete di bonifica, seguendo il funzionamento degli impianti e l’andamento dei livelli nei canali.

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