Nuovo crematorio a Udine, Pellegrino: «Siamo sempre stati contrari»
La consigliera Avs ripercorre l’iter avviato nel 2019 e le ragioni della contrarietà
"La Commissione odierna è stata un'occasione importante per ascoltare i cittadini residenti nel quartiere di Beivars, in comune di Udine". Lo scrive la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Serena Pellegrino, in una nota congiunta con il capogruppo Avs in Consiglio comunale di Udine, Andrea Di Lenardo.
L’iter del nuovo impianto
"Siamo sempre stati contrari alla realizzazione del nuovo forno crematorio per defunti, quando il Centrodestra comunale e regionale hanno deciso di realizzare l'opera nel 2019. L'amministrazione di Centrosinistra a guida Honsell - rammenta Pellegrino - aveva stabilito di ristrutturare l'impianto esistente anche con il nostro sostengo, mentre risale all'amministrazione Fontanini (Lega), precisamente a settembre 2019, la delibera di Giunta proposta dall'ex vicesindaco Loris Michelini (Identità civica) con cui veniva approvata la realizzazione del nuovo impianto di cremazione, a cui è seguito immediatamente il voto in Consiglio comunale, con la contrarietà dell'allora opposizione di Centrosinistra. A luglio 2021 vi è stato lo stop in autotutela al bando di gara e, a febbraio 2022, il Tar, in linea con le scelte del Centrodestra, dava ragione al Comune di Udine che nel marzo 2023, con uno degli ultimi atti dell'amministrazione Fontanini, emanava la determina di aggiudicazione, non impugnabile. Ad aprile 2023 veniva eletto il sindaco di Centrosinistra, De Toni".
"Già in campagna elettorale avevamo comunicato al comitato che si era costituito contro il crematorio che non era possibile fare facili promesse elettorali, poiché avevamo riconosciuto che sarebbe stato molto difficile interrompere l'iter avviato da Fontanini. Infatti, come anticipato, l'iter era ormai avanzato e la determina di aggiudicazione non impugnabile. Ma non possiamo non rilevare che anche la Giunta regionale, a guida Fedriga -rimarca ancora la consigliera -, ha svolto un ruolo importante, poiché, sempre negli anni dell'amministrazione Fontanini, ha emesso l'Autorizzazione unica ambientale approvando la realizzazione del forno".
"Tuttavia la situazione attuale è in parte diversa, dal momento che non sussiste il concreto rischio di 'turismo' delle cremazioni, poiché recentemente anche Gorizia si è dotata di un proprio impianto di cremazione, che si aggiunge a quello precedente di Trieste, e, soprattutto, dal momento che è entrata in vigore la legge 182/2025 che dissuade tale 'turismo' da altre regioni, vietando la scontistica e i trasporti multipli e rendendo di fatto non conveniente il trasporto. Rispetto alle preoccupazioni dei cittadini, il Centrodestra udinese e la Regione Fvg si assumano le proprie responsabilità. Questa scelta - chiude la nota congiunta - è stata calata dall'alto da parte della Giunta Fontanini di Centrodestra".