Oderzo, guarda gli amici giocare al campetto poi si accascia: muore a 29 anni
Daouda Ouattara, 29 anni, muore per un malore a Piavon di Oderzo. Inutili i soccorsi vicino ai campetti dell’agriturismo Bresolin.
ODERZO – Un malore improvviso, il massaggio cardiaco iniziato dal gestore della struttura e i tentativi dei sanitari proseguiti per circa un’ora. Non è stato possibile salvare Daouda Ouattara, 29 anni, originario della Costa d’Avorio, morto nel tardo pomeriggio di sabato 10 ottobre nei pressi dei campetti da calcetto dell’agriturismo Bresolin, a Piavon di Oderzo, in provincia di Treviso.
La tragedia si è verificata intorno alle 19, nel complesso di via Maggiore. Secondo la ricostruzione il giovane si trovava insieme ad altri ragazzi e stava assistendo al gioco degli amici quando si è accasciato a terra. Il malore è stato descritto come di natura cardiaca.
Il primo soccorso accanto ai campetti
Al momento dell’emergenza il titolare dell’agriturismo, si trovava all’interno del chiosco a servizio dei campi. Richiamato dalle grida dei presenti, è uscito e ha trovato il ventinovenne a terra, privo di sensi.
Dopo aver fatto spazio attorno al giovane, ha iniziato immediatamente il massaggio cardiaco, mentre un’altra persona chiamava il 118.
Il telefono è stato quindi passato al gestore, che ha continuato le manovre di rianimazione con la guida della centrale operativa. Bresolin, impegnato da decenni nel settore sportivo, conosceva le procedure di primo soccorso e le ha portate avanti fino all’arrivo dell’equipaggio sanitario.
Ambulanza, defibrillatore ed elicottero
L’ambulanza ha raggiunto la struttura nell’arco di pochi minuti: nella ricostruzione il tempo indicato è di circa sei-sette minuti.
I sanitari hanno preso in carico il giovane, applicato il defibrillatore e proseguito i tentativi di rianimazione. Sul posto è atterrato anche un elicottero sanitario, che si trovava già in zona dopo un altro intervento.
Le operazioni sono continuate a lungo, per circa un’ora complessiva, senza che fosse possibile ottenere la ripresa dell’attività cardiaca. Alla fine i soccorritori hanno dovuto interrompere le manovre.
Daouda abitava nella struttura da pochi mesi
Ouattara viveva in uno degli appartamenti accanto all’agriturismo, dove si era trasferito pochi mesi prima. Aveva sottoscritto un regolare contratto di locazione e portato lì la propria residenza.
L’affitto era stato avviato dopo la segnalazione di un imprenditore che lo aveva presentato al proprietario. Secondo le informazioni riportate, il ventinovenne lavorava a Motta di Livenza.
Il luogo in cui trascorreva la propria quotidianità era dunque lo stesso complesso nel quale, sabato sera, si trovava con gli altri ragazzi vicino ai campi da gioco.
Il complesso di Piavon e gli accertamenti
La struttura riunisce agriturismo, campetti da calcetto e alcuni appartamenti concessi in locazione. Bresolin l’aveva realizzata dopo aver acquisito il complesso da un fallimento, mettendo a frutto l’esperienza maturata nel settore sportivo: per molti anni aveva gestito gli impianti di tennis di viale Pontremoli a Oderzo.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri della tenenza di Oderzo, per gli accertamenti previsti dalla legge.