Trieste, a Olio Capitale l’agricoltura del futuro: IA, oleoturismo e cocktail all’olio
A Olio Capitale 2026 a Trieste riflettori su AI-GRAPE, oleoturismo, Città dell’Olio e cockt-oil di successo.
TRIESTE – Prosegue con numeri importanti e contenuti di forte attualità la seconda giornata di Olio Capitale, il salone dedicato all’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità in corso nel capoluogo giuliano fino al 15 marzo. La manifestazione, ospitata a Trieste, mette insieme 233 espositori provenienti da 14 regioni italiane e dalla Croazia, oltre a buyer arrivati da 13 Paesi del mondo, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento per il comparto.
Dopo l’attenzione suscitata nella giornata inaugurale, già raccontata nell’articolo su Olio Capitale a Trieste con Giusy Buscemi tra gli stand, la fiera entra ora nel vivo con un focus che guarda al futuro del settore: innovazione tecnologica, sostenibilità, ricerca applicata all’agricoltura e nuove esperienze di turismo dell’olio.
Tra i momenti centrali della giornata c’è stata la presentazione del progetto AI-GRAPE, finanziato dal Programma Italia-Slovenia 2021-2027, del quale la Camera di commercio Venezia Giulia, organizzatrice di Olio Capitale, è partner associato. L’iniziativa ha permesso di illustrare agli espositori una soluzione tecnologica avanzata pensata per rendere più efficiente e sostenibile il lavoro nel settore olivicolo e vitivinicolo.
Il progetto punta infatti a introdurre un sistema capace di supportare i produttori nella gestione delle malattie delle colture, utilizzando modelli decisionali basati sull’intelligenza artificiale. Il meccanismo sviluppato da AI-GRAPE capitalizza risultati di progetti precedenti e si fonda sull’uso di dati di qualità, strumenti digitali e modelli previsionali in grado di trasformare le informazioni raccolte sul campo in indicazioni operative utili per le aziende.
A spiegare i contenuti sviluppati dal progetto è stata la capofila Area Science Park, che ha sottolineato come l’agricoltura contemporanea non possa più prescindere da un uso intelligente delle tecnologie. Il tema dell’innovazione, del resto, è sempre più presente anche nel dibattito economico del territorio regionale, come emerge pure da altre iniziative che mettono al centro sviluppo, ricerca e competitività, tra cui l’articolo su Maniago e le PMI innovative pilastro dell’economia regionale.
Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza come uno degli aspetti più importanti di AI-GRAPE sia la capacità di utilizzare i dati non come semplice archivio di informazioni, ma come leva concreta per migliorare la produzione agricola e ridurre gli sprechi.
Fabio Tomasi di Area Science Park ha spiegato che il progetto ha dimostrato come, anche nel mondo agricolo, l’utilizzo di modelli avanzati basati sull’intelligenza artificiale possa tradursi in benefici reali per le imprese e per l’ambiente. L’obiettivo è offrire agli operatori agricoli strumenti più efficaci per leggere i cambiamenti, prevenire problemi e intervenire in modo più preciso sulle colture.
Questa direzione appare particolarmente rilevante in una fase in cui il settore primario deve fare i conti con i cambiamenti climatici, con l’aumento della competizione e con la necessità di tenere insieme qualità, sostenibilità e redditività.
Un altro punto forte del progetto è la sua dimensione transfrontaliera. AI-GRAPE coinvolge infatti enti di ricerca, istituzioni e imprese del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e della Slovenia, con l’obiettivo di costruire una rete condivisa di competenze e strumenti a supporto di uno dei comparti più identitari dell’area.
A portare il saluto dell’Autorità di Gestione del Programma Interreg Italia-Slovenia è stata Andreja Grom, che ha definito AI-GRAPE un esempio concreto di come innovazione tecnologica e ricerca scientifica possano sostenere lo sviluppo dell’olivicoltura e rafforzare il dialogo tra territori vicini.
Sulla stessa linea anche Robert Rakar, per la Camera di commercio della Primorska, che ha evidenziato il valore pratico dell’iniziativa nel trasferire l’innovazione dal mondo della ricerca alle imprese agricole. Maja Podgornik di ZRS Koper ha invece ricordato il peso dell’olivicoltura in Slovenia, sia sul piano economico sia su quello culturale.
Il tema del collegamento tra territori, sviluppo e visione condivisa è oggi sempre più centrale anche in altre iniziative del Nordest, come dimostra l’evento sulla ciclovia Alpe Adria a Tarvisio tra turismo lento e rigenerazione, dove la cooperazione tra aree confinanti viene letta come occasione di crescita.
Ad aprire l’incontro è stato Massimiliano Ciarrocchi, vicepresidente della Camera di commercio Venezia Giulia, che ha posto l’accento sul rapporto tra nuove tecnologie e agricoltura.
Nel suo intervento ha sottolineato come, per raggiungere una maggiore indipendenza alimentare, sia fondamentale far dialogare in modo sempre più stretto il mondo agricolo e quello tecnologico. La ricerca scientifica, secondo Ciarrocchi, permette di valorizzare al meglio l’intelligenza artificiale e di metterla al servizio delle esigenze concrete del territorio e delle sue eccellenze produttive.
L’iniziativa presentata oggi si inserisce, inoltre, in una continuità con quanto già emerso nell’edizione 2025 di Olio Capitale, quando un workshop con gli esperti del CNR aveva acceso i riflettori sulle best practice nell’innovazione di processo e di prodotto per la filiera olivicola.
La seconda giornata di Olio Capitale ha dato spazio anche alle attività promosse dalle Città dell’Olio, che in fiera stanno sviluppando un ricco programma di incontri, talk, degustazioni e momenti di approfondimento.
Il presidente Michele Sonnessa ha spiegato che la presenza dell’associazione a Trieste conferma l’impegno nel promuovere l’eccellenza dell’extravergine e nel diffondere la sua cultura. Tra le iniziative più significative c’è stata la firma della Convenzione con l’Università della Tuscia, indicata come un passaggio strategico nella costruzione di una proposta oleoturistica integrata.
Grazie a questa collaborazione sarà possibile sviluppare progetti di ricerca e formazione, sostenere la valorizzazione dei territori e rafforzare il legame tra università, produttori e operatori del settore. Un percorso che guarda al futuro del comparto non solo in chiave agricola, ma anche culturale e turistica.
Il tema dell’oleoturismo, della narrazione territoriale e della promozione delle eccellenze locali è sempre più presente in manifestazioni di questo tipo e si intreccia con la crescita del turismo enogastronomico, già al centro del racconto della prima parte della fiera e di numerosi eventi diffusi nel Friuli Venezia Giulia.
il libro sul turismo dell’olio e le esperienze da valorizzare
A rafforzare questa visione è stata anche la presentazione del libro di Fabiola Pulieri, “Turismo dell’olio, idee e progetti per la valorizzazione delle esperienze”. Il volume offre suggerimenti e strumenti per promuovere l’olio non soltanto come prodotto agroalimentare, ma come esperienza culturale, identitaria e turistica completa.
L’olio, in questo contesto, diventa racconto del paesaggio, delle comunità, delle tradizioni produttive e della qualità dell’accoglienza. È una prospettiva che rende ancora più ampia la portata di Olio Capitale, sempre più capace di unire impresa, territorio, turismo e innovazione.
Tra i momenti più curiosi e apprezzati della giornata c’è stato poi il ritorno dei cockt-oil, i cocktail preparati utilizzando gli oli presenti in fiera. Un’idea originale che continua a riscuotere interesse e che sta diventando uno degli elementi più riconoscibili e contemporanei dell’evento triestino.
Il successo registrato oggi conferma come il pubblico sia attratto anche dalle forme più nuove e creative di interpretazione dell’olio extravergine. I drink possono essere degustati per tutta la settimana anche in una decina di locali della città, contribuendo a portare il clima della manifestazione fuori dagli spazi espositivi e dentro la vita quotidiana di Trieste.
Questa capacità di coinvolgere la città rappresenta uno dei punti di forza di Olio Capitale, che si conferma non solo una fiera di settore ma anche un appuntamento capace di animare il tessuto urbano, culturale e turistico del capoluogo, proprio come accade per altri grandi eventi ospitati a Trieste, tra cui anche la mostra Scart al Salone degli Incanti dedicata all’economia circolare.
A visitare la fiera nella seconda giornata è stato anche Maradona Youssef, volto conosciuto dal pubblico televisivo per la partecipazione a diverse edizioni di MasterChef. Durante la visita ha degustato alcuni degli oli presenti, apprezzandone la varietà e il valore gastronomico.
Youssef ha evidenziato come gli oli incontrati a Olio Capitale rappresentino pienamente la complessità dei sapori della cucina mediterranea e come siano ingredienti fondamentali nella costruzione di ogni piatto. Una presenza che ha aggiunto ulteriore visibilità a una manifestazione già molto ricca di contenuti e protagonisti.
Olio Capitale è realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia, attraverso la sua azienda in house Aries, ed è co-organizzato dal Comune di Trieste, con partner l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e Isnart con il progetto speciale Mirabilia, oltre al sostegno di Io Sono Friuli Venezia Giulia e Unioncamere.
La seconda giornata conferma quindi la forza di una manifestazione che riesce a tenere insieme qualità produttiva, ricerca, cooperazione internazionale, promozione territoriale e nuove tendenze di consumo. Trieste continua così a essere, ancora una volta, uno dei luoghi centrali del dialogo tra tradizione agroalimentare e futuro del comparto.