Omicidio di Mira, arrestato anche il complice del Vigile urbano: chi è e che ruolo ha nel crimine
Arrestato a Spinea il complice di Riccardo Salvagno nell’omicidio di Sergiu Tarna. In carcere un 38enne con precedenti.
SPINEA (VE) – È stato arrestato oggi, 14 gennaio, il presunto complice di Riccardo Salvagno, il vigile urbano già in carcere per l’omicidio di Sergiu Tarna. L’uomo, un italiano di 38 anni, è stato rintracciato a Spinea dalle forze dell’ordine dopo giorni di ricerche.
Il 38enne, residente a Spinea e con precedenti di polizia, è ritenuto dagli inquirenti coinvolto direttamente nella vicenda che ha portato alla morte del 25enne moldavo, trovato senza vita la mattina del 31 dicembre in un campo agricolo a Malcontenta.
La ricostruzione delle indagini
I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Venezia hanno eseguito nella tarda mattinata di oggi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica lagunare.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe agito in concorso con Riccardo Salvagno, già arrestato il 6 gennaio, partecipando sia al sequestro della vittima sia alle fasi preparatorie del delitto.
Il sequestro e il sopralluogo nel campo
In particolare, è stata accertata la partecipazione dell’indagato al sequestro di Sergiu Tarna, avvenuto nella notte del 31 dicembre a Venezia-Chirignago, dove il giovane sarebbe stato costretto a salire in auto con la forza, sotto la minaccia di una pistola, all’uscita di un bar.
Le indagini hanno inoltre permesso di ricostruire l’esecuzione di un sopralluogo nella serata del 30 dicembre, effettuato dai presunti autori dell’omicidio in una zona rurale, con lo scopo di verificare l’idoneità del luogo in cui condurre il giovane per ucciderlo.
Il ritrovamento del corpo
Il cadavere di Sergiu Tarna era stato scoperto casualmente da un fotoamatore, che aveva immediatamente lanciato l’allarme. Sul corpo era presente una vistosa ferita d’arma da fuoco alla testa, elemento poi confermato dall’esame autoptico.
Le indagini, scattate subito dopo il ritrovamento e coordinate dalla Procura di Venezia, hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario nei confronti del 38enne arrestato.
Custodia cautelare in carcere
Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La custodia cautelare in carcere è stata disposta ritenendo concreto il pericolo di reiterazione del reato, anche in considerazione della personalità priva di freni inibitori attribuita all’indagato.