Operativo a Udine il primo Distretto del Cibo del Friuli Venezia Giulia | VIDEO

Riconosciuto dal Ministero, unisce Comune capofila, Università, Camera di commercio, consorzi e imprese.

05 agosto 2026 12:22
Operativo a Udine il primo Distretto del Cibo del Friuli Venezia Giulia | VIDEO -
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UDINE - È entrato nella fase operativa il Distretto del Cibo di Udine, il primo riconosciuto in Friuli Venezia Giulia dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. La presentazione si è tenuta nella sede della Regione a Udine, con la partecipazione dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, del presidente del Distretto Cristiano Shaurli, del vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e di diversi sindaci dei Comuni associati.

Per il territorio si tratta di un passaggio concreto per il sistema agroalimentare locale: il nuovo organismo punta infatti a mettere in rete enti pubblici, mondo produttivo e istituzioni per rafforzare le filiere, promuovere i prodotti di qualità e costruire progetti capaci di intercettare risorse regionali, nazionali ed europee.

Chi fa parte del Distretto

Il Distretto è stato costituito nel dicembre 2025 come associazione ed è presieduto da Cristiano Shaurli. Ne fanno parte 19 Comuni della cintura udinese, con il Comune di Udine nel ruolo di capofila.

Accanto ai Comuni siedono anche l’Università degli Studi di Udine, la Camera di commercio Pordenone-Udine, le organizzazioni professionali agricole, il sistema cooperativo, i consorzi di tutela, Udine Mercati e una quindicina di imprese del territorio.

La struttura nasce con l’obiettivo di dare più forza alle produzioni locali attraverso una regia condivisa tra amministrazioni, imprese e rappresentanze del settore.

Obiettivi: filiera corta, qualità e accesso ai fondi

Tra i punti indicati alla base del progetto ci sono il rafforzamento delle filiere locali, la valorizzazione delle produzioni di qualità, la promozione della filiera corta, l’innovazione e la sostenibilità.

Un altro nodo centrale riguarda la capacità di trasformare la rete costruita in progettualità concrete, così da attrarre finanziamenti e generare ricadute economiche e sociali per l’area udinese. Proprio su questo aspetto si è soffermato Zannier, sottolineando che il riconoscimento ministeriale chiude un percorso durato circa un anno, ma apre ora la fase più delicata: quella dell’attuazione.

Secondo l’assessore regionale, il valore dello strumento sta nella capacità di fare squadra tra amministrazioni, imprese, università e organizzazioni di categoria per costruire iniziative condivise e dare continuità all’aggregazione del sistema agroalimentare.

Il sostegno della Regione e i prossimi sviluppi

La Regione ha ribadito di voler sostenere questo modello anche attraverso una legge dedicata, con l’obiettivo di favorire nuove aggregazioni sul territorio. L’esperienza udinese viene indicata come apripista per altre realtà del Friuli Venezia Giulia che, secondo quanto annunciato dall’assessore, si stanno già organizzando seguendo lo stesso schema.

Il Distretto del Cibo di Udine è quindi il primo tassello di una strategia regionale più ampia, pensata per mettere in connessione istituzioni e imprese e rafforzare la competitività del comparto agroalimentare. L’orizzonte indicato resta quello di nuove progettualità condivise, capaci di valorizzare le produzioni dell’area udinese e consolidare le filiere corte con benefici attesi per imprese, territori e comunità.

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