Padova, il 5 giugno una giornata di studi su housing sociale e città sostenibili
Nell’Aula Magna Galileo Galilei il convegno promosso dalla Fondazione Barbara Cappochin. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
PADOVA - Urbanisti, architetti, economisti e amministratori pubblici provenienti da diversi Paesi europei si ritroveranno venerdì 5 giugno 2026 all’Università degli Studi di Padova per una giornata di studi dedicata ai nuovi modelli dell’abitare contemporaneo e alle politiche dell’housing sociale. L’appuntamento, promosso dalla Fondazione Barbara Cappochin nell’ambito della Biennale Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, si terrà dalle 9 alle 16.30 nell’Aula Magna Galileo Galilei, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
Il convegno e i temi al centro
La giornata internazionale di studi si intitola “Housing sociale e città sostenibili. Esperienze internazionali a confronto” e metterà al centro una questione che, secondo gli organizzatori, è tornata a occupare uno spazio decisivo nel dibattito politico, sociale e culturale: la casa. Sul tavolo ci saranno l’aumento dei costi abitativi, l’emergenza affitti, i cambiamenti demografici e le nuove difficoltà che coinvolgono anche il ceto medio.
Il confronto affronterà uno dei nodi principali dell’urbanistica contemporanea: ripensare il modo di abitare le città del futuro. La Biennale Barbara Cappochin, viene ricordato, negli ultimi anni ha premiato progetti capaci di mettere al centro prossimità urbana, sostenibilità sociale, qualità della vita quotidiana e valore civile dell’architettura, con un’attenzione rivolta non a edifici iconici ma a spazi in grado di generare relazioni, ridurre le disuguaglianze e costruire nuove forme di convivenza urbana.
I relatori attesi a Padova
Tra i protagonisti annunciati figura Carlos Moreno, docente dell’IAE Paris Sorbonne e teorico della città dei 15 minuti, modello urbano sviluppato insieme all’ex sindaca di Parigi Anne Hidalgo e diventato un riferimento nel confronto internazionale sulla sostenibilità urbana. La sua idea di città policentrica, in cui servizi, scuola, lavoro, cultura, verde e relazioni siano raggiungibili in pochi minuti, sarà uno dei punti di partenza del dibattito.
A Padova sono attesi anche Josep Borrell Bru, direttore generale di IMPSOL Barcellona, ente pubblico dell’area metropolitana di Barcellona per la pianificazione, costruzione e gestione dell’edilizia residenziale pubblica; Marta Peris e José Toral dello studio Peris + Toral Arquitectes; José Maria Ezquiaga, urbanista e docente dell’Università Politecnica di Madrid; Kath Scanlon della London School of Economics; Ezio Micelli dello IUAV e unico membro italiano dell’European Affordable Housing Advisory Board; Michèle Zaoui, consigliera per l’architettura e lo spazio pubblico dell’Ufficio del Sindaco di Parigi; Laura Lieto, vicesindaco e assessore all’Urbanistica della Città di Napoli; Daniel Fügenschuh, presidente del Consiglio Architetti d’Europa e degli architetti austriaci; Alessandro Panci, neo presidente del Consiglio Nazionale Architetti PPC.
Insieme a Giuseppe Cappochin, presidente della Fondazione Barbara Cappochin, parteciperanno Gloria Negri, presidente dell’Ordine Architetti PPC di Padova, Francesca Benciolini, assessore alle Politiche abitative del Comune di Padova, e Roberto Saro, segretario generale della Fondazione Cariparo.
Apertura dei lavori e programma istituzionale
Ad aprire il convegno saranno i saluti istituzionali del prorettore dell’Università di Padova Carlo Pellegrino, del sindaco Sergio Giordani, della presidente dell’Ordine Architetti PPC di Padova Gloria Negri e del presidente del Consiglio Architetti d’Europa Daniel Fügenschuh.
Seguiranno gli interventi di Giuseppe Cappochin, presidente della Fondazione Barbara Cappochin, e di Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale Architetti PPC.
Il confronto con le esperienze europee
Nel corso della giornata verranno messe a confronto alcune tra le esperienze europee più avanzate nel campo dell’housing sociale. Le sessioni dedicate alla Spagna ospiteranno, tra gli altri, Josep Borrell Bru, Marta Peris, José Toral e José Maria Ezquiaga. L’esperienza spagnola viene indicata come uno dei riferimenti centrali dell’incontro: Giuseppe Cappochin ha visitato personalmente Barcellona per approfondire i modelli urbani e abitativi sviluppati dalla città metropolitana, invitando poi a Padova i protagonisti di quel percorso per un confronto diretto con il contesto italiano ed europeo.
“Oggi l’edilizia sociale non può più essere considerata una risposta emergenziale destinata esclusivamente alle fasce più fragili della popolazione — sottolinea Giuseppe Cappochin — perché di fatto sta crescendo una vasta fascia intermedia che non riesce più a sostenere i costi del mercato immobiliare contemporaneo. Ripensare l’abitare significa allora ripensare la città stessa: la qualità degli spazi, i servizi condivisi, lo spazio verde, le relazioni tra generazioni, la possibilità di vivere quartieri realmente inclusivi e sostenibili”.
Accanto alle esperienze spagnole saranno approfonditi anche il modello viennese dell’edilizia sociale, considerato da decenni tra i più avanzati al mondo per qualità architettonica e inclusione, e le politiche urbane di Napoli, Londra, Parigi e Padova. Si parlerà di cohousing, progettazione modulare e contenimento dei costi, spazi condivisi, quartieri policentrici, nuove forme di welfare urbano e trasformazioni della struttura familiare contemporanea.
“Le esperienze che abbiamo invitato a Padova dimostrano che oggi l’architettura può ancora essere uno strumento di equilibrio sociale — prosegue Cappochin — a Barcellona, Vienna e Parigi si stanno sperimentando modelli urbani in cui sostenibilità, prossimità e qualità dell’abitare diventano parte di una stessa visione politica e culturale. È una riflessione che riguarda direttamente anche le città italiane”.
Il legame con le politiche abitative in Veneto
Tra gli elementi evidenziati dagli organizzatori c’è anche il rapporto con le politiche abitative che la Regione Veneto sta sviluppando negli ultimi mesi. Per le conclusioni della giornata è atteso il presidente della Regione Alberto Stefani, che ha recentemente presentato il piano regionale “Generazione Casa”, dedicato al recupero degli alloggi pubblici sfitti, al sostegno all’housing sociale e alla creazione di canoni calmierati per giovani lavoratori, coppie, caregivers e fasce intermedie escluse sia dal mercato privato sia dall’edilizia residenziale pubblica tradizionale. Il progetto prevede investimenti per la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, con l’obiettivo di evitare nuovo consumo di suolo e puntare sulla rigenerazione urbana e sull’efficientamento energetico degli edifici ATER.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulle politiche della casa, come mostrano anche iniziative istituzionali dedicate alle politiche abitative e al confronto pubblico sui modelli di intervento.
Dentro questa riflessione viene collocata anche la trasformazione urbana che Padova sta vivendo attraverso il progetto del tram e il potenziamento della mobilità sostenibile promosso dall’amministrazione Giordani, un ripensamento del rapporto tra quartieri, servizi e accessibilità che viene messo in relazione con molti dei temi affrontati dal convegno.
Secondo la Fondazione, la direzione è in continuità con il lavoro sviluppato negli anni dalla Biennale Cappochin sul recupero della città esistente, sulla sostenibilità ambientale, sulla prossimità urbana e sulla necessità di costruire modelli abitativi capaci di rispondere alle trasformazioni sociali contemporanee. Il confronto con Barcellona, Vienna, Londra e Parigi viene letto anche in chiave veneta, in un contesto in cui il tema della casa riguarda non solo le fasce più fragili, ma anche studenti, giovani professionisti, lavoratori e famiglie del ceto medio che faticano ad accedere al mercato immobiliare.
Il legame con la mostra su Mansutti e Miozzo
Il convegno si inserisce inoltre in continuità con la recente mostra dedicata a Francesco Mansutti e Gino Miozzo, promossa dalla Fondazione Barbara Cappochin e realizzata grazie alla Fondazione Cariparo, che ha rimesso al centro il rapporto tra architettura, funzione sociale e trasformazione della città moderna.
Questo dialogo tra passato e presente proseguirà anche negli appuntamenti del pomeriggio del 5 giugno. Dalle 16.45, in via VIII Febbraio, davanti a Palazzo Moroni, sarà inaugurata la mostra temporanea “La mostra diffusa: Foglie”, nell’ambito del progetto espositivo “Francesco Mansutti e Gino Miozzo, Padova la città che cresce”. Interverranno Edoardo Narne, Davide Cappochin, Gloria Negri, Francesco Guzzo e il fotografo Marco Lumini.
Alle 17.45, a Palazzo del Monte, sede della mostra, è prevista la presentazione del volume “Francesco Mansutti e Gino Miozzo, Padova la città che cresce”, curato da Elena Svalduz e Stefano Zaggia; il libro sarà distribuito ai presenti.
Il programma della giornata si concluderà alle 19 nella corte di Ca’ Lando, in via Gabelli, con l’inaugurazione della temporanea “Casa Mediterranea Sperimentale”, progetto firmato da Guillermo Vazquez Consuegra con Edoardo Narne e Yuuichi Iketani.