Padova, l’Ordine degli Architetti premia i professionisti con 50 anni di iscrizione

Consegnati i riconoscimenti agli iscritti da oltre cinquant’anni, accolti i nuovi architetti e presentato il nuovo logo dell’Ordine

25 maggio 2026 19:39
Padova, l’Ordine degli Architetti premia i professionisti con 50 anni di iscrizione -
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PADOVA - All’Agorà del Centro Culturale Altinate / San Gaetano si è svolta sabato 23 maggio la cerimonia “Generazioni di Architettura in città”, promossa dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova. La mattinata ha riunito professionisti con una lunga esperienza, nuovi iscritti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, con tre momenti centrali: la consegna del Timbro d’Oro agli architetti iscritti da oltre cinquant’anni, l’accoglienza dei colleghi entrati nell’Ordine nel 2025 e nel 2026 e la presentazione del nuovo logo dell’ente.

Alla cerimonia hanno preso parte Vincenzo Gottardo, vicepresidente della Provincia di Padova, e Luigi Alessandro Bisato, assessore del Comune di Padova con deleghe ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture. Sono intervenuti anche l’architetto Paolo Faccio, professore ordinario all’Università IUAV di Venezia, Dipartimento di Culture del Progetto, e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, e l’architetto Edoardo Narne, professore associato all’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale. Hanno inviato un messaggio di saluto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, e Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto.

Il valore civile della professione

Al centro dell’incontro è stata posta una riflessione sul ruolo civile e sociale dell’architettura. La presidente dell’Ordine Gloria Negri ha richiamato il significato della professione, legato alla capacità di ascoltare i bisogni delle persone, interpretarli e tradurli in progetti in grado di produrre qualità, benessere e riconoscimento collettivo.

«Siamo per formazione inclini ad ascoltare i bisogni delle persone, a interpretarli e a concretizzarli mediante i nostri progetti», ha affermato Negri. «Ogni intervento produce un cambiamento e dovrebbe generare benessere, oltre a creare un ciclo virtuoso di miglioramento dell’intorno ambientale, sia dal punto di vista della qualità della vita, sia dal punto di vista della valorizzazione economica».

Secondo la presidente, un buon progetto «crea bellezza», non solo sul piano estetico ma anche nella percezione che la comunità ha dei luoghi in cui vive e nei quali si riconosce. In questo quadro, la cerimonia ha richiamato anche il ruolo dell’architetto come cittadino attivo, chiamato a contribuire alla crescita culturale, sociale e civile del territorio, un tema che si lega anche al rapporto tra professioni e crescita culturale e sociale.

Su questo punto si è soffermato Vincenzo Gottardo, che ha riconosciuto negli architetti una particolare capacità di ascolto, interpretazione e dialogo con la società e con le istituzioni. Rivolgendosi ai professionisti con cinquant’anni di iscrizione, ha ringraziato chi ha lasciato «un solco, prima di tutto umano, e poi professionale», sottolineando al tempo stesso il valore delle nuove generazioni e la collaborazione costruita nel tempo tra la Provincia e l’Ordine.

Anche Luigi Alessandro Bisato ha richiamato il legame tra architettura e trasformazione urbana. «L’architettura cambia la città perché la attraversa, la ridisegna, la plasma nuovamente», ha osservato, aggiungendo che il suo compito è soprattutto quello di far vivere meglio le persone. In una Padova interessata da interventi significativi e da nuove esigenze legate agli spazi pubblici, al verde, alla prossimità dei servizi e alla qualità delle relazioni, gli architetti rappresentano per l’amministrazione un interlocutore essenziale.

Nel corso della giornata è stato ricordato anche Antonio Draghi, ex presidente dell’Ordine e progettista della stessa Agorà del Centro Culturale Altinate / San Gaetano, scomparso nel 2022.

Nei messaggi inviati alle celebrazioni, Alberto Stefani ha definito Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori «un pilastro fondamentale per la nostra comunità», sottolineandone la capacità di interpretare le esigenze sociali e culturali del territorio attraverso visione progettuale, talento, curiosità e ricerca dell’eccellenza. Luca Zaia ha invece parlato di un’iniziativa «di grande valore istituzionale e culturale», capace di unire l’accoglienza dei nuovi iscritti all’omaggio per i professionisti che con cinquant’anni di attività hanno segnato la storia urbanistica e architettonica del territorio.

Generazioni a confronto e strumenti della professione

Uno dei temi affrontati nella mattinata ha riguardato il rapporto tra generazioni in una professione che cambia insieme agli strumenti del progetto. Gloria Negri ha ricordato la distanza tra una formazione fondata sul disegno manuale, sugli schizzi, sulla matita e sui disegni di cantiere e quella delle nuove generazioni, oggi abituate a utilizzare render, video, fotoinserimenti e intelligenza artificiale per comunicare il pensiero progettuale.

«La tecnologia è uno strumento che ci consente di progettare meglio», ha sottolineato la presidente, precisando però che nessuno strumento può sostituire il pensiero, la visione e la responsabilità del progettista.

Sul rapporto tra memoria, formazione e innovazione è intervenuto Paolo Faccio. Nel centenario dello IUAV, il docente ha richiamato il valore della tradizione culturale dell’architettura e la necessità di trasmetterla alle nuove generazioni. I professionisti che celebrano i cinquant’anni di iscrizione, ha osservato, fanno parte della memoria degli architetti, una memoria da conservare senza confonderla con i nuovi strumenti tecnologici. Da qui l’invito a rafforzare il dialogo tra università e Ordine professionale e, rivolgendosi ai giovani, a «non fidarsi solo dell’intelligenza artificiale», ma a usare prima di tutto la propria.

Edoardo Narne ha portato invece il punto di vista della formazione progettuale come esperienza concreta, capace di tenere insieme pensiero, manualità e rapporto con la società. Guardando al Bauhaus come riferimento per il dialogo tra architettura, arte e comunità, ha insistito su una didattica fondata su «mani, corpo e testa», nella quale gli strumenti digitali restano strumenti e non sostituiscono la capacità critica del progettista. «Dalla matita all’avvitatore», ha ricordato, è la formula che riassume un metodo basato su prototipi, lavoro con gli studenti e confronto con le comunità, anche attraverso esperienze dedicate alle periferie, allo spazio pubblico e alla trasformazione urbana.

In questa direzione si inserisce anche il percorso MEET ARCH, promosso dall’Ordine con il contributo dei consiglieri più giovani per favorire occasioni di confronto, concorsi, workshop e dibattiti, valorizzando il dialogo tra esperienza e nuove energie professionali.

Il nuovo logo dell’Ordine

Nel corso della mattinata è stato presentato anche il nuovo logo dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Padova, nato da un concorso aperto agli iscritti e pensato per accompagnare una nuova fase dell’identità visiva dell’ente.

Il progetto vincitore è dell’architetto Michele Sante Gambato. Al secondo posto si è classificato l’architetto Gabriele Brunettini, al terzo l’architetto Giacomo Malvestio.

Presentando il proprio lavoro, Gambato ha spiegato di essere partito dalla prima lettera dell’Ordine, lavorando per sottrazione fino a ottenere un segno capace di richiamare insieme l’identità dell’istituzione e un elemento fortemente riconoscibile della città, il Prato della Valle. «Non era più soltanto un logo, ma un sistema visivo e identificativo», ha osservato, spiegando di aver cercato un’immagine elastica e dinamica, adatta a diversi supporti, dai materiali istituzionali ai banner fino alla comunicazione pubblica. La forza del progetto, ha aggiunto, sta nella semplicità di un unico segno capace di contenere più livelli di lettura.

Il Timbro d’Oro ai professionisti con oltre 50 anni di iscrizione

Il momento centrale della cerimonia è stato la consegna del Timbro d’Oro, il riconoscimento assegnato dall’Ordine agli architetti iscritti da oltre cinquant’anni. Un omaggio ai professionisti che hanno dedicato mezzo secolo alla professione, contribuendo con lavoro, progetti e impegno civile alla crescita architettonica e urbanistica del territorio padovano.

Quest’anno il riconoscimento è stato conferito a: Adami Giovanni, Baratelli Giulio, Barbato Angelo, Barnes Severino, Bedorin Danilo, Bettinardi Giovanni, Boniolo Sante Roberto, Canova Paolo, Celeghin Lamberto, Cellini Luigi, Ferigo Giampaolo, Forlin Novalberto, Furlan Gianpaolo, Lazzaro Francesco, Lionello Maurizia, Peressa Aldo, Petranzan Margherita, Rizzo Ferdinando, Schvarcz Giuseppe, Spigai Vittorio, Tombolan Piergiorgio, Zago Umbertino, Zanta Paolo.

L’ingresso dei nuovi iscritti

La mattinata è stata anche l’occasione per l’accoglienza ufficiale dei nuovi iscritti all’Ordine negli anni 2025 e 2026, ai quali è stato consegnato il codice deontologico della professione. Un passaggio che, nelle parole della presidente Negri, richiama la trasmissione dei principi etici e del senso di responsabilità nei confronti della società che devono guidare ogni architetto.

I nuovi iscritti sono: Adam Eduard Razvan, Alecci Sofia, Ambrosi Mauro, Antonello Riccardo, Baldelli Elisa, Balili Hendrju, Barragato Chiara, Battisti Riccardo Giovanni, Boni Nadia, Bortolami Tommaso, Brazzale Alessandro, Capuzzo Caterina, Cavinato Alessia, Cavraro Riccardo, Celmanti Giada, Comunian Marco, Contarin Anna, Coppo Massimiliano, Cucato Nicolò, Cudin Giovanni Matteo, Di Leonardo Nicolò, Ferretti Lapo Lucio, Filipi Davide, Flaminio Alberto, Gobbi Enrico, Guzzo Francesco, Libralon Federica, Longato Elisa, Losi Eleonora, Lotto Anna, Marafin Nicolò, Marchiori Martina, Marcuccio Barbara, Masato Andrea, Maso Lorenzo, Mattia Carolina Bettina, Mazzucato Mariachiara, Mercuri Davide, Montalvo Gonzales Maria Luisa, Montevecchi Matilde, Moro Fabio, Noventa Elena Beatrice, Paccagnella Anna, Pavan Sebastiano, Petracchin Alberto, Piovan Carlo, Piva Matteo, Pracchi Gaia Costanza Anna Maria, Puato Laura, Rinaldo Anastasia, Satalino Simone, Satta Alessandro, Schiavon Giacomo, Scudiero Michele, Simioni Nicoletta, Stocco Francesco, Tasca Alice, Todesco Anna, Tresoldi Vera, Trivellin Giorgio, Valentini Alice, Vegro Costanza, Verzaro Garolla Luca, Zaja Giulia, Zamprogna Alessandro, Zecchin Carlo, Zocca Gabriele.

I prossimi appuntamenti

Durante la cerimonia l’Ordine ha richiamato anche alcune attività previste nei prossimi mesi. Dopo la recente presentazione del nuovo sito, pensato per rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni e ai servizi, prosegue l’invito rivolto ai giovani iscritti a partecipare ai gruppi di lavoro, alla formazione e alla vita culturale dell’Ordine, anche attraverso il contributo alla rivista Architetti Notizie.

Tra i prossimi appuntamenti è annunciata l’uscita della pubblicazione “Opere e riflessioni. Architetti padovani al Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin”, dedicata ai progetti premiati o menzionati dalla prima all’undicesima edizione del premio. L’Ordine sarà inoltre coinvolto nella dodicesima edizione del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, che entrerà nel vivo a giugno con una serie di appuntamenti pubblici.

Dopo l’inaugurazione, lo scorso 17 maggio, della mostra dedicata agli architetti padovani Francesco Mansutti e Gino Miozzo nella sede del Monte di Pietà, il programma proseguirà il 5 giugno con la conferenza internazionale “Housing sociale e città sostenibili. Esperienze internazionali a confronto”, seguita dall’inaugurazione della mostra diffusa “Foglie”, da una visita guidata alla mostra su Mansutti e Miozzo e dalla presentazione del volume curato dai professori Elena Svalduz e Stefano Zaggia dell’Università di Padova “Francesco Mansutti e Gino Miozzo. Padova, la città che cresce”.

Nella stessa cornice sarà presentata anche la mostra temporanea alla Ca’ Lando dedicata alla “Casa Mediterranea sperimentale”, curata da Guillermo Vazquez Consuegra ed Edoardo Narne con Yuuichi Iketani. Sabato 6 giugno, infine, è previsto l’appuntamento con i vincitori del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin e l’inaugurazione del tavolo dell’architettura progettato dall’architetto Renzo Piano.

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