In piazza a Ferragosto per far rivivere la storia di Udine: grande partecipazione al “Pali di Avost”

Quarta edizione del Pali di Avost a Udine: 15 concorrenti, casate storiche e grande partecipazione in piazza Matteotti.

17 agosto 2026 09:56
In piazza a Ferragosto per far rivivere la storia di Udine: grande partecipazione al “Pali di Avost” -
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UDINE - Quindici concorrenti, altrettanti cavalli e fantini in miniatura, antiche casate nobiliari e una piazza trasformata in campo di gara. A Ferragosto Udine ha ospitato la quarta edizione del “Pali di Avost”, iniziativa spontanea promossa dal Fogolâr Civic di Udin per riportare nel cuore della città lo spirito degli antichi ludi cittadini.

Sabato 15 agosto il pubblico si è ritrovato attorno alla Fontana di Giovanni da Udine, in piazza Matteotti, dove le pedine in scala 1:72 si sono sfidate lungo un percorso ispirato alle storiche corse dei cavalli che, dopo secoli nel cuore della Città Vecchia, nel 1795 furono trasferite sulla pista ellittica del “Zardin Grant”.

Quindici concorrenti e tre gruppi nobiliari

Le iscrizioni e gli abbinamenti sono stati effettuati alle 18 alla Galleria Italian Secret di piazza Matteotti.

Attraverso un sorteggio, a ciascun partecipante sono stati assegnati un cavallo e una livrea dedicati a una storica famiglia della nobiltà locale.

Le quindici casate erano suddivise in tre gruppi: nobiltà cittadina udinese, castellani friulani e patrizi veneziani.

La gara si è svolta affidando l’avanzamento delle pedine al lancio di dadi artigianali in legno realizzati dal rievocatore Sergio Copetti.

A seguire la competizione anche numerosi bambini, genitori, nonni, cittadini e turisti presenti in una Udine tutt’altro che deserta nel pomeriggio di Ferragosto.

Roberta Turco conquista il Palio

Ad aggiudicarsi il primo posto è stata Roberta Turco, di Grions del Torre, dama del Gruppo Storico di Borgo Pracchiuso.

Il suo cavallo, associato ai colori dei Valentinis, ha tagliato per primo simbolicamente il traguardo.

La famiglia Valentinis è una storica casata cittadina di origine aquileiese, legata anche alla tradizionale devozione udinese per San Valentino.

Alla vincitrice è andato il tradizionale drappo vermiglio del Palio, accompagnato dal simbolo dell’aquila di Aquileia.

Seconda Paola Taglialegne, terzo Eros Cisilino

Al secondo posto si è classificata Paola Taglialegne, di Latisana e cittadina udinese, con la pedina dedicata alla famiglia Moisesso, casata di origine villachese che possedeva una dimora sullo storico “Zardin Grant”.

Come premio ha ricevuto la tradizionale “civuite” o “çus”, oggi rappresentata da un salvadanaio dalle fattezze bovine.

Terzo posto per il presidente dell’ARLeF Eros Cisilino, originario della realtà storica di Pantianicco, con il cavallo dedicato ai nobili di Polcenigo, antica famiglia parlamentare friulana di origine francese, legata al palazzo cittadino oggi conosciuto come di Toppo-Wassermann.

La classifica prosegue fino alla “purcite”

Quarta classificata Maria Luisa Ranzato, procuratore dell’Arengo udinese e tra le promotrici dei nuovi Palii cittadini, con i colori della famiglia Pavona.

Quinto posto per Marina Scagnetti, con la casata dei Signori di Maniago; sesta Albana Plos, associata ai Cossio, castellani di Zegliacco e conti di Codroipo.

Settima Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, con i nobili di Varmo; ottava Claudia Pascoletti, di Martignacco, con i colori degli Ottelio.

Al nono posto Franca Mattiussi, di Basiliano, abbinata alla casata degli Antonini. Decimo il presidente emerito della Sociedad Friulana di Buenos Aires Eduardo Dino Baschera, con i colori dei Savorgnan.

A pari merito all’undicesimo posto Alberto Travain, con gli Ettorei, e Francesco Nicolettis, cittadino statunitense originario di Udine, con i nobili Codroipo.

Dodicesima Marisa Celotti, con gli Sbroiavacca; tredicesimo Sergio Copetti, con i Rota.

Ultimo classificato Ermano Beltrame, marito proprio della vincitrice Roberta Turco, con i colori della famiglia Manin. A lui è andata la tradizionale “purcite”, trasformata oggi in un salvadanaio a forma di maiale.

L’omaggio a Lodovico Manin

L’edizione 2026 ha voluto ricordare anche i 300 anni dalla nascita di Lodovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia.

Per l’occasione sono state unite nella fontana le bandiere friulana e veneziana, attorno a un “bocoeo” di San Marco.

Gli organizzatori hanno così spiegato anche la presenza di concorrenti con costumi trecenteschi all’interno di una rievocazione ispirata al Palio settecentesco: un richiamo alla Udine medievale che accolse anche gli antenati dei Manin, fuggiti dalla Toscana durante le lotte tra fazioni.

Il valore della partecipazione spontanea

A promuovere l’iniziativa è stato ancora una volta il Fogolâr Civic di Udin, insieme all’Arengo popolare e con il coinvolgimento della Presidenza ARLeF, della Presidenza del Consiglio comunale, del Club per l’Unesco di Udine e del Gruppo Storico di Borgo Pracchiuso.

Hanno collaborato anche l’Academie dal Friûl, il Coordinamento Civico Udinese Borgo Stazione, il Gruppo Storico Borgo Sette Stelle e l’Associazione Amici di Mercatovecchio.

Il presidente del Fogolâr Civic Alberto Travain, ideatore dell’iniziativa e autore anche delle pedine utilizzate nella gara, ha sottolineato soprattutto il valore di una manifestazione nata spontaneamente dai cittadini.

Il messaggio è quello di una comunità che non si limita ad assistere agli eventi, ma sceglie di diventarne protagonista, ritrovandosi in piazza anche a Ferragosto per condividere storia, memoria e identità cittadina.

Una festa tra friulano, italiano e veneto udinese

Il “Pali di Avost” ha mantenuto anche il proprio carattere plurilingue, alternando italiano, friulano, friulano cittadino e veneto udinese, oltre alle lingue utilizzate nelle relazioni internazionali.

Sul valore dell’iniziativa sono intervenuti anche Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF, e la presidente del Consiglio comunale Rita Nassimbeni, che ha evidenziato la partecipazione spontanea dei cittadini e il senso di comunità creato dalla manifestazione.

Presente anche Renata Capria D’Aronco, mentre Sergio Copetti ha portato il saluto del Gruppo Storico di Pracchiuso. Tra il pubblico anche il sindaco di Buttrio Eliano Bassi.

La giornata si è conclusa in via Mercatovecchio, storica meta delle antiche competizioni cittadine, dove tutti i partecipanti sono arrivati in corteo seguendo l’ordine della classifica, chiudendo un Ferragosto dedicato alla memoria e alla partecipazione civica.

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