Paluzza, i 115 anni di Secab riaprono il tema del futuro della montagna in Carnia

Al convegno per l’anniversario della cooperativa elettrica il punto su denatalità, imprese, energia e fondi 2021-27 destinati all’Alta

26 giugno 2026 19:40
Paluzza, i 115 anni di Secab riaprono il tema del futuro della montagna in Carnia -
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PALUZZA - I 115 anni di Secab diventano l’occasione per rimettere al centro una domanda concreta per la Carnia: quali strumenti servono oggi perché la montagna resti abitata, competitiva e capace di offrire lavoro e servizi. È da questo nodo che si è sviluppato a Paluzza il convegno “Costruire futuro. Montagna, cooperazione, comunità”, organizzato dalla Società elettrica cooperativa Alto But insieme al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine.

Al centro dell’incontro, al quale ha preso parte l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, c’è stato il quadro delle aree montane tra calo demografico, tenuta delle attività economiche e prospettive di sviluppo legate a energia, turismo, artigianato e impresa.

I fondi per l’Alta Carnia e i temi sul tavolo

Nel suo intervento Zilli ha richiamato la programmazione della Strategia nazionale per le aree interne 2021-27, che assegna complessivamente al Friuli Venezia Giulia circa 60 milioni di euro, dei quali 13,5 milioni destinati all’Alta Carnia. Le risorse, è stato ricordato, sono finalizzate a interventi su servizi, innovazione, digitalizzazione, welfare di comunità e sviluppo economico.

Secondo l’assessore, però, il solo apporto economico non basta a invertire le difficoltà della montagna. Per costruire prospettive stabili servono una visione di lungo periodo, la capacità di lavorare in rete e investimenti sul capitale umano, in modo da permettere ai giovani di scegliere di vivere e lavorare nei territori montani.

Un passaggio che richiama anche il ruolo del welfare di comunità, tema che nel territorio regionale torna spesso quando si parla di servizi di prossimità e cooperazione sociale, come nel caso della Fondazione Comunità del Melograno di Pradamano.

Imprese, filiera corta e collegamenti

Nel corso del convegno è stato evidenziato come la denatalità pesi in modo particolare sulle aree montane, ma al tempo stesso resti forte, in queste comunità, la spinta a costruire nuove opportunità. Zilli ha indicato alcuni assi considerati decisivi per la competitività del territorio: valorizzazione dei prodotti locali, filiera breve, viabilità, connessioni digitali e rafforzamento delle misure di investimento e fiscalità.

Paluzza, i 115 anni di Secab riaprono il tema del futuro della montagna in Carnia
Paluzza, i 115 anni di Secab riaprono il tema del futuro della montagna in Carnia

Tra gli strumenti già adottati dalla Regione è stata ricordata l’eliminazione dell’Irap per attività produttive e liberi professionisti, misura introdotta nel 2019 con l’obiettivo di sostenere le realtà esistenti e favorire l’insediamento di nuove imprese anche nelle zone più periferiche.

In questo quadro rientra anche la produzione di energia, tema particolarmente significativo a Paluzza vista la storia di Secab, cooperativa elettrica che da oltre un secolo rappresenta un presidio locale legato ai servizi e all’autonomia delle comunità montane.

Il ruolo della cooperazione nelle comunità montane

L’intervento dell’assessore ha insistito anche sulla necessità di sostenere strumenti che incentivino la collaborazione tra imprese e la realizzazione di progetti sovracomunali, valorizzando reti territoriali e sinergie tra amministrazioni locali.

Il riferimento finale è andato proprio alla cooperazione, indicata come elemento storico di prossimità e fattore di sviluppo per la montagna. Il messaggio emerso dal convegno di Paluzza è che il futuro delle vallate passa dalla presenza di servizi, scuole, collegamenti materiali e digitali, ma anche dalla capacità della comunità di costruire risposte condivise.

Il convegno “Costruire futuro. Montagna, cooperazione, comunità” è stato promosso da Secab con il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine in occasione del 115° anniversario della fondazione della Società elettrica cooperativa Alto But.

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