Parole a Scuola 2026, adolescenti e IA: 4 su 10 hanno false credenze

La ricerca su 800 ragazzi tra 14 e 18 anni sarà presentata il 24 ottobre a Milano durante la giornata formativa di Parole O_Stili.

12 ottobre 2026 10:14
Parole a Scuola 2026, adolescenti e IA: 4 su 10 hanno false credenze -
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TRIESTE - Quasi quattro adolescenti su dieci hanno almeno una falsa credenza sull’intelligenza artificiale, ma solo una minoranza ne chiede il divieto totale. È uno dei dati centrali della nuova ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Istituto Giuseppe Toniolo su 800 adolescenti tra i 14 e i 18 anni, che sarà presentata il 24 ottobre 2026 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano durante Parole a Scuola 2026.

L’indagine fotografa un rapporto già diffuso con questi strumenti, ma ancora accompagnato da una conoscenza incompleta: il 39,9% dei ragazzi conserva almeno una falsa credenza sulla natura dell’intelligenza artificiale, mentre soltanto il 13,5% ne chiederebbe il bando totale. Il dato, in sostanza, segnala che tra gli adolescenti prevale la richiesta di essere aiutati a capire e usare l’IA in modo consapevole più che quella di vietarla.

Parole a Scuola è promossa da Parole O_Stili, associazione nata a Trieste nel 2016 per promuovere una comunicazione consapevole e non ostile dentro e fuori dalla rete, insieme a Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto G. Toniolo, con il supporto del Gruppo Editoriale La Scuola.

Cosa prevede Parole a Scuola 2026

La quarta edizione dell’iniziativa torna a Milano con una giornata gratuita di formazione e confronto rivolta a insegnanti, educatori, educatrici e genitori. Il programma mette insieme 32 panel e 19 laboratori dedicati alle questioni che attraversano la vita quotidiana dei ragazzi e il lavoro degli adulti che li accompagnano.

Al centro ci saranno intelligenza artificiale, uso degli smartphone, relazioni, rispetto e orientamento. Il filo conduttore scelto per il 2026 è “Guardo, ascolto, parlo”, formula con cui gli organizzatori indicano la necessità di ritrovare nel dialogo uno strumento utile per leggere esperienze e linguaggi diversi tra generazioni.

Il tema dell’IA si inserisce in un dibattito che negli ultimi mesi ha trovato spazio anche in altri appuntamenti pubblici, come gli incontri dedicati a intelligenza artificiale e lavoro ospitati nel Nordest.

I numeri dell’edizione precedente

L’appuntamento dello scorso anno aveva coinvolto oltre 1.300 partecipanti, con 120 speaker e 40 incontri nell’arco di una giornata. Su questa base si innesta l’edizione 2026, che punta a offrire strumenti pratici a chi lavora ogni giorno con adolescenti e preadolescenti, soprattutto su temi dove la velocità del cambiamento tecnologico rende più complesso il ruolo educativo.

Rosy Russo, fondatrice e presidente di Parole O_Stili, collega direttamente i risultati della ricerca al compito degli adulti: secondo Russo non basta fissare regole o indicare rischi, ma serve conoscere i mondi abitati dai ragazzi, i linguaggi che usano e gli strumenti con cui imparano, si informano, costruiscono relazioni e immaginano il futuro. Da qui l’idea che l’educazione passi anche dalla capacità di non restare fuori da questi ambienti digitali.

Il nodo educativo sull’intelligenza artificiale

La ricerca sarà presentata in un momento in cui il tema non riguarda più solo la scuola in senso stretto, ma anche il rapporto tra famiglie, tecnologie e crescita. Il fatto che la quota di ragazzi favorevoli a un divieto assoluto resti limitata rafforza l’indicazione emersa dall’indagine: la richiesta principale non è eliminare lo strumento, ma avere accompagnamento, alfabetizzazione e senso critico.

Anche nel campo culturale il confronto tra nuove tecnologie e linguaggi educativi continua ad allargarsi, come mostra il lavoro su voce e intelligenza artificiale proposto a Belluno.

Tra i promotori dell’iniziativa c’è anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel materiale diffuso sull’evento compare inoltre l’intervento di Giuseppe Riva, ordinario di Psicologia generale e cognitiva, Psicologia della comunicazione e Psicologia dei consumi nella stessa università. La presentazione della ricerca del 24 ottobre offrirà così un quadro più ampio su come gli adolescenti percepiscono l’IA e su quali strumenti scuola e genitori possano utilizzare per affrontarne l’uso quotidiano.

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