Villa Manin, sanità e dati: Riccardi punta sull’IA per ridurre inappropriatezza e attese

A Villa Manin il confronto su dati sanitari, privacy e cybersicurezza. Riccardi: l’inappropriatezza è il vero malato del sistema

11 giugno 2026 18:39
Villa Manin, sanità e dati: Riccardi punta sull’IA per ridurre inappropriatezza e attese -
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PASSARIANO - L’uso dell’intelligenza artificiale nella sanità potrebbe incidere in modo diretto anche su uno dei problemi più sentiti dai cittadini: le liste d’attesa. Dal palco del Laboratorio Sanità 20/30 a Villa Manin, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha indicato nell’analisi avanzata dei dati uno strumento per separare le prestazioni appropriate da quelle superflue, sostenendo che in diagnostica si potrebbero quasi azzerare le liste d’attesa.

Il tema è emerso nel panel dedicato a ecosistema dei dati sanitari, privacy e cybercecurity, moderato dall’amministratore unico di Insiel Diego Antonini. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale dell’Unità di missione per gli interventi del Pnrr Achille Iachino, Carlo Villanacci, responsabile della protezione dati dell’Istituto superiore di sanità, e Marcello Albergoni, vice capo di Gabinetto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Per Riccardi, il patrimonio informativo già presente nel sistema sanitario è oggi utilizzato solo in parte, mentre potrebbe diventare decisivo per migliorare la risposta ai bisogni di cura e alleggerire sia i disagi per i cittadini sia la complessità organizzativa. Il punto, ha spiegato, è usare questi strumenti per colpire l’inappropriatezza, definita dall’assessore “il più grande malato del Servizio sanitario nazionale”.

Il nodo dell’inappropriatezza e delle attese

Secondo l’assessore, il tema non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma la possibilità di programmare meglio servizi, personale e prestazioni. L’obiettivo è rispettare i livelli essenziali di assistenza e accompagnare una ridefinizione organizzativa capace di superare un modello ancora troppo centrato sulla gestione delle acuzie.

Riccardi ha insistito su un punto: un sistema sanitario in cui l’offerta rincorre semplicemente la domanda non è sostenibile. Per questo, ha detto, servono strumenti che permettano di distinguere ciò che è davvero necessario da ciò che non lo è. In questo quadro, il confronto avviato a Laboratorio Sanità 20/30 si inserisce in una riflessione più ampia sull’uso delle tecnologie nei servizi sanitari.

L’assessore ha citato un esempio concreto proprio sulla diagnostica: applicando modelli di intelligenza artificiale per separare le richieste appropriate dalle prestazioni superflue, i risultati disponibili indicherebbero la possibilità di abbattere in modo sostanziale le liste d’attesa. Anche se la stima fosse solo parzialmente confermata, ha aggiunto, il tema resta centrale per la sostenibilità del sistema.

Privacy, cybersicurezza e fiducia dei cittadini

Accanto alla questione dell’efficienza, il panel ha affrontato il problema della tutela dei dati. Villanacci, dell’Istituto superiore di sanità, ha richiamato le basi normative e culturali necessarie per un’adozione etica dell’intelligenza artificiale, indicando nella piena osservanza del Gdpr e della direttiva europea Nis2 sulla cybersicurezza un passaggio indispensabile per proteggere informazioni e sistemi.

Villa Manin, sanità e dati: Riccardi punta sull’IA per ridurre inappropriatezza e attese
Villa Manin, sanità e dati: Riccardi punta sull’IA per ridurre inappropriatezza e attese

Il punto, emerso più volte nel dibattito, è che la trasformazione digitale non può limitarsi a un adempimento tecnico. La gestione dei dati sanitari deve costruire un rapporto di fiducia con il cittadino, attraverso trasparenza, protezione delle informazioni personali e regole chiare. Villanacci ha osservato inoltre che, nonostante difficoltà storiche, la pandemia ha accelerato in Italia una consapevolezza digitale più matura anche in ambito sanitario.

Su questi temi il dibattito regionale si intreccia con altre esperienze già avviate sul fronte di intelligenza artificiale e sanità, sempre con attenzione al rapporto tra innovazione, organizzazione dei servizi e protezione dei dati.

Pnrr e spazio europeo dei dati sanitari

Iachino, per il Ministero della Salute, ha invece inquadrato la transizione verso lo spazio europeo dei dati sanitari, inserendola nel percorso di trasformazione digitale della sanità italiana legato al Pnrr. Il passaggio, ha spiegato, richiede una governance condivisa tra istituzioni centrali e Regioni.

Tra i pilastri indicati ci sono la qualità del dato e l’interoperabilità semantica, cioè la capacità di sistemi diversi di dialogare con un linguaggio comune. Un elemento ritenuto decisivo anche per superare la frammentazione gestionale senza cancellare le specificità locali.

Nel confronto è emerso così un filo conduttore comune: la digitalizzazione va considerata come un’infrastruttura di valore, capace di trasformare i dati in un patrimonio condiviso utile non solo alla gestione dei servizi, ma anche alla ricerca, alle politiche pubbliche e alla personalizzazione delle cure. Un percorso che riguarda anche il mondo produttivo e professionale, come mostrano le misure del Friuli Venezia Giulia dedicate al bando intelligenza artificiale per micro e piccole imprese e professionisti.

Per Riccardi, in definitiva, è su questo terreno che si gioca una parte rilevante della tenuta futura del sistema sanitario: usare meglio la grande massa di informazioni disponibili, ascoltare le competenze e guidare l’innovazione verso risultati concreti per la salute dei cittadini.

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