Pozzi contaminati in Friuli: le conferme ufficiali e i divieti per le famiglie | VIDEO

PFAS rilevati nei pozzi privati di Fontanafredda: acqua dichiarata non potabile e prime ordinanze per limitarne l’utilizzo.

30 luglio 2026 09:59
Pozzi contaminati in Friuli: le conferme ufficiali e i divieti per le famiglie | VIDEO -
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FONTANAFREDDA – Sono arrivate le prime conferme ufficiali sulla presenza di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, note come PFAS, nell’acqua prelevata da alcuni pozzi artesiani privati del territorio pordenonese.

I primi casi accertati riguardano Fontanafredda, dove le analisi di laboratorio effettuate sui campioni d’acqua hanno evidenziato tracce di questi composti chimici. Gli esiti hanno portato all’adozione delle prime ordinanze comunali con cui viene limitato l’utilizzo dell’acqua proveniente dai pozzi interessati.

I provvedimenti stabiliscono che l’acqua analizzata debba essere considerata non potabile e non possa quindi essere impiegata per bere, cucinare, preparare alimenti o irrigare orti e giardini.

Le prime conferme dopo i campionamenti

Le verifiche sono state avviate dopo che l’Arpa Friuli Venezia Giulia, nel “Report Monitoraggio PFAS 2026”, aveva segnalato la presenza di queste sostanze in alcune aree del territorio della provincia di Pordenone.

A seguito dei risultati emersi dal monitoraggio ambientale, le istituzioni locali e sanitarie hanno attivato le procedure previste per approfondire la situazione e tutelare la popolazione.

I sindaci di Aviano, Fontanafredda, Porcia e Roveredo in Piano avevano già invitato in via precauzionale i cittadini residenti nelle zone non collegate alla rete dell’acquedotto a sospendere l’utilizzo dell’acqua dei pozzi.

Il tema della presenza dei PFAS nel Pordenonese è da tempo al centro dell’attenzione delle istituzioni, delle amministrazioni locali e degli organismi impegnati nella tutela ambientale.

I controlli gratuiti avviati dall’Asfo

Nel frattempo, il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale ha iniziato a effettuare campionamenti gratuiti dell’acqua nelle aree considerate maggiormente esposte.

L’attività è rivolta soprattutto alle abitazioni alimentate da pozzi privati e non collegate alla rete idrica pubblica. I campioni vengono sottoposti ad analisi di laboratorio per verificare l’eventuale presenza di sostanze contaminanti e stabilire se l’acqua possa essere utilizzata per il consumo umano.

I primi risultati arrivati da Fontanafredda hanno confermato la presenza di PFAS in alcuni pozzi e hanno determinato l’intervento dell’amministrazione comunale.

Due ordinanze firmate dal sindaco

Alla luce delle comunicazioni trasmesse dall’azienda sanitaria, il sindaco di Fontanafredda Michele Pegolo ha firmato due ordinanze riguardanti altrettanti pozzi privati.

Nei documenti viene richiamato il rapporto di prova emesso da un laboratorio accreditato Accredia con il numero 01013, relativo a un campione di acqua destinata al consumo umano e prelevata da un pozzo al servizio di un’abitazione del territorio comunale.

Sulla base dell’esito delle analisi, l’acqua prelevata dal pozzo è stata dichiarata non idonea al consumo umano.

Nelle ordinanze viene evidenziata la presenza di potenziali rischi per la tutela delle persone residenti e la necessità di intervenire rapidamente per eliminare il pericolo.

L’acqua dei pozzi è considerata non potabile

Il provvedimento stabilisce che l’acqua proveniente dai pozzi interessati non debba essere utilizzata fino al ripristino di condizioni compatibili con il consumo umano.

Il sindaco ha chiesto ai proprietari di procedere con urgenza agli interventi necessari, in modo da rimuovere la causa della contaminazione o adottare sistemi capaci di rendere nuovamente sicura l’acqua.

Prima di poter riprendere il normale utilizzo sarà necessario accertare, attraverso ulteriori verifiche, che i parametri siano tornati conformi alle disposizioni sanitarie.

Vietato utilizzare l’acqua per bere e cucinare

Le ordinanze comunali indicano nel dettaglio gli utilizzi che devono essere immediatamente sospesi.

L’acqua dei pozzi coinvolti non può essere impiegata per bere né per preparare bevande di qualsiasi tipo.

Il divieto comprende anche la preparazione di cibi destinati ai bambini, inclusa la diluizione del latte in polvere per i lattanti. Non può inoltre essere utilizzata per preparare tè, caffè, tisane e altre bevande calde o fredde.

La sospensione riguarda anche la cottura e il consumo di pasta, riso, ortaggi, verdure, brodi e altri alimenti liquidi nei quali l’acqua viene assorbita o rimane parte integrante della preparazione.

Stop al lavaggio di frutta e verdura

L’acqua dichiarata non potabile non deve essere utilizzata neppure per lavare prodotti destinati al consumo alimentare.

Il divieto comprende quindi il lavaggio di frutta, verdura e ortaggi, anche nel caso in cui questi vengano successivamente sbucciati o cucinati.

I residenti interessati dovranno utilizzare acqua proveniente dall’acquedotto o confezionata per tutte le operazioni che comportano un possibile contatto con gli alimenti.

Le limitazioni hanno carattere precauzionale e resteranno in vigore fino a quando gli accertamenti non confermeranno il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Sospesa anche l’irrigazione di orti e giardini

Tra gli utilizzi vietati rientra anche l’annaffiatura di orti e giardini.

La disposizione punta a evitare che l’acqua contenente PFAS venga impiegata sulle coltivazioni domestiche e possa entrare in contatto con verdure, erbe aromatiche, frutta o altri prodotti successivamente consumati dalle famiglie.

Il divieto riguarda sia l’irrigazione manuale sia quella effettuata tramite impianti collegati direttamente ai pozzi privati.

I cittadini destinatari delle ordinanze dovranno quindi sospendere ogni utilizzo dell’acqua fino a nuove indicazioni da parte del Comune e dell’azienda sanitaria.

Le indicazioni per i residenti

I residenti delle abitazioni interessate sono invitati a rispettare le limitazioni e a non utilizzare l’acqua dei pozzi per finalità alimentari o domestiche legate al consumo umano.

Per bere, cucinare, preparare latte artificiale, lavare alimenti e realizzare bevande dovrà essere utilizzata esclusivamente acqua sicura e controllata.

Le famiglie che utilizzano pozzi artesiani nelle aree segnalate potranno rivolgersi agli uffici competenti per ottenere informazioni sui campionamenti e sulle procedure da seguire.

Gli accertamenti proseguiranno anche negli altri territori coinvolti, con l’obiettivo di stabilire l’estensione della presenza delle sostanze e individuare gli eventuali ulteriori pozzi da sottoporre a limitazioni.

L’attenzione si estende a quattro Comuni

Fontanafredda rappresenta il primo Comune nel quale i risultati delle analisi hanno portato all’adozione di provvedimenti specifici, ma l’attenzione resta alta anche ad Aviano, Porcia e Roveredo in Piano.

In questi territori, i cittadini che non dispongono di un collegamento alla rete acquedottistica erano già stati invitati ad adottare un comportamento prudente e a sospendere l’utilizzo dell’acqua dei pozzi.

I campionamenti gratuiti avviati dall’Asfo serviranno a definire con maggiore precisione il quadro e a stabilire se siano necessarie ulteriori ordinanze.

L’assestamento regionale dedicato ad ambiente, energia e PFAS prevede risorse destinate anche agli interventi per migliorare le infrastrutture e sostenere i territori coinvolti.

Monitoraggio e nuove analisi

La situazione resta sotto osservazione da parte dell’Arpa, dell’azienda sanitaria, dei Comuni e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Le analisi proseguiranno sui pozzi privati presenti nelle aree individuate dal monitoraggio, mentre le amministrazioni locali adotteranno eventuali nuovi provvedimenti sulla base dei risultati trasmessi dai laboratori.

L’obiettivo è individuare tempestivamente le fonti d’acqua non conformi, impedire il loro utilizzo per finalità alimentari e mettere a disposizione dei cittadini indicazioni chiare.

Per le famiglie coinvolte, il rispetto delle ordinanze rimane indispensabile fino alla conclusione degli accertamenti e alla certificazione del ripristino delle condizioni necessarie per utilizzare nuovamente l’acqua dei pozzi.

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