Pianura friulana, crisi idrica straordinaria: livello alto e razionamento irriguo

Piogge molto scarse da marzo a giugno, falde sotto media e portate limitate: il piano riguarda l’irrigazione 2026.

14 luglio 2026 13:20
Pianura friulana, crisi idrica straordinaria: livello alto e razionamento irriguo -
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UDINE - In pianura friulana scatta il livello ALTO del Piano di gestione della siccità emergenziale. Il Consorzio di bonifica Pianura friulana ha comunicato a organizzazioni agricole e ANCI FVG l’avvio di misure di razionamento dell’acqua, con chiusure progressive delle reti irrigue, dopo settimane segnate da piogge insufficienti, falde in calo e portate non adeguate nei punti di derivazione.

La decisione arriva nel pieno della stagione irrigua 2026 e riguarda il comprensorio servito dal Consorzio. Il nodo principale è la combinazione di più fattori: precipitazioni scarse da marzo a giugno, livelli idrometrici sotto la media, falde in diminuzione e impossibilità di aumentare ulteriormente i rilasci dalla diga dell’Ambiesta. Secondo il Consorzio, il quadro configura una crisi idrica straordinaria.

Piogge scarse da mesi e Tagliamento sotto i 2 metri

Negli ultimi quattro mesi le precipitazioni sono rimaste nettamente inferiori alla media. A marzo e aprile i valori sono risultati più bassi del 50-80% rispetto alla climatologia di riferimento; maggio ha mostrato dati più vicini alla media in pianura, ma non in montagna; giugno, salvo un episodio temporalesco il 10 del mese, ha confermato la scarsità di piogge.

Il segnale più evidente arriva dal Tagliamento, che non supera i 2 metri di livello idrometrico da maggio 2025. Un dato che si inserisce nel quadro già emerso sul calo delle falde in Friuli, come mostrano anche i rilievi sulle falde della pianura friulana.

Per sostenere il fabbisogno irriguo, A2A ha integrato i rilasci dal serbatoio dell’Ambiesta con oltre 10 milioni di metri cubi immessi nel sistema. Tra il 1° giugno e il 10 luglio 2026 sono stati derivati 9,057 milioni di metri cubi, contro gli 8,334 milioni dello stesso periodo del 2022.

Perché il Consorzio passa alla severità alta

Nonostante questo apporto, il margine operativo si è ridotto. Il 9 luglio A2A ha comunicato che, per i vincoli imposti da Terna sulla rete elettrica e sulle centrali idroelettriche di Somplago e Ampezzo, non è possibile aumentare ulteriormente i rilasci. Le portate attuali vengono indicate come il massimo consentito e potrebbero diminuire se la situazione dovesse peggiorare.

Un altro punto critico è la presa di Ospedaletto, strategica per il sistema Ledra-Tagliamento, che al momento non dispone di una portata sufficiente sia per soddisfare le esigenze irrigue sia per garantire il deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua.

Alla luce di questi elementi, il Consorzio ha attivato lo scenario di severità alta previsto dal Piano redatto secondo le linee guida dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali e già comunicato alle autorità regionali. Il piano interviene solo nelle fasi emergenziali e prevede misure progressive in base a tre livelli: bassa, media e alta severità idrica.

Con il passaggio al livello più critico, il Consorzio procederà con una calendarizzazione delle chiusure degli impianti e con una riduzione progressiva dell’acqua distribuita, per compensare il calo delle derivazioni e mantenere il deflusso minimo vitale.

Falde in calo a Beano, Mortegliano e Orzano

Anche i dati sulle falde confermano la pressione sul sistema idrico. A Beano di Codroipo i livelli risultano sotto la media e inferiori di 4 metri rispetto al 2025. A Mortegliano la falda è sotto media con un calo di 1,90 metri sull’anno precedente. A Orzano, nel comune di Remanzacco, il divario arriva a circa 6 metri rispetto ai valori del 2025, oltre a restare inferiore alla media.

Il Consorzio ha segnalato inoltre un aumento dei costi energetici che pesa sulla gestione degli impianti. Nei primi mesi del 2026 il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica ha avuto oscillazioni rilevanti, con punte oltre i 140 euro per MWh. Anche il gas naturale ha registrato aumenti fino al 70% su base semestrale.

Rischio raccolti per i cereali già in fase avanzata

La situazione, spiegano dal Consorzio, diventa particolarmente delicata per le colture cerealicole. Le piante hanno anticipato fortemente il ciclo per effetto dello stress termico e gli agricoltori hanno già sostenuto oltre il 90% delle spese fra sementi, concimi e trattamenti.

In questa fase finale, l’eventuale chiusura forzata degli impianti non produrrebbe solo un calo della resa, ma potrebbe portare alla perdita totale del raccolto. Senza l’apporto idrico necessario per completare il riempimento della granella, i cereali andrebbero incontro a disseccamento definitivo, lasciando ai produttori l’intero peso dei costi già anticipati.

La posizione di ANCI FVG

Per ANCI FVG, il sindaco di Moimacco Enrico Basaldella ha definito la situazione delicata e composta da esigenze diverse da tenere insieme: agricoltura, produzione di energia, tutela della fauna ittica e aspetti igienico-sanitari dei corsi d’acqua. Basaldella ha parlato della necessità di un possibile correttivo, anche temporaneo e di piccola entità, alle politiche di distribuzione della risorsa idrica, auspicando un confronto con gli assessorati regionali competenti prima dell’attivazione completa del piano di emergenza del Consorzio.

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