Vacanze da una parte, turni dall’altra: il doppio volto del ponte del Primo maggio in FVG

Nel ponte del Primo maggio in FVG si spostano 150 mila persone, mentre oltre 81 mila lavoratori restano in servizio.

02 maggio 2026 10:38
Vacanze da una parte, turni dall’altra: il doppio volto del ponte del Primo maggio in FVG - Le manifestazioni a Trieste (Ansa)
Le manifestazioni a Trieste (Ansa)
Condividi

FVG - Il ponte del Primo maggio si conferma anche quest’anno uno dei momenti più rilevanti per il settore turistico in Friuli Venezia Giulia, con un flusso stimato di circa 150.000 residenti pronti a spostarsi tra mare, montagna e città d’arte. Un periodo che segna tradizionalmente l’avvio della stagione primaverile degli spostamenti.

Turismo e spostamenti nel ponte festivo

Secondo le stime, il weekend lungo del primo maggio rappresenta un’occasione diffusa di mobilità sul territorio regionale. Mare, aree montane e centri culturali restano le destinazioni principali scelte dai residenti per qualche giorno di pausa.

Chi lavora durante le festività

Accanto a chi si concede una pausa, resta una quota significativa di lavoratori impegnati anche nei giorni festivi. In Friuli Venezia Giulia si parla di circa 81.500 addetti che dovranno comunque svolgere la propria attività lavorativa nel fine settimana.

Il dato emerge da una stima basata su elaborazioni dell’Ufficio studi CGIA su dati Istat e riguarda una vasta gamma di settori: turismo e accoglienza, informazione, intrattenimento, agricoltura, allevamento, commercio, ristorazione, trasporti e sanità. A questi si aggiungono industria a ciclo continuo e comparti legati alla sicurezza e all’ordine pubblico.

Il quadro nazionale del lavoro festivo

A livello italiano, circa 3,5 milioni di lavoratori dipendenti risultano impiegati anche durante le festività. La Lombardia guida la classifica con oltre 567.700 addetti, seguita da Lazio e Veneto.

In termini percentuali, le incidenze più alte si registrano in Sardegna (25,2%), Lazio (23,2%) e Molise (22,6%). Il Friuli Venezia Giulia si colloca nella parte centrale della graduatoria con un’incidenza del 19,2%.

Il confronto con l’Europa

Nel contesto europeo, l’Italia si posiziona sotto la media dell’Unione Europea, pari al 20,3%. Alcuni Paesi registrano valori più elevati, come Paesi Bassi, Malta e Danimarca, mentre il dato italiano si attesta al 17,8%.

Le professioni attive nei giorni festivi

La lista dei settori coinvolti nei giorni festivi comprende un’ampia gamma di attività: servizi turistici, ristorazione, trasporti, sanità, sicurezza, agricoltura e comunicazione.

Rientrano tra le categorie operative anche addetti a musei e spettacoli, forze dell’ordine, personale sanitario, operatori della logistica, lavoratori del commercio e figure tecniche impegnate nella manutenzione e nei servizi essenziali.

Un sistema che non si ferma

Il funzionamento dei servizi essenziali nei giorni festivi consente la continuità di attività fondamentali per la collettività. In parallelo, il lavoro festivo comporta una gestione organizzativa complessa che coinvolge turnazioni, presidi e coperture operative in più settori strategici.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail