Omicidio a Porcia: cosa è successo e chi è la vittima

Omicidio a Porcia: padre ucciso dall’ex compagno della figlia dopo una lite. La donna era barricata con i figli.

29 maggio 2026 20:09
Omicidio a Porcia: cosa è successo e chi è la vittima -
Condividi

PORCIA – Prima la paura dentro casa, poi la richiesta d’aiuto, infine la corsa disperata di un padre verso l’abitazione della figlia. È finita con un omicidio la violenta lite avvenuta nel pomeriggio a Porcia, in provincia di Pordenone, dove Marius Adrian Dorobantu, 59 anni, cittadino romeno, è stato ucciso dopo essere intervenuto per difendere la figlia dall’ex compagno.

La donna, 39 anni, si era barricata in bagno con i figli minorenni dopo essere stata colpita alla testa. Da lì avrebbe chiamato il 112 e poi il padre, chiedendo aiuto. Quando l’uomo è arrivato davanti alla villetta, la situazione è precipitata in strada.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Dorobantu sarebbe stato aggredito con bottiglie rotte e pietre, riportando ferite gravissime al capo. Il presunto aggressore è Fabrizio Barberini, 49 anni, cittadino italiano, ex compagno della figlia della vittima.

La chiamata al 112 e la donna barricata con i bambini

Tutto sarebbe iniziato poco dopo le 15.30, quando la donna ha contattato il numero unico di emergenza. Agli operatori avrebbe raccontato di essere stata colpita dall’ex compagno e di essersi chiusa in bagno insieme ai figli piccoli.

La paura era che la situazione potesse degenerare ancora. Per questo, oltre alla richiesta d’intervento alle forze dell’ordine, la 39enne sarebbe riuscita a chiamare anche il padre, chiedendogli di raggiungerla.

Marius Adrian Dorobantu non ha esitato. Si è diretto verso la casa della figlia con l’obiettivo di proteggerla e mettere al sicuro anche i nipoti.

L’arrivo davanti alla villetta e lo scontro in strada

Quando il 59enne è arrivato davanti all’abitazione, avrebbe trovato ancora sul posto l’ex compagno della figlia. Il confronto tra i due sarebbe durato pochissimo prima di trasformarsi in una violenta aggressione.

La lite si è spostata in strada. Dorobantu, intervenuto per difendere la figlia e i bambini, sarebbe stato colpito con oggetti contundenti e taglienti. Gli investigatori ritengono che siano state utilizzate bottiglie rotte e pietre raccolte sul posto.

Le lesioni più gravi hanno interessato il capo. Quando i soccorritori sono arrivati, le condizioni dell’uomo erano già disperate.

I primi tentativi di rianimazione

Davanti all’abitazione era già presente una pattuglia della Polizia, che stava tentando le prime manovre per salvare il 59enne. Poco dopo sono arrivati anche i sanitari del 118, che hanno proseguito a lungo i tentativi di rianimazione.

Nonostante l’intervento dei soccorsi, per Marius Adrian Dorobantu non c’è stato nulla da fare. Le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi e l’uomo è morto sul posto, davanti alla casa dove era arrivato per aiutare la figlia.

La zona è stata immediatamente isolata per consentire i rilievi e preservare la scena dell’aggressione.

Il 49enne portato in ospedale e piantonato

Anche Fabrizio Barberini è rimasto ferito. Le sue lesioni sarebbero superficiali, anche se l’uomo avrebbe riferito ai soccorritori forti dolori.

È stato trasferito in ospedale in codice giallo con l’elicottero sanitario. Non sarebbe in pericolo di vita, ma si trova ricoverato e piantonato dalla Polizia.

Agli investigatori avrebbe sostenuto di aver agito per legittima difesa. La sua versione sarà ora verificata attraverso testimonianze, rilievi tecnici e accertamenti medico-legali.

La figlia della vittima sotto choc

La 39enne, ferita lievemente alla testa e profondamente scossa, è stata accompagnata in ospedale per accertamenti. I figli minorenni, presenti in casa durante le fasi dell’aggressione, sono stati affidati ai familiari.

Gli investigatori stanno ricostruendo il momento in cui la donna sarebbe stata colpita, la sua fuga in bagno con i bambini e la successiva telefonata al padre.

Proprio quella richiesta d’aiuto ha portato il 59enne davanti all’abitazione, dove pochi minuti dopo si è consumata la tragedia.

Il chiarimento legato alla separazione

Da quanto emerso, l’ex compagno si sarebbe presentato nell’abitazione della donna per discutere alcune questioni personali legate alla fine della loro relazione.

Il confronto, inizialmente nato come chiarimento, avrebbe assunto toni sempre più violenti. Prima l’aggressione alla donna, poi la sua fuga in bagno con i figli, quindi l’arrivo del padre e lo scontro mortale in strada.

Gli inquirenti stanno verificando se in passato ci fossero già state tensioni tra la coppia e se la separazione avesse generato precedenti situazioni di conflitto.

Scientifica e Squadra mobile sul luogo dell’omicidio

La scena del delitto è stata presidiata a lungo dagli uomini della Scientifica e dalla Squadra mobile della Questura di Pordenone, coordinati dalla Procura.

Gli agenti hanno effettuato rilievi davanti all’abitazione e raccolto elementi utili per definire con precisione la sequenza dell’aggressione. Al centro degli accertamenti ci sono gli oggetti utilizzati per colpire la vittima, il numero dei colpi e la posizione delle persone coinvolte nei diversi momenti della lite.

Sul posto è arrivato anche il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato di contribuire all’accertamento delle cause del decesso.

Le indagini sulla dinamica

La Procura e la Polizia stanno lavorando per mettere in fila tutti i passaggi: la telefonata al 112, l’aggressione alla donna, l’arrivo del padre, il confronto con l’ex compagno e i colpi che hanno causato la morte del 59enne.

Le dichiarazioni del 49enne, che avrebbe parlato di legittima difesa, saranno confrontate con i rilievi della Scientifica e con le testimonianze raccolte.

Un elemento decisivo sarà anche la ricostruzione delle ferite riportate da entrambi gli uomini: quelle mortali della vittima e quelle superficiali dell’ex compagno della donna.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail