Allarme truffe agli anziani nel Pordenonese: «35 telefonate in poche ore»

Raffica di tentativi di truffa nel Pordenonese: 35 episodi, nessuno riuscito. Ad Azzano anche il raggiro dell’oro falso.

27 maggio 2026 15:25
Allarme truffe agli anziani nel Pordenonese: «35 telefonate in poche ore» -
Condividi

PORDENONE – Una nuova ondata di tentativi di truffa agli anziani ha interessato il territorio pordenonese nella giornata di martedì 26 maggio 2026. In poche ore, a partire da circa mezzogiorno, sono stati accertati 35 episodi, tutti fortunatamente senza conseguenze: nessuna delle persone contattate è caduta nel raggiro e in diversi casi è partita subito la chiamata al 112.

Il dato più rilevante arriva da Azzano Decimo, dove si è concentrato il numero maggiore di telefonate sospette. Seguono Pordenone e Casarsa, anch’esse raggiunte dai tentativi messi in atto da malviventi che, ancora una volta, hanno cercato di sfruttare paura, urgenza e buona fede delle vittime.

Raffica di telefonate nel Pordenonese

La sequenza di chiamate è iniziata intorno alle 12.00 e ha coinvolto soprattutto persone anziane. Il bilancio parla di 35 tentativi di truffa, ma in nessun caso i truffatori sono riusciti a ottenere denaro, gioielli o altri beni.

La risposta delle potenziali vittime è stata decisiva: gli anziani hanno capito che qualcosa non tornava, hanno interrotto la conversazione e si sono rivolti ai veri Carabinieri, segnalando quanto stava accadendo.

Un comportamento che ha impedito ai malviventi di completare il piano e che conferma l’importanza delle campagne di prevenzione portate avanti sul territorio.

Azzano Decimo la zona più colpita

Il comune maggiormente interessato dai tentativi di raggiro è stato Azzano Decimo, dove sono stati registrati 21 episodi.

A Pordenone le telefonate-truffa sono state 11, mentre altri 3 tentativi sono stati segnalati a Casarsa. Numeri che descrivono un’azione concentrata e ripetuta, costruita per colpire più persone nello stesso arco di tempo.

I malviventi hanno puntato su uno schema già noto alle forze dell’ordine, ma ancora utilizzato perché capace di generare forte pressione emotiva nelle vittime.

La storia della targa clonata e della rapina

Anche questa volta i truffatori si sono presentati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri o alla Guardia di Finanza.

Durante le telefonate hanno raccontato la falsa vicenda della targa clonata e della presunta rapina in gioielleria, sostenendo che fosse necessario recarsi con urgenza presso un Comando dei Carabinieri o della Finanza per chiarire la situazione ed evitare conseguenze più gravi.

L’obiettivo era creare allarme e confusione, spingendo uno dei due coniugi ad allontanarsi da casa. Una volta rimasta sola, l’altra persona sarebbe diventata più vulnerabile e più facile da convincere a consegnare denaro, gioielli o oggetti di valore.

Anziani attenti, truffe sventate

In tutti gli episodi accertati, però, il piano non è riuscito. Gli anziani contattati non hanno creduto alla ricostruzione proposta al telefono e hanno scelto di chiedere immediatamente aiuto.

Un risultato importante, favorito anche dal lavoro di sensibilizzazione svolto dai Carabinieri attraverso incontri nelle parrocchie, nei centri anziani e nelle sale comunali, con il supporto della diffusione delle informazioni da parte degli organi di informazione.

Il messaggio è stato recepito: davanti a richieste sospette, pressioni improvvise o storie confuse, la scelta corretta è interrompere la comunicazione e contattare direttamente il 112.

Ad Azzano anche la truffa dell’oro falso

Sempre ad Azzano Decimo sono stati segnalati anche tentativi legati alla cosiddetta truffa dell’oro falso.

In questo caso alcune persone, lungo le strade, avrebbero avvicinato i passanti fingendo di trovarsi in una situazione di grave necessità. Per rendere più credibile il racconto, si sarebbero dette disposte a vendere a prezzo stracciato presunti gioielli in oro, come anelli e catenine.

La proposta, solo in apparenza vantaggiosa, nascondeva però il raggiro: gli oggetti offerti sarebbero stati falsi e privi di reale valore. Anche in questo caso, fortunatamente, nessuno risulta aver accettato lo scambio.

L’appello alla prudenza

Gli episodi confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto quando vengono contattate persone anziane con richieste urgenti, racconti allarmanti o presunte emergenze familiari e giudiziarie.

Le forze dell’ordine ricordano che Carabinieri, Guardia di Finanza e altre istituzioni non chiedono mai denaro, gioielli o consegne di valori a domicilio. In caso di dubbio, bisogna chiudere la telefonata e chiamare subito il 112, senza seguire le indicazioni ricevute da sconosciuti.

La giornata di martedì si è conclusa senza vittime del raggiro: 35 tentativi, nessuno andato a segno, grazie alla prontezza degli anziani e alla tempestiva attivazione dei veri Carabinieri.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail