Pordenone, esercitazione Orcolat: guida alle attività del 26 e 27 settembre
In piazza XX Settembre e nel centro storico dimostrazioni gratuite della Protezione Civile: orari confermati, cosa si può vedere e le regole concrete da conoscere in caso di sisma.
PORDENONE – La piazza non è soltanto un punto di ritrovo. Sabato 26 e domenica 27 settembre diventa il campo base di Orcolat, l’esercitazione sismica della Protezione Civile inserita nel percorso pordenonese per il cinquantesimo anniversario del sisma del Friuli. Per il pubblico è un’occasione concreta e gratuita per capire come lavorano volontari e istituzioni, ma anche per trasformare qualche regola spesso letta di fretta in abitudini utili dentro casa, a scuola o sul lavoro.
Il programma ufficiale del Comune di Pordenone conferma il campo base in piazza XX Settembre, le attività di Arte e Soccorso nel centro storico e l’accesso gratuito. Non pubblica invece una mappa dettagliata dei singoli presìdi, un orario al minuto per ogni dimostrazione, prenotazioni o un piano speciale dei parcheggi. È importante non riempire questi vuoti con indicazioni presunte: per informazioni puntuali il riferimento comunicato dal Comune è l’ufficio Protezione Civile, all’indirizzo [email protected] e al numero 0434 392544.
Il programma: cosa accade oggi e domenica
Sabato 26 settembre la giornata si apre alle 9 con la cerimonia dell’alzabandiera in piazza XX Settembre, alla quale la cittadinanza è invitata. Dalla stessa ora e per l’intera giornata il centro storico ospita Arte e Soccorso. Tecniche di messa in sicurezza nei presìdi cittadini. Il Comune descrive attività dimostrative con i volontari della Protezione Civile, dedicate alle manovre di salvaguardia delle persone e alle tecniche di recupero e tutela delle opere d’arte in contesti emergenziali.
Domenica 27 settembre Arte e Soccorso prosegue dalle 9 alle 13. Chi non riesce a passare oggi ha quindi una seconda finestra mattutina; chi viene con bambini o con persone che non possono restare a lungo può scegliere la domenica e programmare una visita più breve. La manifestazione è indicata come rivolta a tutti i cittadini e gratuita. Non risulta invece pubblicato un biglietto, una prenotazione per assistere, né un elenco di attività da scegliere in fasce orarie: la formula più corretta è arrivare nell’intervallo annunciato e seguire la segnaletica e le indicazioni del personale sul posto.
La parte operativa dell’esercitazione è iniziata venerdì 25 settembre con una prova di evacuazione presso la primaria Gabelli. Quel passaggio non è un’attività aperta da recuperare nel fine settimana. Il programma per i visitatori è quello in piazza e in centro: guardare le dimostrazioni, chiedere chiarimenti ai volontari quando il contesto lo consente e comprendere il perché di procedure che, in una situazione reale, devono essere semplici e condivise.
Perché si chiama Orcolat e che cosa si può imparare davvero
Orcolat richiama una parola entrata nella memoria friulana e il percorso cittadino La Memoria che Protegge: ricordare non come gesto solo celebrativo, ma come allenamento alla prevenzione. Il tema è attuale per tutto il Nordest. Il Dipartimento della Protezione Civile ricorda che i terremoti più forti in Italia si concentrano anche nell’area nord-orientale, che comprende Friuli Venezia Giulia e Veneto; allo stesso tempo chiarisce che tutti i Comuni italiani possono subire danni da terremoti. Non è quindi una guida per prevedere una scossa: non esiste un sistema che permetta di farlo. È una guida per sapere cosa fare, senza improvvisare.
Il valore delle dimostrazioni sul recupero dei beni culturali sta proprio qui. Mettere in sicurezza un’opera, un archivio o un edificio storico richiede ruoli, competenze e materiali specifici; per il cittadino non significa tentare interventi autonomi su oggetti instabili o entrare in aree interdette. Significa invece capire che la sicurezza delle persone viene prima, che l’accesso a uno spazio danneggiato spetta a chi è autorizzato e che la protezione del patrimonio avviene dentro una catena organizzata.
La città arriva al weekend dopo incontri e preparazione sul tema: Nordest24 ha seguito il percorso pordenonese verso l’esercitazione sismica del 25 settembre, con approfondimenti su tutela dei beni culturali e bisogni delle persone con disabilità. È un dettaglio utile anche per chi visita il campo base: una buona preparazione familiare non è uguale per tutti. Ogni nucleo deve valutare esigenze di mobilità, farmaci, ausili, comunicazione e persone da contattare, senza affidarsi a una checklist generica.
Prima di una scossa: tre controlli che si possono fare a casa
La preparazione non richiede acquisti affrettati né lavori fai-da-te su elementi strutturali. Il primo controllo è sapere dove reperire il Piano comunale di protezione civile e, in caso di emergenza, quali aree di attesa comunica il proprio Comune. L’area di attesa non va indovinata né confusa con il parcheggio o il giardino più vicino: è l’area prevista dalla pianificazione locale, da raggiungere quando le autorità lo indicano.
Il secondo è un breve accordo in famiglia: chi contattare, dove ritrovarsi se ci si trova in luoghi diversi, chi si occupa di bambini, anziani, animali o di chi ha bisogno di assistenza. Conviene tenere documenti, farmaci indispensabili, occhiali e chiavi in punti noti della casa; se si prepara una piccola dotazione per le prime ore, va adattata alle esigenze reali e controllata periodicamente. Il portale nazionale Io non rischio raccoglie materiali di autoprotezione accessibili, compresa una scheda in Comunicazione aumentativa e alternativa per chi ha bisogni comunicativi complessi.
Il terzo controllo è fisico e quotidiano: fissare o mettere in sicurezza scaffali, librerie e oggetti pesanti secondo le istruzioni dei produttori e far valutare a tecnici abilitati eventuali dubbi sulla sicurezza dell’edificio. Non spetta a un articolo stabilire se una parete sia portante o se una casa sia sicura: sono valutazioni tecniche. In casa, a scuola e sul lavoro vale però una domanda molto concreta: quali oggetti potrebbero cadere lungo un percorso di uscita o vicino al posto in cui si trascorre più tempo?
Durante e dopo: le indicazioni da ricordare senza equivoci
Se la scossa arriva mentre si è al chiuso, le istruzioni del Dipartimento della Protezione Civile sono chiare: ripararsi sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante, facendo attenzione a vetri, arredi, controsoffitti e altri oggetti che possono cadere. Non precipitarsi lungo le scale e non usare l’ascensore, che può bloccarsi. Se si è all’aperto, occorre allontanarsi da edifici, alberi, lampioni e linee elettriche. In auto, non si deve fermare il veicolo sotto ponti, cavalcavia, edifici o linee elettriche.
Dopo la fine della scossa, prima di uscire si procede con prudenza: indossare le scarpe, evitare l’ascensore, prestare attenzione alle scale e, se possibile e in sicurezza, chiudere gas, acqua e luce. Una volta fuori, il Dipartimento invita a raggiungere le aree di attesa previste dal piano comunale. È bene limitare telefonate e uso dell’auto: linee e strade devono restare libere per le comunicazioni e i mezzi di emergenza. Per verificare che una scossa sia effettivamente avvenuta non bastano messaggi inoltrati o post: il riferimento tecnico è la lista degli eventi dell’INGV, mentre le disposizioni locali arrivano da Comune e Protezione Civile.
Questo non equivale a decidere da soli se un edificio sia agibile. Il ritorno in casa o nei luoghi di lavoro deve seguire le indicazioni delle autorità e dei tecnici incaricati. Le dimostrazioni di Pordenone servono anche a rendere visibile questa differenza tra il comportamento immediato di ciascuno e la valutazione organizzata successiva.
Come organizzare la visita senza informazioni inventate
Per sabato il punto di partenza è piazza XX Settembre dalle 9; per domenica, lo stesso luogo e il centro storico dalle 9 alle 13. L’evento è gratuito e non è comunicata una procedura di iscrizione. Non sono indicati parcheggi riservati o navette: chi arriva in auto deve quindi attenersi alla segnaletica ordinaria e alle eventuali disposizioni temporanee sul posto, evitando di programmare la visita su una sosta data per certa. Per chi usa il trasporto pubblico, la verifica dell’ultima corsa e della fermata va fatta sul canale del gestore nella giornata dello spostamento.
Un suggerimento semplice per le famiglie: scegliere un momento non troppo vicino a un altro impegno, lasciare il tempo di osservare con calma e usare l’incontro per definire una sola regola domestica concreta, per esempio il punto di ritrovo o il posto in cui tenere medicine e numeri utili. La sicurezza non si esaurisce in un fine settimana, ma un’esercitazione può essere il momento giusto per iniziare.
Chi vuole affiancare alla visita un approfondimento storico può consultare l’archivio Memorie76 con immagini e documenti sul sisma friulano e leggere la lezione del terremoto per la tutela delle terre alte a Venzone. Sono materiali di contesto; per date, orari e logistica dell’appuntamento pordenonese fa fede il programma aggiornato del Comune.