Pordenone testa il piano terremoto: evacuati 10 mila studenti in tutta la città
Simulazione di terremoto da magnitudo 5.7, Centro operativo comunale attivato e 75 volontari al lavoro con scuole e soccorsi.
PORDENONE - Una scossa simulata di magnitudo 5.7, l’attivazione del Centro operativo comunale e l’evacuazione di circa 10 mila studenti: è questo il bilancio della grande esercitazione che oggi ha coinvolto tutte le scuole cittadine, dalle primarie alle superiori, nella giornata centrale di “La memoria che protegge”, il percorso con cui Pordenone ricorda i cinquant’anni del terremoto del 1976.
La prova ha messo in campo la macchina dell’emergenza su scala cittadina, con l’obiettivo di verificare procedure, coordinamento tra enti e tempi di risposta. Le operazioni sono partite dagli istituti superiori, alcuni con 1.300-1.500 studenti, per poi estendersi alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Il Comune ha attivato il Coc, mentre sul territorio hanno operato circa 75 volontari. Accanto al gruppo comunale di Pordenone sono intervenuti anche undici gruppi del Pordenonese, coinvolti anche perché molti studenti delle superiori arrivano da altri Comuni della zona.
L’iniziativa rientra nel programma di La memoria che protegge, che nelle ultime settimane ha accompagnato in città incontri e momenti pubblici dedicati alla prevenzione e alla memoria del sisma.
Come si è svolta l’esercitazione
Secondo quanto spiegato dal sindaco Alessandro Basso, la giornata è stata pensata come un passaggio concreto dentro le celebrazioni del cinquantesimo anniversario del terremoto, con un lavoro costruito insieme alle scuole per rafforzare la cultura della prevenzione tra i più giovani e, attraverso loro, anche nelle famiglie.
L’assessore Mattia Tirelli ha rimarcato che la simulazione ha richiesto la gestione di un’evacuazione complessa, utile per allenare la struttura comunale e i volontari su uno scenario realistico. L’assessore all’Istruzione Pietro Tropeano ha invece sottolineato il ruolo centrale delle scuole e degli studenti nel custodire la memoria del 1976 e nel trasferire comportamenti corretti all’interno della comunità.
A seguire sul campo le operazioni c’era anche l’ing. Fabio Braccini, coordinatore della Protezione civile di Pordenone. Per ogni evacuazione è stata predisposta una checklist dedicata, pensata per valutare l’andamento delle procedure e restituire alle scuole indicazioni utili per migliorare ulteriormente il sistema. L’impostazione, è stato spiegato, è stata volutamente esperienziale, con il coinvolgimento diretto delle persone. Alla giornata hanno assistito anche operatori arrivati da Gravina in Puglia, Cagliari e Genova.
Vigili del fuoco e soccorsi coinvolti
Nello scenario simulato i Vigili del fuoco hanno curato il soccorso tecnico urgente, con la ricerca e il recupero di persone disperse, lavorando insieme alla Croce Rossa e agli altri soggetti del sistema di soccorso.
Il comandante dei Vigili del fuoco di Pordenone, ing. Sergio Basile, ha evidenziato che esercitazioni di questo tipo servono sia ai ragazzi, chiamati a essere protagonisti della propria sicurezza, sia alle scuole, che devono organizzare e testare le procedure di evacuazione. Il punto centrale, ha osservato, resta la capacità di lavorare insieme tra Comune, Protezione civile, Vigili del fuoco, Croce Rossa e gli altri enti coinvolti.
Il tema delle esercitazioni e del coordinamento tra volontariato e istituzioni è al centro anche del raduno interregionale della Protezione civile in corso in Friuli in questi giorni del cinquantesimo del sisma.
Gli appuntamenti aperti al pubblico in piazza XX Settembre
Il programma prosegue domani, sabato 26 settembre, in piazza XX Settembre con una serie di attività esperienziali dedicate alla prevenzione. La mattinata sarà riservata alle classi delle scuole superiori.
Nel pomeriggio di sabato e nella mattinata di domenica le attività saranno invece aperte a tutta la cittadinanza. In programma ci sono la tenda fumo, percorsi dedicati alla disabilità, una dimostrazione sulla messa in sicurezza delle opere d’arte in caso di sisma e un’escape room.