Pordenone, alle Giornate del Cinema Muto l’omaggio a Marshall Neilan con Her Wild Oat
Domenica 4 ottobre al Teatro Verdi una giornata tra Pola Negri, cinema giapponese, giovani musicisti e il tributo serale a Neilan.
PORDENONE - La giornata di domenica 4 ottobre 2026 alle Giornate del Cinema Muto mette al centro il regista americano Marshall Neilan, omaggiato alle ore 21 al Teatro Verdi con Her Wild Oat, commedia del 1927 interpretata da Colleen Moore e proposta in una copia restaurata dall’Academy Film Archive, con accompagnamento musicale dal vivo di Donald Sosin.
Il film arriva come occasione di riscoperta per un autore oggi meno frequentato di altri nomi del muto, ma molto rilevante nella Hollywood degli anni Venti. Neilan era noto per la versatilità, capace di passare dalla commedia al western fino al melodramma, e per la rapidità sul set. Fu tra i registi più pagati del periodo e lavorò con alcune delle maggiori star dell’epoca, pur restando segnato da rapporti difficili con i produttori e da una carriera frenata anche dall’alcolismo.
Mary Pickford, che lo considerava il suo regista preferito, lo descriveva come “uno degli esseri umani più amabili, esasperanti, dotati e affascinanti” conosciuti. Gloria Swanson lo definiva “l’uomo più ammaliante di Hollywood”, mentre Colleen Moore parlava di lui come di “un seducente, folle, testardo irlandese”. Più complicato, invece, il rapporto con il sistema degli studios: il tentativo di indipendenza con una propria casa di produzione e lo scontro con Louis B. Mayer pesarono sul suo percorso professionale.
Il film serale con Colleen Moore
Her Wild Oat fu realizzato nella parte finale del decennio, quando il credito di Neilan non era ancora del tutto esaurito e il contratto arrivò grazie a Colleen Moore e al marito-produttore John McCormick. Il film è costruito come una commedia degli equivoci dai tempi comici molto serrati e racconta una ragazza della classe operaia dell’East Side di New York che sogna l’ascesa sociale.
Nel ruolo principale, Colleen Moore incarna il modello della flapper, figura simbolo degli anni Venti: giovani donne con i capelli a caschetto, lontane dalle convenzioni sociali tradizionali e dai comportamenti ritenuti rispettabili in quell’epoca. La proiezione è accompagnata dal vivo da Donald Sosin.
Il programma del mattino tra Pola Negri e film ritrovati
La domenica del festival inizia alle ore 10 con due film legati a Pola Negri, cantante, attrice e danzatrice polacca. Il primo è Die Marchesa D'Armiani di Alfred Halm, girato nel 1920 e a lungo considerato perduto: ne resta la prima parte, recuperata da una copia di distribuzione danese arrivata in ottime condizioni e presentata a Pordenone dal Filmarchiv Austria.
Il secondo titolo è Bestia, del 1917, massimo successo dello Studio Sfinks di Varsavia diretto da Aleksander Hertz. È il film in cui prende forma il personaggio di femme fatale destinato a segnare la carriera di Pola Negri, in particolare nella scena della danza Apache, ballo sensuale e violento che metteva in scena il litigio fra due amanti. Secondo gli studiosi, quella sequenza potrebbe essere stata rigirata e aggiunta per il mercato estero per accentuare l’elemento erotico. Le copie polacche di Bestia andarono distrutte durante la seconda guerra mondiale e oggi sopravvivono solo quelle destinate all’estero.
I giovani musicisti e la rassegna Follia femminile
Il primo pomeriggio, alle ore 14, è dedicato ad “A colpi di note”, progetto ideato e coordinato dalla prof. Maria Luisa Sogaro. Sul palco arrivano i ragazzi della Scuola di Musica della Città di Cordenons e dell’Ensemble Armonia, che hanno scelto tre cortometraggi comici e ne hanno composto la colonna sonora da eseguire dal vivo durante il festival. Il protagonista scelto per questa edizione è KoKo, il clown creato dall’animatore Max Fleischer, in tre film messi a disposizione dalla Cineteca del Friuli.
Alle ore 15 spazio invece alla rassegna “Follia femminile”, con il programma Donne folli: dalla medicina al melodramma. La selezione comprende, tra gli altri, materiali girati all’interno dell’ospedale della Salpêtrière di Parigi e alcuni frammenti realizzati dal neurologo italiano Vincenzo Neri. I toni patologici con cui vengono rappresentati diversi gradi di isteria, vera o presunta, trovano un contrappunto in Das Versuchskaninchen (La Cavia), film tedesco del 1917 nel quale Asta Nielsen rovescia in chiave ironica il patriarcato, gli ospedali e i medici.
Il focus sul Giappone e i film di propaganda
Alle ore 16.45 il programma si sposta sul Giappone, con una selezione di cortometraggi di propaganda realizzati durante la seconda guerra cino-giapponese. Le pellicole, sopravvissute soltanto in piccolo formato, sono state montate da Yoneo Ota, fondatore del Toy Film Museum di Kyoto, in un’antologia che capovolge il significato originario del materiale e lo trasforma in un messaggio contro l’escalation militare.
Nel montaggio compaiono anche i funerali dell’imperatore Yoshihito nel 1926, l’incoronazione di Hirohito nel 1928, i futuri alleati dell’Asse Hitler e Mussolini e le immagini dell’attacco a Pearl Harbour del 1941.
Le Giornate del Cinema Muto sono sostenute da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ministero della Cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Comune di Pordenone, Camera di Commercio Pordenone-Udine, Fondazione Friuli e con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.