Pordenone, al Grigoletti la Gen Z racconta i 50 anni del terremoto del Friuli
Progetto audiovisivo con la Protezione Civile FVG: contenuti social, interviste, documentario finale e percorso di Formazione
PORDENONE – Il racconto del 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976 passa dallo sguardo della Gen Z. A firmarlo sono cinque studenti del Liceo Scientifico Linguistico “Michelangelo Grigoletti” di Pordenone, coinvolti nel progetto “Se accadesse oggi – Generazione 2026”, ideato dall’istituto in collaborazione con la Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per trasformare la memoria del sisma in un’esperienza contemporanea e partecipata.
L’iniziativa punta a rileggere il terremoto che colpì la regione nel 1976 attraverso il linguaggio dei più giovani, affidando agli studenti il compito di raccontare eventi, testimonianze e protagonisti delle celebrazioni del Cinquantesimo. Al centro del percorso c’è anche il valore del volontariato e il cosiddetto Modello Friuli, l’esperienza nata dalla reazione del territorio dopo il sisma e diventata nel tempo origine del sistema moderno di Protezione Civile e riferimento nazionale per la collaborazione tra istituzioni, cittadini e volontari.
Il progetto è stato presentato il 4 giugno 2026 nella biblioteca del liceo pordenonese alla presenza dell’assessore regionale con delega alla Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e presidente del Comitato organizzatore del 50° anniversario del terremoto, Riccardo Riccardi, della dirigente scolastica del liceo M. Grigoletti Ornella Varin e del direttore centrale della Protezione Civile regionale Amedeo Aristei.
Riccardi ha inquadrato il significato dell’iniziativa nel solco della storia regionale, ricordando che il terremoto del 1976 non è soltanto una pagina del passato, ma il momento in cui il Friuli ha scelto che tipo di comunità voleva diventare. Per l’assessore, il Cinquantesimo non può limitarsi alla commemorazione di una tragedia, ma deve diventare un viaggio nelle ragioni che hanno reso possibile una delle più straordinarie esperienze di ricostruzione della storia italiana. Dopo il sisma, ha ricordato, la terra era ferita ma non si è arresa: istituzioni, amministrazioni locali, volontariato, comunità e classi dirigenti seppero assumersi la responsabilità di decisioni difficili, ricostruendo case, scuole, imprese e luoghi di vita senza cancellare l’identità del Friuli, trasformando il dolore in una nuova occasione di sviluppo.
Secondo Riccardi, affidare oggi questo racconto agli studenti significa consegnare quell’eredità a chi non ha vissuto direttamente il terremoto ma ne raccoglie i frutti. La memoria, ha sottolineato, non serve a guardare indietro con nostalgia, ma a capire perché il Friuli è ciò che è e a preparare il futuro. Se il Modello Friuli continua a essere un riferimento nazionale, ha aggiunto, è perché ricorda che nessuna tecnologia, nessuna organizzazione e nessuna istituzione possono sostituire il valore della responsabilità, della partecipazione e della fiducia tra le persone.
Anche la dirigente scolastica Ornella Varin ha richiamato il carattere civile del progetto, spiegando che il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli non è soltanto una ricorrenza da commemorare, ma un’occasione per interrogarsi sul presente e su cosa significhi oggi essere comunità, cittadini e persone preparate. Per questo, ha osservato, la possibilità di contribuire alle celebrazioni del Cinquantesimo è stata avvertita dal liceo come un’estensione naturale del proprio lavoro educativo: formare giovani capaci di raccontare il mondo con competenza, sensibilità e responsabilità. Varin ha definito il progetto non solo un percorso tecnico ma anche un percorso civile, utile a far conoscere alle nuove generazioni il patrimonio rappresentato dal Modello Friuli, cioè quella straordinaria alleanza tra istituzioni, cittadini e volontariato che parla ancora oggi dell’identità e della capacità di reagire del territorio. La dirigente ha inoltre ringraziato la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, indicata come modello educativo ed esempio concreto di partecipazione, responsabilità e servizio agli altri.
A dare forma al racconto è una piccola redazione di cinque studenti “reporter”, già impegnati nel seguire incontri, cerimonie, esercitazioni e momenti pubblici legati al Cinquantesimo, con una domanda guida che accompagna tutto il progetto: “Se accadesse oggi?”. I protagonisti del percorso sono Serena Da Prat, classe 3AESA; Lorenzo Casagrande, classe 3DLIN; Alessandro Measso, classe 3BSCA; Beatrice Ghiani, classe 3DSCA; Maiko Scian, classe 3BSCA. Il gruppo cura l’ideazione dei contenuti, la preparazione delle domande per le interviste, le riprese e il montaggio finale dei servizi.
Nel video di presentazione del progetto gli studenti spiegano di essere partiti da un interrogativo semplice e difficile allo stesso tempo: cinquant’anni fa il terremoto ha cambiato per sempre il Friuli, loro non l’hanno vissuto e non erano ancora nati, ma oggi si chiedono cosa succederebbe se accadesse ora. In questo periodo hanno seguito gli eventi del 50° anniversario del terremoto in Friuli, ascoltando storie, raccogliendo testimonianze e osservando da vicino cosa significhi gestire l’emergenza e custodire la memoria.
Il progetto ha anche una forte dimensione formativa. Rientra infatti nel percorso di Formazione Scuola–Lavoro del liceo e coinvolge, accanto agli studenti, insegnanti dell’istituto e professionisti dell’audiovisivo e della comunicazione, che offrono supporto tecnico e accompagnamento sul campo nelle varie fasi di realizzazione dei contenuti. Il ruolo dei formatori è indicato come componente fondamentale dell’iniziativa, perché consente ai ragazzi di entrare nelle dinamiche giornalistiche sia davanti sia dietro la telecamera.
Per gli studenti si tratta di un’occasione concreta per apprendere il linguaggio giornalistico, le tecniche professionali della produzione audiovisiva e dello storytelling, il lavoro sul campo del reporter e la professione giornalistica. Nel loro racconto spiegano che questo percorso sta permettendo loro di entrare davvero nel mondo del giornalismo, di capire come funziona il lavoro sul campo, come si costruisce un servizio, come si racconta una storia e quanta responsabilità ci sia dietro una telecamera o un microfono. Sottolineano inoltre di aver compreso quanto lavoro, tempo ed energia servano per raccontare bene la realtà e che il progetto, per loro, non significa soltanto documentare ciò che accade, ma stare sul campo, fare domande e capire come lavora la Protezione Civile. Aggiungono che c’è bisogno dei ragazzi per tramandare questo patrimonio e che la memoria non riguarda solo il passato, ma anche il presente e soprattutto il futuro.
Il racconto costruito dal Grigoletti ha già iniziato a prendere forma sui canali social della Protezione Civile regionale, in un vero e proprio diario di bordo e dietro le quinte curato dagli studenti-giornalisti, nel quale emerge il loro incontro con il Modello Friuli. Il progetto prevede in particolare la realizzazione di un documentario finale di circa 30 minuti, contenuti video per i social network e materiali divulgativi dedicati alla cultura della Protezione Civile e della prevenzione.
È prevista inoltre una collaborazione con divulgatori digitali per la creazione di un contenuto esclusivo dedicato al Cinquantesimo. All’interno del racconto sarà sviluppata in modo esplicito anche una chiave di lettura comparativa tra il 1976 e l’oggi, con particolare attenzione all’evoluzione delle tecnologie, dei sistemi di intervento e dei comportamenti individuali e collettivi in caso di emergenza.
Il progetto si muove su un doppio piano di interesse pubblico: da una parte quello istituzionale, per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni e la conoscenza della Protezione Civile; dall’altra quello formativo, per coinvolgere gli studenti in un percorso di Formazione Scuola–Lavoro legato alla comunicazione digitale e alla produzione audiovisiva. L’obiettivo dichiarato è costruire una copertura narrativa del 50° anniversario del terremoto del Friuli capace di valorizzare il tema del volontariato e il ruolo della Protezione Civile attraverso il linguaggio della Gen Z. Non una semplice cronaca commemorativa, dunque, ma una narrazione audiovisiva e digitale che, attraverso approfondimenti tematici e interviste, racconti il Modello Friuli e diffonda tra i giovani la cultura della partecipazione e del volontariato.
L’iniziativa viene descritta anche come un dispositivo di memoria attiva, capace di trasformare la narrazione storica in una riflessione contemporanea sui comportamenti individuali e collettivi in caso di emergenza. In questo quadro il progetto coinvolgerà partner del mondo audiovisivo e della divulgazione scientifica, con l’intento di consegnare alle nuove generazioni non solo il ricordo di ciò che accadde nel 1976, ma anche una riflessione concreta sul senso della responsabilità collettiva e della partecipazione civica, ricordando chi aiutò nella ricostruzione e sensibilizzando chi domani potrà essere al fianco di chi è nel bisogno.
Gli studenti hanno già preso parte a diversi momenti di rilievo del calendario del Cinquantesimo. Il percorso celebrativo è stato inaugurato a gennaio con il tributo alla memoria di Adriano Biasutti, già presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, indicato come promotore di una visione capace di trasformare l’emergenza in un’organica opportunità di sviluppo per il territorio. Successivamente i ragazzi hanno partecipato alla presentazione della speciale maglia da gara dell’Udinese Calcio dedicata al ricordo del terremoto, realizzando un’intervista al presidente della società Franco Soldati.
La redazione del Grigoletti ha seguito anche l’incontro a Gemona con il cardinale Matteo Zuppi in occasione della celebrazione eucaristica per onorare le vittime del sisma, la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Museo civico Palazzo Elti di Gemona, una seduta straordinaria del Consiglio regionale a Gemona, il concerto per la commemorazione del sisma del maestro Andrea Bocelli alla caserma Goi–Pantanali, uno dei luoghi simbolo della tragedia e della rinascita, e infine la partenza della tappa 20 del Giro d’Italia proprio da Gemona.
Tra i contenuti già realizzati e pubblicati sui canali social della Protezione Civile regionale figurano la presentazione del progetto da parte degli studenti del Grigoletti del 30 aprile 2026, l’intervista al cardinale Matteo Zuppi del 4 maggio 2026, il servizio sui volti della memoria del 6 maggio 2026, l’intervista all’assessore Riccardo Riccardi del 9 maggio 2026, il servizio sul concerto di Andrea Bocelli del 10 maggio 2026, l’intervista al presidente dell’Udinese Calcio Franco Soldati del 15 maggio 2026, il servizio sulla tappa del Giro d’Italia da Gemona del 1 giugno 2026 e quello del 3 giugno 2026 sulla stessa tappa con testimonianza del presidente Massimiliano Fedriga.
Il racconto proseguirà nei prossimi mesi con nuove tappe. A luglio è in programma la Convention dei Fogolârs Furlans, incontro pensato per celebrare la straordinaria solidarietà internazionale che raggiunse il Friuli da ogni parte del mondo. In seguito il progetto affronterà il tema dell’etica del fare, della cultura della resilienza e della ricerca scientifica, leggendo l’esperienza del sisma come asset per la gestione del territorio, in una visione pragmatica e come omaggio alla celebrazione del lavoro, indicato come pietra angolare della rinascita sociale.
Seguirà poi un’analisi del Modello Friuli attraverso incontri, mostre e convegni che approfondiranno il concetto di sussidiarietà che ha reso la regione un esempio di governance efficace. Le attività si chiuderanno con l’intitolazione della sala ottagonale della Protezione Civile regionale all’onorevole Giuseppe Zamberletti e con un’esercitazione internazionale.
Anche i primi dati di diffusione dei contenuti confermano l’impatto dell’iniziativa sui canali social della Protezione Civile FVG, attiva su Instagram e Facebook: grazie ai materiali pubblicati nel mese di maggio, i follower sono aumentati di oltre 400 su Instagram, arrivando a 6.047, e di 200 su Facebook, arrivando a 58.839, con circa 150.000 visualizzazioni e oltre 5.000 interazioni generate.