Pordenone riscopre Mario Moretti: mostra a Palazzo Ricchieri fino al 21 settembre

L’esposizione al Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri ripercorre l’opera dell’artista del Novecento. Aperture straordinarie l’8 e 9

07 luglio 2026 20:18
Pordenone riscopre Mario Moretti: mostra a Palazzo Ricchieri fino al 21 settembre -
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PORDENONE - È dedicata a uno dei nomi più importanti dell’arte pordenonese del Novecento la nuova mostra inaugurata al Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri. “Mario Moretti. L’estro disciplinato dall’arte. Pitture, sculture, disegni” è visitabile fino al 21 settembre e propone un percorso attraverso l’intera produzione dell’artista, con un focus anche sulle opere realizzate durante la prigionia nei campi di concentramento tedeschi nella Seconda guerra mondiale.

Promossa dal Comune di Pordenone e prodotta dall’Archivio Moretti, l’esposizione si inserisce nel percorso con cui la città guarda a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, riportando al centro un autore che ha vissuto a Pordenone fin da giovanissimo e qui ha costruito il proprio cammino artistico.

Orari e aperture straordinarie

Per i primi giorni della mostra sono state previste due aperture straordinarie del museo, mercoledì 8 e giovedì 9 luglio, con orario 15.00-19.00. Normalmente il Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri è aperto il venerdì, il sabato e la domenica.

La rassegna è curata da Giancarlo Pauletto, Riccardo Moretti e Patrizio De Mattio e mette in dialogo pittura, scultura e disegno, seguendo l’evoluzione dell’autore dalle prime opere degli anni Trenta fino alla piena maturità.

Il percorso espositivo

Il titolo della mostra richiama una delle caratteristiche attribuite a Moretti: la capacità di tenere insieme libertà creativa e rigore formale. In mostra trovano spazio i diversi linguaggi frequentati dall’artista — pittore, scultore e ceramista — con un percorso pensato per restituire al pubblico la varietà della sua produzione.

Un nucleo particolarmente significativo riguarda i lavori eseguiti durante la detenzione nei campi di concentramento tedeschi. Acquerelli e disegni di quegli anni vengono presentati come testimonianza diretta di una fase drammatica della sua vita, ma anche come traccia del ruolo dell’arte nella memoria e nella resistenza personale.

Il video-podcast e il progetto “La cultura che cura”

Accanto alle opere, la mostra comprende anche un contributo multimediale: un video-podcast dedicato alla vita e al lavoro di Mario Moretti, proiettato in una sala adiacente e disponibile anche su YouTube. Il contenuto è stato realizzato dall’Istituto Flora con la partecipazione del Centro diurno disturbi alimentari e della Pediatria dell’Ospedale di Pordenone, all’interno del progetto “La cultura che cura”.

Tra i partner fondatori del progetto figurano Asfo, Cro e lo stesso Istituto Flora; partecipano inoltre il Teatro sociale di comunità, la Scuola in Ospedale del Soroptimist, l’Usci e l’Adao. L’iniziativa rientra nei “Progetti di rete e del territorio” del dossier per il 2027.

Il contributo video è stato curato anche con il coinvolgimento della dottoressa Mariaelena Porzio della Fondazione Radio Magica, del professor Giuseppe Losapio dell’Istituto Kennedy e della professoressa Paola Danelon del Liceo artistico Galvani insieme ai loro studenti. Alla voce del video ha partecipato Martina Mazzini.

Il legame con i Musei Civici

Secondo l’assessore alla Cultura Alberto Parigi, la mostra restituisce alla città uno dei suoi artisti più significativi e rappresenta un passaggio nel lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale locale. In questo quadro rientra anche la programmazione estiva dei Musei Civici di Pordenone, che nelle prossime settimane proseguirà con visite, laboratori e appuntamenti collegati.

Durante la serata inaugurale è stato inoltre letto un ricordo di Mario Moretti firmato da Alessandra Merighi, che si affianca al materiale raccolto per il video-podcast esposto nelle sale di Palazzo Ricchieri.

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