Pordenone, studenti del Galvani progettano arredi dagli scarti con Santalucia Mobili
Presentati il 5 giugno alla Sala Teresina Degan i progetti della classe 5D del Liceo Galvani di Cordenons con Santalucia Mobili
PORDENONE - Complementi d’arredo pensati a partire dagli scarti di lavorazione industriale, con l’obiettivo di trasformare materiali residui in nuove soluzioni di design. È il risultato di Frame, il progetto che ha coinvolto la classe 5D del Liceo Artistico Statale Enrico Galvani di Cordenons insieme a Santalucia Mobili e che ha avuto il suo momento conclusivo il 5 giugno alla Sala Teresina Degan della Biblioteca Civica di Pordenone, dove sono stati presentati gli elaborati degli studenti.
L’iniziativa ha messo in contatto diretto scuola e impresa su un terreno concreto: la progettazione sostenibile. Dopo una visita nella sede di Santalucia Mobili a Prata di Pordenone, i ragazzi hanno conosciuto da vicino i processi produttivi aziendali e hanno ricevuto un brief preciso: ideare complementi d’arredo utilizzando materiali ed elementi derivanti dagli scarti delle lavorazioni.
Per gli studenti è stato un confronto pratico con temi oggi centrali nel design contemporaneo, dall’economia circolare al recupero delle risorse, fino alla possibilità di generare nuovo valore da materiali che, normalmente, arrivano a fine ciclo produttivo. Il percorso è stato seguito dalla professoressa Manuela Agosto e da Marco Zen, studente di Design del Prodotto ed ex allievo del liceo.
Nel corso dell’anno l’azienda ha partecipato attivamente alle attività. Jacopo Galli, direttore generale di Santalucia Mobili, ha incontrato più volte gli studenti all’interno dell’istituto, approfondendo l’evoluzione dell’impresa e i temi della sostenibilità, della responsabilità d’impresa e del rapporto tra produzione, innovazione e territorio. Un’esperienza che si inserisce anche nel percorso dell’azienda come Società Benefit, con tra gli obiettivi dichiarati quello di sostenere educazione e cultura della sostenibilità attraverso collaborazioni con scuole e associazioni locali.
Il progetto è stato promosso in collaborazione con il Liceo Galvani guidato dal dirigente scolastico Enrico Quattrin. Per il territorio pordenonese rappresenta un esempio di dialogo tra formazione e mondo produttivo, in una fase in cui le aziende cercano competenze nuove e attenzione ai temi ambientali. In questo contesto si inserisce anche il percorso del Liceo Galvani di Cordenons, già presente in altre iniziative che intrecciano creatività, lavoro e città.
Alla presentazione dei progetti è intervenuto anche Pietro Tropeano, assessore del Comune di Pordenone con deleghe a Educazione, Istruzione, Formazione, Università, Politiche per la persona, per la famiglia, per i giovani e per gli anziani. Tropeano ha ringraziato Santalucia Mobili per la collaborazione con le scuole del territorio, definendola fondamentale per una comunità che vuole investire sui ragazzi. Ha inoltre sottolineato che i giovani saranno chiamati a portare avanti aziende, istituzioni e associazioni, aggiungendo di aver visto nei lavori presentati fantasia, professionalità e grande cura dei particolari.
La giornata alla Sala Teresina Degan ha così restituito il risultato finale di un percorso sviluppato durante l’anno scolastico, costruito sul rapporto tra scuola, azienda e istituzioni. Per gli studenti della 5D è stata un’occasione per misurarsi con un progetto reale; per Santalucia Mobili, con sede a Prata di Pordenone, un tassello della propria attività legata al beneficio comune e alla collaborazione con il territorio.
Il lavoro presentato il 5 giugno ha mostrato come materiali di scarto possano diventare base per nuove idee progettuali, mettendo insieme creatività, competenze tecniche e attenzione ambientale. Un approccio che richiama anche altre esperienze locali in cui i più giovani vengono coinvolti nel racconto e nella costruzione del territorio, come nel progetto Gen Z racconta i 50 anni del terremoto del Friuli.
Nel progetto Frame, agli studenti è stato chiesto di ideare complementi d’arredo partendo da materiali ed elementi derivanti dagli scarti delle lavorazioni aziendali, dopo una visita nella sede di Santalucia Mobili e una serie di incontri in classe con il direttore generale Jacopo Galli.