Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica

Inaugurata a Pordenone la nuova edizione del festival, con una bandiera simbolo e il richiamo al percorso verso il 2027.

16 settembre 2026 20:24
Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica -
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PORDENONE - È partita a Pordenone l’edizione 2026 di Pordenonelegge, la Festa del libro e della libertà che per una settimana porta in città oltre 650 voci del panorama autoriale contemporaneo e che domenica si chiuderà con la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. L’inaugurazione ufficiale si è tenuta oggi, 16 settembre, con l’intervento del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil e dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante.

Nel corso della cerimonia è stata anche presentata la nuova bandiera del festival: un drappo giallo con una stella a nove punte, simbolo che richiama le nove lettere del nome della città. Un segno che accompagna un’edizione che lega il profilo internazionale della manifestazione al cammino di Pordenone Capitale italiana della cultura 2027.

Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica

I numeri del festival e i protagonisti dell’apertura

Ad aprire la cerimonia sono stati il presidente della Fondazione Michelangelo Agrusti, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso, il presidente della Camera di commercio di Udine Giovanni Da Pozzo e i parlamentari Emanuele Loperfido e Marco Dreosto. Sul palco anche i curatori Gianmario Villalta, Valentina Gasparet e Alberto Garlini, insieme alla direttrice della Fondazione Michela Zin.

Agrusti ha definito questa edizione particolarmente rilevante sia per i numeri sia per la chiusura affidata domenica al Presidente della Repubblica. Il festival, come emerso durante l’inaugurazione, punta ancora una volta sull’approfondimento e sul tempo della lettura in una fase storica segnata dall’immediatezza.

Il tema della libertà e il ruolo della lettura

Nel suo intervento Mario Anzil ha collegato il senso della manifestazione al rapporto tra lettura, consapevolezza e crescita civile. Per il vicegovernatore, Pordenonelegge ha contribuito a dare alla città una dimensione internazionale, portando autori e idee da Italia, Europa e mondo e, allo stesso tempo, facendo uscire il nome di Pordenone dai confini locali.

Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica

Anzil ha insistito soprattutto sul valore della lettura come strumento di libertà, definendola un passaggio indispensabile per costruire capacità di giudizio e consapevolezza. Un ragionamento inserito anche nella visione culturale del Friuli Venezia Giulia come terra di confine, capace di guardare alle identità vicine e lontane senza perdere il riferimento alla propria.

Il richiamo alla vertenza Electrolux

Uno dei passaggi più significativi della cerimonia ha riguardato anche il lavoro e l’industria. Durante l’inaugurazione è intervenuto infatti Pietro Mancino, rappresentante della Rsu Fiom dello stabilimento Electrolux di Porcia, portando all’interno del festival il tema della vertenza industriale che interessa il territorio.

A margine dell’appuntamento, Cristina Amirante ha ribadito la necessità di affiancare ai contenuti culturali anche quelli economici e sociali. L’assessore ha richiamato in particolare la presentazione del prototipo di una nuova lavatrice di design, indicandola come un segnale di orgoglio cittadino e come uno stimolo legato al valore del design nell’imprenditoria italiana e alle possibili ricadute per i lavoratori.

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La nuova edizione del festival si presenta quindi come una settimana di incontri e libri, ma anche come uno spazio in cui Pordenone prova a tenere insieme identità culturale, visione internazionale e temi concreti del proprio tessuto produttivo, nel solco della candidatura già riconosciuta con Capitale italiana della cultura 2027.

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