Pordenonelegge 2026 apre la Dissensio Arena: autori censurati e voci dall’Afghanistan

Dal 16 al 20 settembre 2026 in Piazzetta del Portello incontri su Afghanistan, Ucraina, Iran, Palestina ed esilio.

11 agosto 2026 10:49
Pordenonelegge 2026 apre la Dissensio Arena: autori censurati e voci dall’Afghanistan -
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PORDENONE - La novità più politica di Pordenonelegge 2026 sarà la Dissensio Arena, nuovo spazio allestito in Piazzetta del Portello e dedicato alle voci della censura, dell’esilio e dei diritti negati. Dal 16 al 20 settembre il festival porterà al centro del programma autrici e autori che hanno vissuto repressione, guerra o limitazioni alla libertà di espressione, con un focus che attraversa Afghanistan, Ucraina, Iran, Palestina, Turchia, Georgia, Cina e Germania.

Nel cartellone coordinato da Alberto Garlini, una delle presenze più attese è quella della regista e autrice afghana Zainab Entezar, costretta all’esilio in Germania dopo le minacce dei talebani. Giovedì 17 settembre alle 10.30 presenterà il volume Fuorché il silenzio. Trentasei voci di donne afghane, curato in Italia da Daniela Meneghini per Jouvence: una raccolta di 36 testimonianze femminili sulla vita sotto il regime tornato al potere nell’agosto 2021.

Pordenonelegge 2026 apre la Dissensio Arena: autori censurati e voci dall’Afghanistan

Il festival lega questo appuntamento al quinto anniversario del ritiro statunitense dall’Afghanistan e della nascita del nuovo regime talebano. Il quadro richiamato dagli organizzatori è quello di un Paese in cui i diritti delle donne sono stati progressivamente smantellati e dove, secondo i dati citati, sono stati rimossi oltre 900 volumi da librerie private e vietati più di 680 testi universitari. Nella provincia di Herat sarebbero stati sottratti dal mercato decine di migliaia di libri, soprattutto scritti da donne.

Gli incontri nella nuova arena

Accanto a Entezar arriverà a Pordenone anche Moshtari Hilal, artista e performer afghano-tedesca, attesa venerdì 18 settembre alle 21 nella Dissensio Arena. Nel suo saggio d’esordio affronta la bruttezza come costruzione sociale e politica, letta come categoria usata per indirizzare esclusione e odio verso corpi e identità non conformi.

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Un altro appuntamento di rilievo riguarda Vera Politkovskaja, figlia della giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa vent’anni fa. Oggi in esilio, porterà al festival il suo racconto personale e civile in una delle tappe del percorso internazionale che caratterizza anche il programma di Pordenonelegge 2026.

Nello stesso spazio troveranno posto anche la poetessa iraniana Bita Malakuti, con l’anteprima della sua prima raccolta pubblicata in Italia, l’autrice algerina Amal Bouchareb con un romanzo che parla di Palestina e guerra, la scrittrice franco-marocchina Leïla Slimani con il nuovo romanzo Porterò il fuoco, la giovane autrice siriana Amani En Nasif e l’autore iraniano Kader Abdolah con un nuovo libro dedicato al mito di Zarathustra.

Dall’Ucraina alla Turchia, i temi del dissenso

Tra gli ospiti annunciati ci sarà anche lo scrittore turco-curdo Burhan Sönmez, presidente del Pen International e Premio Hemingway 2026. Il suo incontro è fissato per venerdì 18 settembre alle 17 e ruoterà attorno al romanzo Gli amanti di Franz K., con al centro il rapporto tra letteratura, memoria e resistenza morale.

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Dall’Ucraina arriverà Yaryna Grusha, giunta in Italia da bambina nei soggiorni legati a Chernobyl e oggi attiva nella scena letteraria internazionale dal nostro Paese. Sabato 19 settembre presenterà L’album blu, libro che riporta in primo piano memoria e quotidianità dell’Ucraina contemporanea. Sempre sul fronte ucraino è atteso il giornalista Daniel Schulz con il reportage in anteprima Io non sento più le sirene. Ucraina: vita quotidiana e stato di emergenza.

L’Ucraina torna anche nell’incontro con Andrea Iacomini, portavoce Unicef, che giovedì 17 settembre alle 21 a Palazzo Klefisch presenterà il libro A Kabul per una luce accesa e racconterà la resistenza delle popolazioni colpite dalla guerra.

Nel programma della Dissensio Arena figurano inoltre la giornalista Tonia Mastrobuoni con l’inchiesta La peste. Indagine sulla destra in Germania, il saggista Matteo Meschiari con le sue 40 mappe di Palestina, l’autrice turca Açelya Yönaç, in calendario sabato 19 settembre alle 15.30 con il romanzo La casa turca, e la scrittrice georgiana Ruska Jorjoliani, attesa giovedì 17 settembre alle 19 con una storia attraversata da ritorno, radici divise e passato che riaffiora.

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Le altre presenze internazionali

La sezione dedicata alle libertà negate ospiterà anche il cinese Liao Yiwu, autore che ha denunciato la gestione della pandemia a Wuhan, e lo scrittore israeliano Assaf Gavron con il nuovo romanzo generazionale Seguendo le tracce. La linea scelta dal festival punta così a raccogliere testimonianze letterarie e civili da aree del mondo segnate da guerra, autocrazie, diaspora e conflitti identitari.

A spiegare il senso della nuova arena è il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti, che collega l’iniziativa alla definizione del festival come Festa del libro e della libertà e all’idea della lettura come strumento critico contro conformismo e indifferenza. Il nuovo spazio nasce anche in vista dell’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al festival.

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Il calendario completo degli appuntamenti del festival, compresa la sezione Fuoricittà in 13 Comuni, è consultabile attraverso i canali del festival. La nuova Dissensio Arena sarà ospitata nel cuore della città, in Piazzetta del Portello, per tutta la durata della manifestazione, dal 16 al 20 settembre 2026.

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