Chiusura del Punto nascita di Portogruaro, 11 sindaci non ci stanno: «resti operativo»

11 sindaci scrivono a Stefani e Schillaci: chiesto un altro anno per il Punto nascita e una nuova valutazione.

29 agosto 2026 11:18
Chiusura del Punto nascita di Portogruaro, 11 sindaci non ci stanno: «resti operativo» -
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PORTOGRUARO. Mantenere aperta la funzione parto per altri dodici mesi, completare il monitoraggio previsto per i Punti nascita sotto soglia, riesaminare la situazione sulla base di dati aggiornati e convocare un incontro urgente. È la richiesta congiunta degli 11 sindaci del Mandamento Portogruarese, che hanno scritto al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e al ministro della Salute Orazio Schillaci per chiedere una nuova valutazione sul futuro del Punto nascita dell’ospedale di Portogruaro.

I primi cittadini mettono così nero su bianco la preoccupazione delle comunità della Venezia Orientale e chiedono che ogni decisione definitiva venga rinviata fino alla conclusione del percorso di monitoraggio.

La presa di posizione arriva mentre sul futuro del reparto è già aperto un confronto molto acceso. Nei giorni scorsi anche i sindacati erano intervenuti sulla prevista chiusura del Punto nascita di Portogruaro e sulle conseguenze per il personale.

Gli 11 sindaci chiedono un altro anno

La proposta avanzata nella lettera è precisa: mantenere operativa la funzione parto per ulteriori 12 mesi.

Questo periodo dovrebbe consentire di acquisire e analizzare gli esiti del Piano di Monitoraggio Straordinario previsto per i Punti nascita che non raggiungono gli standard numerici indicati a livello nazionale.

Solo dopo, secondo gli amministratori, dovrebbe essere assunta una decisione definitiva.

«Portogruaro non chiede un'eccezione agli standard nazionali – scrivono i sindaci – ma la possibilità che la propria situazione possa essere nuovamente valutata alla luce proprio degli esiti dello stesso monitoraggio».

Il nodo dei 500 parti all'anno

Uno degli elementi centrali della vicenda è la soglia dei 500 parti annui, che Portogruaro continua a non raggiungere.

Gli amministratori non contestano l'importanza di questo parametro, ma sostengono che non possa essere considerato l'unico elemento sul quale basare la valutazione.

Nella lettera viene ricordato infatti che il sistema nazionale prevede possibilità di deroga e che, accanto al numero delle nascite, devono essere prese in considerazione anche altre caratteristiche.

Tra queste figurano accessibilità del territorio, distanze dagli altri ospedali, tempi di percorrenza, sicurezza dei trasferimenti, organizzazione delle équipe, dotazioni tecnologiche e capacità di garantire adeguati standard assistenziali.

Dal 2021 al 2025 ottantasette nati in più

A sostegno della richiesta i sindaci evidenziano anche un dato che considerano particolarmente significativo.

Pur rimanendo sotto la soglia dei 500 parti, il Punto nascita di Portogruaro avrebbe mostrato negli ultimi anni un andamento in controtendenza, con un aumento complessivo di 87 nascite tra il 2021 e il 2025.

È proprio su questo andamento che gli amministratori chiedono una nuova riflessione.

Secondo la posizione espressa nella lettera, valutare esclusivamente il dato assoluto senza tenere conto della tendenza rischierebbe di non fotografare pienamente l'evoluzione del servizio e del territorio servito.

«La soglia dei 500 parti non è l'unico parametro»

Il passaggio viene affrontato direttamente nel documento inviato alle istituzioni.

«La soglia dei 500 parti rappresenta certamente un parametro importante – sostengono gli 11 primi cittadini – ma il sistema nazionale delle deroghe dimostra che essa non costituisce l'unico elemento di valutazione».

Da qui la richiesta di prendere in esame anche le caratteristiche della Venezia Orientale e la posizione geografica dell'ospedale.

Un territorio vasto e con milioni di turisti

La lettera insiste infatti sulla specificità territoriale della Venezia Orientale.

L'ospedale di Portogruaro serve un'area estesa, caratterizzata in diversi punti da una bassa densità abitativa, ma al tempo stesso comprende territori con una fortissima presenza turistica.

Il riferimento è soprattutto a Bibione e Caorle, località che durante l'anno registrano complessivamente milioni di presenze.

Secondo i sindaci, una valutazione del Punto nascita dovrebbe quindi considerare non soltanto la popolazione residente, ma anche il ruolo dell'ospedale come presidio sanitario di riferimento per un territorio che in determinati periodi dell'anno vede crescere enormemente il numero delle persone presenti.

La vicinanza con il Friuli Venezia Giulia

C'è poi un'altra questione ritenuta determinante: la posizione di Portogruaro a ridosso del Friuli Venezia Giulia.

La chiusura del Punto nascita, avvertono i sindaci, non comporterebbe necessariamente il trasferimento di tutte le partorienti verso altri ospedali veneti.

Per diversi Comuni del territorio, le strutture sanitarie del vicino Friuli Venezia Giulia rappresentano infatti una destinazione geograficamente naturale e, in alcuni casi, potrebbero risultare più facilmente raggiungibili rispetto ad altri ospedali del Veneto.

Il rischio della mobilità sanitaria verso il FVG

Gli amministratori mettono quindi sul tavolo anche il possibile effetto economico e organizzativo della decisione.

«La chiusura del Punto Nascita di Portogruaro – sostengono – non determinerebbe necessariamente il trasferimento delle partorienti verso altri ospedali del Veneto».

Il rischio indicato è quello di un aumento della mobilità sanitaria passiva verso il Friuli Venezia Giulia.

Questo, secondo i sindaci, potrebbe comportare non soltanto uno spostamento delle future mamme fuori regione, ma anche un progressivo indebolimento dell'attrattività complessiva dell'ospedale di Portogruaro.

Non c'è soltanto la sala parto

La difesa del Punto nascita viene inserita in una prospettiva più ampia.

Secondo i primi cittadini non si può infatti considerare la sala parto come un servizio isolato rispetto al resto dell'ospedale.

Il sistema comprende professionalità e servizi che coinvolgono Ostetricia e Ginecologia, assistenza neonatale, Anestesia e Rianimazione, Pronto Soccorso e diagnostica.

Si tratta, secondo la lettera, di competenze costruite e consolidate nel tempo che rischierebbero di essere interessate indirettamente da una riorganizzazione della funzione parto.

Il ruolo della Procreazione Medicalmente Assistita

Gli 11 sindaci richiamano inoltre la presenza a Portogruaro del servizio di Procreazione Medicalmente Assistita di primo livello.

La PMA viene descritta come un presidio importante nell'accompagnamento alla genitorialità e come parte integrante della rete dei servizi dedicati alla donna, alla coppia e alla famiglia.

Anche questo elemento, secondo gli amministratori, dovrebbe entrare nella valutazione complessiva dell'offerta sanitaria dell'ospedale.

Atteso il Piano di Monitoraggio Straordinario

Uno dei punti sui quali i sindaci chiedono maggiore chiarezza riguarda il Piano di Monitoraggio Straordinario previsto per i Punti nascita sub-standard.

Il monitoraggio dovrebbe prendere in considerazione diversi aspetti, a partire dagli indicatori di performance.

Dovrebbero inoltre essere valutate le dotazioni tecnologiche e strumentali, il turnover del personale, la formazione e l'aggiornamento dei professionisti sanitari.

Secondo la posizione espressa nella lettera, prima di assumere una decisione irreversibile sarebbe quindi opportuno conoscere l'esito completo di questa analisi.

«La riorganizzazione deve avvenire per fasi»

Un altro elemento richiamato dai primi cittadini riguarda le modalità di un'eventuale riorganizzazione.

Gli amministratori chiedono che qualsiasi cambiamento venga attuato per fasi e attraverso una transizione programmata.

Questo dovrebbe permettere di valutare le conseguenze sul territorio, sull'ospedale, sui professionisti e sulle future mamme, evitando una modifica improvvisa dell'offerta assistenziale.

La questione del personale era stata sollevata proprio nelle scorse ore dalle organizzazioni sindacali, che avevano chiesto chiarimenti sul futuro di ostetriche, infermieri e operatori coinvolti nella riorganizzazione. Il precedente intervento sindacale è raccolto nell'articolo di Nordest24 sulla chiusura annunciata del Punto nascita e sul destino del personale.

I sindaci vogliono conoscere le ragioni del parere negativo

Nella lettera viene affrontato anche il pronunciamento del Comitato Percorso Nascita nazionale.

I sindaci intendono approfondire gli elementi che hanno portato il Comitato a esprimere un parere negativo sulla richiesta relativa a Portogruaro.

L'obiettivo è comprendere nel dettaglio quali indicatori siano risultati determinanti e confrontare il caso portogruarese con quello di altri Punti nascita veneti che lavorano anch'essi al di sotto della soglia prevista.

Gli amministratori parlano infatti di differenti valutazioni intervenute su altre strutture e chiedono di capire quali elementi abbiano determinato esiti diversi.

La richiesta al presidente Stefani

Il messaggio rivolto alla Regione è quindi quello di non considerare ancora chiusa la partita.

Gli 11 sindaci chiedono al presidente Alberto Stefani e alla Giunta regionale di valutare il mantenimento temporaneo della funzione parto per un anno.

La proposta è quella di utilizzare questi dodici mesi per acquisire dati aggiornati, completare il monitoraggio e successivamente riesaminare la situazione.

Solo al termine di questo percorso, secondo i firmatari, dovrebbe essere presa una decisione definitiva.

Chiesto anche un incontro urgente

La lettera si conclude con la richiesta di un confronto urgente.

Al tavolo dovrebbero partecipare una rappresentanza degli 11 sindaci, i vertici regionali della sanità e la direzione dell'Ulss4 Veneto Orientale.

L'obiettivo è discutere direttamente dei dati, dei risultati del monitoraggio e delle conseguenze che una modifica del Punto nascita avrebbe sull'intero Mandamento.

Tutti gli 11 Comuni firmano la lettera

Il documento è stato sottoscritto da tutti i sindaci del Mandamento Portogruarese:

Daniele Carotti per Annone Veneto, Marco Sarto per Caorle, Gianluca Falcomer per Cinto Caomaggiore, Claudio Odorico per Concordia Sagittaria, Annamaria Ambrosio per Fossalta di Portogruaro, Giacomo Gasparotto per Gruaro, Luigi Toffolo per Portogruaro, Fausto Pivetta per Pramaggiore, Gianluca De Stefani per San Stino di Livenza, Flavio Maurutto per San Michele al Tagliamento e Oscar Cicuto per Teglio Veneto.

Un fronte quindi compatto, che prova ora a spostare nuovamente il confronto dal semplice dato dei 500 parti annui alla valutazione complessiva del territorio, delle distanze, della mobilità sanitaria e della rete di servizi costruita attorno all'ospedale di Portogruaro.

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