Punto nascita di Portogruaro, sindacati: chiusura il 31 ottobre. «Che fine farà il personale?»
Punto nascita di Portogruaro verso la chiusura il 31 ottobre. Uil Fp, Fials e Nursing Up chiedono un piano chiaro per il personale.
PORTOGRUARO. La chiusura del Punto nascita di Portogruaro è ormai formalizzata dalla Regione Veneto, ma adesso si apre un altro fronte: quello del futuro di ostetriche, infermieri e personale di supporto che fino a oggi hanno garantito il servizio.
A chiedere risposte all’Azienda sono Uil Fp, Fials e Nursing Up, che non contestano la decisione regionale in quanto ormai assunta, ma chiedono che la riorganizzazione non venga gestita senza un coinvolgimento preventivo dei lavoratori.
La chiusura è prevista per il 31 ottobre 2026 ed è conseguenza della riorganizzazione formalizzata con la Dgr Veneto n. 453 del 28 maggio 2026.
Il punto nascita continua infatti a registrare un numero di parti inferiore alla soglia dei 500 nati all’anno, nonostante negli ultimi anni sia stato osservato un incremento.
«Il personale doveva essere coinvolto prima»
La critica dei sindacati riguarda principalmente i tempi e le modalità con cui lavoratrici e lavoratori sarebbero stati informati.
«Quello che ci sorprende è la scarsa attenzione che l’Azienda sta dimostrando nei confronti del personale», dichiarano Francesco Menegazzi, Carlo Foschiani e Stellina Piscitelli, a nome di Uil Fp, Fials e Nursing Up.
I rappresentanti sindacali ricordano che la decisione regionale risale alla fine di maggio, mentre il personale sarebbe stato convocato soltanto il 13 agosto.
Il giorno precedente era stata programmata un’assemblea sindacale con gli stessi lavoratori che, secondo quanto riferiscono le organizzazioni, non sarebbe stato possibile svolgere ufficialmente.
«Nel recente incontro sindacale del 28 luglio ci venne detto che era prematuro parlarne perché non vi erano certezze. Francamente, riteniamo che il personale avrebbe meritato un coinvolgimento molto più tempestivo», sottolineano.
Nordest24 aveva già seguito la vicenda quando la chiusura era ancora un’ipotesi, raccontando la presa di posizione del sindaco di Portogruaro sul futuro del Punto nascita.
Il nodo di ostetriche, infermieri e personale di supporto
Per le organizzazioni sindacali il problema, a questo punto, non è soltanto stabilire cosa accadrà al reparto, ma comprendere come saranno ricollocati i professionisti che vi lavorano.
I sindacati chiedono di sapere quali operatori saranno trasferiti a San Donà di Piave, quali servizi resteranno attivi a Portogruaro e quali nuove attività potranno eventualmente essere avviate dopo la chiusura.
«Non possiamo limitarci a dire che il 31 ottobre chiuderà il Punto nascita. Dobbiamo capire cosa succederà ai lavoratori», affermano.
La richiesta è quella di ricevere con sufficiente anticipo il piano aziendale di riorganizzazione e di riallocazione del personale.
«Per il ruolo che ci compete vorremmo essere coinvolti. Non accetteremo che una riorganizzazione venga semplicemente scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori», aggiungono i rappresentanti sindacali.
I numeri dei nati a Portogruaro
Il numero dei nuovi nati registrati a Portogruaro è rimasto negli ultimi anni sotto la soglia dei 500, ma i dati forniti dalle organizzazioni mostrano una crescita dal 2022 in poi.
Anno | San Donà di Piave | Portogruaro | Pordenone |
|---|---|---|---|
2019 | 548 | 229 | Oltre 1.000 |
2020 | 553 | 242 | Oltre 1.000 |
2021 | 542 | 256 | 1.108 |
2022 | 499 | 233 | 1.140 |
2023 | 480 | 273 | Circa 900 |
2024 | 511 | 285 | Circa 1.500 |
2025 | 420 | 345 | Circa 1.800 |
Al 30 giugno 2026, secondo i dati riportati, a Portogruaro erano stati registrati 151 nuovi nati.
Nel 2024 e nel 2025 il dato di Pordenone sarebbe stato influenzato anche dalla riorganizzazione dei punti nascita del Friuli occidentale: prima la chiusura di San Vito al Tagliamento e successivamente quella del San Giorgio, con il conseguente indirizzamento di una parte delle partorienti verso Pordenone e il Santa Maria degli Angeli.
«Qualche valutazione poteva essere fatta prima»
Uil Fp, Fials e Nursing Up sollevano anche un problema più generale di programmazione sanitaria.
I sindacati ricordano infatti che negli anni precedenti erano state investite risorse per riaprire il Punto nascita di Portogruaro, mentre ora si arriva alla decisione opposta.
«È difficile non osservare che qualche anno fa si è deciso di investire per riaprire il Punto nascita e oggi, a distanza di poco tempo, si decide di richiuderlo», spiegano.
Secondo le organizzazioni, «qualche valutazione poteva e doveva essere fatta prima», anche perché le decisioni di programmazione sanitaria producono conseguenze sia sui servizi sia sui costi.
Il dibattito sui punti nascita non riguarda soltanto Portogruaro. Nordest24 aveva seguito anche il confronto sulla situazione del Punto nascita di Castelfranco Veneto e sulle norme relative alle soglie previste.
La priorità adesso è la transizione
Per i sindacati, una volta acquisita la decisione della Regione, la priorità è quindi gestire la transizione senza lasciare il personale nell’incertezza.
La richiesta all’Azienda è di definire rapidamente destinazioni, attività e modalità organizzative, coinvolgendo direttamente chi lavora nel reparto.
Parallelamente, a Portogruaro prosegue il potenziamento di altri settori dell’assistenza sanitaria territoriale: nei mesi scorsi Nordest24 aveva raccontato anche l’arrivo della nuova ambulanza medicalizzata dell’Ulss 4 per il servizio di emergenza.
La scadenza del 31 ottobre è ormai fissata. Il punto ancora da chiarire, secondo le organizzazioni sindacali, è cosa accadrà dal giorno successivo a chi, fino a quel momento, avrà continuato a lavorare nel Punto nascita di Portogruaro.