Punto nascite di Portogruaro a rischio chiusura, Toffolo alza la voce: “Danno enorme”
Punto nascite di Portogruaro a rischio chiusura: il sindaco Toffolo difende il reparto e chiede attenzione a Regione e Ministero.
PORTOGRUARO – L’ipotesi di una possibile chiusura del Punto Nascite dell’ospedale San Tommaso dei Battuti accende il dibattito a Portogruaro e nel mandamento. A intervenire con fermezza è il sindaco Luigi Toffolo, che respinge lo scenario emerso nelle ultime ore e richiama l’attenzione sulle conseguenze che una scelta di questo tipo potrebbe avere non solo sulla città, ma sull’intero territorio portogruarese.
Secondo il primo cittadino, il reparto non rappresenta una struttura marginale, ma un servizio sanitario in fase di crescita, destinato anche a nuovi interventi di potenziamento. Per questo, l’eventuale chiusura viene definita una prospettiva fortemente negativa, capace di indebolire l’offerta ospedaliera locale e di spostare altrove un servizio essenziale per molte famiglie.
Punto nascite in crescita, la posizione del sindaco
«Il Punto Nascite di Portogruaro ha dati in crescita e sarà caratterizzato da importanti investimenti di potenziamento», afferma Toffolo, sottolineando come l’eventuale chiusura avrebbe ricadute negative per tutto il mandamento.
Il sindaco annuncia una presa di posizione netta: l’amministrazione è pronta a battersi per il mantenimento del servizio, chiedendo la giusta attenzione alla Regione del Veneto e al Ministero della Salute.
Al centro della questione c’è il futuro di un presidio considerato strategico per un’area di confine, con esigenze sanitarie e territoriali diverse rispetto ad altri contesti regionali. Per Toffolo, ridimensionare o chiudere il reparto significherebbe indebolire un equilibrio costruito negli anni con fatica.
La ripartenza dopo la chiusura del 2015
Il primo cittadino ricorda anche il percorso compiuto dal reparto negli ultimi anni. Dopo la chiusura del 2015, il Punto Nascite era ripartito per volontà dell’allora presidente Luca Zaia, recuperando progressivamente fiducia tra i cittadini.
«Nonostante a livello nazionale il trend delle nascite sia in calo – osserva Toffolo – il nostro punto nascite ha visto un lento ma continuo incremento delle nascite grazie all’operatività della struttura e alla ritrovata fiducia dei nostri concittadini verso il loro ospedale».
Un passaggio che, secondo il sindaco, dimostra come il servizio abbia saputo riconquistare un ruolo nel territorio, tornando a essere un riferimento per le famiglie del Portogruarese.
Ostetricia e pediatria, un equilibrio da tutelare
Toffolo richiama poi il legame tra Ostetricia e Pediatria, due reparti che, a suo giudizio, devono essere letti insieme. L’equilibrio raggiunto con le schede ospedaliere del 2019 aveva contribuito a stabilizzare la situazione, garantendo continuità e integrazione tra i servizi.
La presenza del reparto di Ostetricia non riguarda soltanto i parti, ma si collega direttamente all’assistenza pediatrica e alla capacità dell’ospedale di offrire risposte complete alle famiglie.
Per questo, l’eventuale chiusura del Punto Nascite rischierebbe di produrre effetti più ampi, mettendo in discussione anche l’organizzazione complessiva dell’assistenza sanitaria locale.
Il ruolo della procreazione assistita
Nel ragionamento del sindaco rientra anche il tema della procreazione medicalmente assistita. A Portogruaro era stato infatti attivato il centro aziendale per la PMA, pensato per accompagnare le coppie con difficoltà e favorire un rapporto di fiducia con l’ospedale cittadino.
Quel servizio, spiega Toffolo, aveva contribuito a fidelizzare molte coppie al nosocomio portogruarese. Tuttavia, con il pensionamento del dirigente medico che seguiva l’attività, non è stato finora possibile procedere alla sua sostituzione, anche a causa della nota carenza di medici specialisti.
Una criticità che il sindaco considera legata a una fase contingente, non a un venir meno del valore strategico del servizio.
Disturbi alimentari e pediatria, un altro servizio collegato
Portogruaro ospita anche uno dei più importanti centri dedicati ai disturbi alimentari, una realtà che si avvale del reparto di Pediatria per seguire, anche attraverso il ricovero, alcune giovanissime pazienti in condizioni di particolare gravità.
Anche in questo ambito, il pensionamento del dirigente ha creato una situazione temporanea di stallo, che secondo Toffolo dovrà essere risolta. Il sindaco evidenzia così il ruolo trasversale dell’ospedale, dove i reparti non possono essere valutati come compartimenti isolati.
La tenuta del Punto Nascite, in questa prospettiva, si inserisce in una rete più ampia di servizi sanitari, assistenziali e specialistici che interessano direttamente il territorio.
Portogruaro realtà di confine
Uno dei punti centrali del ragionamento del sindaco riguarda la posizione geografica di Portogruaro. La città è una realtà di confine, vicina al Friuli Venezia Giulia e a territori che nel tempo hanno visto modificarsi l’offerta sanitaria.
Toffolo sottolinea che i dati oggi richiamati devono essere letti tenendo conto di un contesto cambiato. In passato erano ancora aperti il punto nascite di San Vito al Tagliamento e il Policlinico San Giorgio di Pordenone. A questi si aggiunge la chiusura di Latisana, elemento che potrebbe riportare verso Portogruaro una parte dell’utenza dell’area portogruarese e dei territori limitrofi.
Per il sindaco, dunque, il futuro prossimo potrebbe registrare un ritorno di cittadini verso il San Tommaso dei Battuti, rendendo ancora più importante il mantenimento del reparto.
Il precedente dei 700 parti annui
Nel suo intervento Toffolo richiama anche una fase storica significativa per l’ospedale di Portogruaro. Ai tempi del dottor Michele Linciano, il Punto Nascite aveva raggiunto quota 700 parti annui, dimostrando la capacità della struttura di essere attrattiva e funzionale per un bacino ampio.
Un dato che viene citato per ribadire come il reparto abbia avuto in passato numeri importanti e possa tornare a svolgere un ruolo di primo piano, soprattutto alla luce della riorganizzazione dei servizi nei territori vicini.
Il timore: famiglie verso Pordenone
L’ipotesi di chiusura viene definita dal sindaco come una scelta alla quale l’amministrazione è contrariamente sfavorevole. Il rischio concreto, secondo Toffolo, è che molte famiglie del Portogruarese decidano di rivolgersi a Pordenone per il parto, con una perdita di centralità per l’ospedale cittadino e un ulteriore indebolimento del sistema sanitario locale.
Per questo il sindaco chiede che la questione venga valutata con attenzione, tenendo conto non solo dei numeri, ma anche della collocazione territoriale, dei servizi collegati, della storia del reparto e delle prospettive future.
La battaglia per il mantenimento del Punto Nascite si annuncia quindi come una vertenza territoriale ampia, destinata a coinvolgere istituzioni, cittadini e comunità locale attorno al futuro dell’ospedale San Tommaso dei Battuti.