Proiettile alla Corte dei Conti di Trieste, Costanza: gesto grave da condannare

La consigliera regionale di Fratelli d'Italia chiede di non minimizzare l'episodio e di lasciare lavorare gli investigatori.

23 settembre 2026 11:08
Proiettile alla Corte dei Conti di Trieste, Costanza: gesto grave da condannare -
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TRIESTE - Anche Orsola Costanza interviene sul caso del proiettile recapitato alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, nella sede di Trieste, definendolo un episodio grave che non va sottovalutato. La consigliera regionale di Fratelli d'Italia ha espresso solidarietà ai magistrati, ai dirigenti e a tutto il personale dell'istituzione, sottolineando che un gesto intimidatorio contro un organo dello Stato colpisce il corretto esercizio delle sue funzioni.

Sul caso della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia si è già aperto il dibattito politico e istituzionale in regione, dopo il recapito del proiettile nella sede triestina. Per Costanza, la valutazione della vicenda non cambia a prescindere da quale sarà l'esito degli accertamenti e dall'individuazione del destinatario effettivo: l'invio di un proiettile resta, ha osservato, un segnale intimidatorio che va condannato.

Il richiamo all'autonomia delle istituzioni

Nella sua presa di posizione, la consigliera ha ricordato anche un legame personale con l'istituzione: suo padre, il dott. Antonino Costanza, ha lavorato per molti anni come magistrato presso la Corte dei Conti di Trieste, arrivando a ricoprire incarichi di vertice. Un elemento che, nelle parole dell'esponente di Fratelli d'Italia, le fa conoscere da vicino l'indipendenza e la delicatezza delle funzioni esercitate dalla magistratura contabile.

Costanza ha insistito in particolare sul tema dell'autonomia di chi svolge funzioni di controllo e giurisdizionali, definendola una garanzia per i cittadini. Da avvocato, prima ancora che da consigliere regionale, ha rimarcato che decisioni e atti possono essere contestati anche con fermezza, ma solo attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento. La minaccia, ha aggiunto, rappresenta invece una negazione del confronto democratico e dello Stato di diritto.

Le indagini e la richiesta di non anticipare conclusioni

Secondo la consigliera, spetterà ora alla magistratura chiarire autore e motivazioni del gesto. Se dagli accertamenti dovesse emergere una volontà di condizionare, ostacolare o turbare l'attività istituzionale della Corte, la vicenda assumerebbe un rilievo ancora più pesante. Per questo Costanza invita a lasciare lavorare gli investigatori senza forzare interpretazioni o conclusioni premature.

Nelle stesse ore, sul caso della busta con un proiettile erano già arrivate altre prese di posizione dal mondo politico regionale. La consigliera ha quindi ribadito la propria vicinanza alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, auspicando che venga fatta rapidamente piena luce su quanto accaduto nella sede di Trieste.

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