Province elettive in Friuli Venezia Giulia, Pellegrino: elezione diretta e più funzioni
In Aula il ddl 86 sul ripristino delle Province elettive: la consigliera regionale di Avs indica le modifiche proposte.
TRIESTE - Nel dibattito sul ddl 86 che punta al ripristino delle Province elettive in Friuli Venezia Giulia, la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra chiede che la riforma riporti al centro il voto diretto dei cittadini e attribuisca ai nuovi enti funzioni più definite, dal coordinamento urbanistico alle politiche sanitarie territoriali.
La posizione è stata ribadita a margine della discussione in Consiglio regionale sul provvedimento dedicato al ritorno delle Province. Per Pellegrino il passaggio non va affrontato né in chiave nostalgica né come terreno di propaganda, ma come occasione per riordinare il sistema delle autonomie locali e restituire rappresentanza ai territori.
Cosa chiede Avs sulla riforma
Secondo la consigliera, le Province possono tornare a essere utili se messe al servizio dei Comuni, delle aree interne, della montagna e delle periferie, contesti che negli anni hanno visto allontanarsi le sedi decisionali. In questa impostazione, l'elezione diretta degli organi provinciali viene indicata come un punto decisivo per ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Pellegrino lega questa linea anche al percorso nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, ricordando che in Parlamento il partito ha sostenuto iniziative per il ripristino delle Province elettive e per il superamento della legge Delrio. A suo giudizio, quella riforma ha lasciato in eredità un sistema incompiuto e poco trasparente. Sullo sfondo c'è anche il confronto politico che in questi giorni riguarda il ddl Province in Aula del Consiglio regionale.
Gli emendamenti presentati
Nel merito, la consigliera ha illustrato gli emendamenti depositati sul testo. Le proposte puntano a rafforzare competenze e funzioni dei nuovi enti provinciali su più fronti.
Tra le priorità indicate ci sono il coordinamento della pianificazione urbanistica di area vasta, la concertazione degli investimenti locali e il sostegno ai Comuni nelle procedure di gara attraverso una centrale unica di committenza.
Un altro capitolo riguarda il ruolo delle Province nelle politiche sanitarie territoriali, tema inserito tra le funzioni che secondo Pellegrino andrebbero valorizzate nel nuovo assetto istituzionale. La consigliera chiede inoltre una verifica dei confini provinciali dopo il primo anno dall'elezione degli organi.
Il nodo politico
Per Avs, il ripristino delle Province deve quindi tradursi nella ricostruzione di un livello democratico di governo dell'area vasta, con particolare attenzione alle zone più fragili del territorio regionale. La consigliera sostiene che solo un ente dotato di funzioni chiare e di una legittimazione diretta possa offrire un supporto reale ai Comuni e dare risposte più vicine ai cittadini.
Nel suo intervento, Pellegrino ha anche richiamato il tema dell'incertezza istituzionale in cui le Province sono rimaste negli ultimi anni, ricordando che la necessità di superare questa fase era stata evidenziata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra le proposte sul tavolo resta quindi anche una revisione dell'assetto provinciale dopo un anno dall'elezione dei nuovi organi.