Province in Friuli Venezia Giulia, le opposizioni depositano 157 emendamenti al ddl 86
I gruppi di minoranza contestano il ritorno degli enti intermedi con poche funzioni e senza referendum.
TRIESTE - La riforma che reintroduce le Province in Friuli Venezia Giulia arriva in Consiglio regionale nelle sedute del 29 e 30 giugno 2026, ma il testo si presenta già al centro di uno scontro politico. I gruppi di opposizione hanno annunciato 157 emendamenti al disegno di legge 86, tra proposte simboliche e soppressive, per contestare un impianto che giudicano incompleto e privo di una visione complessiva sugli enti locali.
A intervenire, a margine di una conferenza stampa a Udine, sono stati i consiglieri regionali Manuela Celotti e Laura Fasiolo per il Pd, Massimo Moretuzzo e Simona Liguori per Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Rosaria Capozzi per il M5s e Furio Honsell per Open Fvg.
Cosa contestano le opposizioni
Secondo i consiglieri di minoranza, il ddl 86 ripropone le vecchie Province ma con competenze ridotte rispetto al passato. Nel mirino ci sono soprattutto le funzioni assegnate ai nuovi enti intermedi, indicate dalle opposizioni come limitate a strade, edilizia scolastica e a un supporto generico ai Comuni.
Per i firmatari della presa di posizione, prima di definire confini e governance sarebbe stato necessario chiarire quali criticità il nuovo assetto istituzionale dovrebbe risolvere. Tra i punti richiamati ci sono il tema delle aree vaste, le difficoltà strutturali dei Comuni, in particolare sul personale, e la necessità di alleggerire l'organizzazione regionale.
Il passaggio in aula del provvedimento si inserisce nella settimana decisiva sulle Province già fissata dal Consiglio regionale, con il ddl 86 e due petizioni all'ordine del giorno.
Il nodo del confronto politico e del referendum
Le opposizioni sostengono che sulla riforma sia mancato sia il confronto politico sia il coinvolgimento della società civile. Nella loro lettura, anche il lavoro in Commissione sarebbe stato segnato dall'assenza di un dialogo con la maggioranza.
Un altro punto critico riguarda il referendum. I consiglieri ritengono che il ricorso a uno strumento di consultazione popolare avrebbe potuto dare una legittimazione più forte alla scelta di reintrodurre le Province, mentre il percorso seguito finora viene giudicato insufficiente sul piano della partecipazione democratica.
Gli emendamenti di maggioranza citati dalle minoranze
Nel merito del dibattito, i gruppi di opposizione richiamano anche alcune proposte correttive presentate all'interno della stessa maggioranza. In particolare citano un emendamento di Fratelli d'Italia, arrivato dopo le dichiarazioni dell'europarlamentare Luca Ciriani che aveva definito le nuove Province un poltronificio.
Secondo le minoranze, quel correttivo riconoscerebbe di fatto l'inutilità di indire elezioni prima del trasferimento di funzioni, personale e organizzazione attraverso specifiche leggi di settore. Viene inoltre citato un emendamento della Lega che fa riferimento alla necessità di una cabina di regia.
Per i consiglieri firmatari, questi interventi dimostrerebbero che il testo base non è ancora in grado di reggere senza modifiche sostanziali. Anche i rilievi del Pd sui costi del personale si inseriscono nella discussione aperta sul futuro assetto degli enti intermedi in regione.
In chiusura, le opposizioni ribadiscono che, anche con eventuali aggiustamenti, il disegno di legge non affronta quelle che definiscono le vere sfide istituzionali del Friuli Venezia Giulia.