Disegno di legge sulle Province, il Pd attacca in Commissione: incertezza su costi e dipendenti
In I Commissione regionale Andrea Carli e Manuela Celotti chiedono chiarimenti su spese di avvio, funzioni e tutele per il personale
TRIESTE - Costi sottostimati, funzioni ancora non definite e incertezza per il personale coinvolto nel passaggio dagli Edr ai nuovi enti: sono questi i principali rilievi sollevati dal Partito democratico durante l'esame in I Commissione regionale del disegno di legge 86 sul ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia.
A intervenire sono stati i consiglieri regionali Andrea Carli e Manuela Celotti, che mettono in dubbio soprattutto la tenuta economica del progetto. Secondo Carli, le cifre finora indicate dalla maggioranza non bastano a descrivere il costo reale dell'operazione.
I dubbi sui costi dei nuovi enti
Nel merito, Carli contesta l'ipotesi che il maggior costo dell'attivazione delle Province sia legato soltanto alle indennità della parte politica. A suo giudizio, la nascita di nuovi enti comporta anche spese di gestione e organizzazione che al momento non sarebbero state quantificate in modo adeguato.
Tra i nodi ancora aperti, il consigliere indica le figure apicali, come i segretari, gli organi di controllo e i revisori dei conti. Proprio per questo il Pd considera poco convincente la previsione della Giunta, che stima circa 1,5 milioni di euro annui di costi, oltre a 7 milioni una tantum destinati a incentivare il personale nella fase di transizione dagli Edr alle future Province.
Secondo Carli, il rischio è che la spesa finale risulti più alta rispetto a quanto preventivato oggi.
Personale, funzioni da chiarire e timori sui trasferimenti
Sul fronte dei dipendenti pubblici, Celotti segnala invece l'incertezza che il provvedimento sta generando tra lavoratrici e lavoratori. Il punto, osserva la consigliera, è che non sono ancora state definite con precisione le funzioni che verranno assegnate alle future Province.
Questa situazione, secondo l'esponente dem, lascia in sospeso molti dipendenti regionali che oggi operano in servizi potenzialmente destinati al trasferimento. L'assenza di un quadro chiaro sulle competenze dei nuovi enti si rifletterebbe quindi direttamente sull'organizzazione del lavoro e sulle prospettive del personale coinvolto.
Celotti lega questa criticità al fatto che, a suo avviso, dopo otto anni di annunci la maggioranza si sarebbe presentata in Commissione senza un piano organico e compiutamente definito.
Il nodo del fondo sociale regionale
Un altro tema posto dal Pd riguarda il fondo sociale regionale, che oggi interessa i soli dipendenti della Regione. Anche su questo aspetto, rileva Celotti, restano aperte diverse perplessità.
La richiesta è di chiarire quali garanzie potranno essere assicurate ai lavoratori che verranno trasferiti ai futuri enti provinciali, sia sotto il profilo delle tutele sia per quanto riguarda i benefici oggi riconosciuti al personale regionale.
Il confronto è emerso nel corso della seduta della I Commissione chiamata a esaminare le parti di competenza del disegno di legge 86 in materia di Province.