Province Fvg, Russo attacca la riforma: «Otto anni di ritardo e nessun vero potere»
Il consigliere regionale del Pd interviene sul disegno di legge 86 in aula e chiede più competenze ai nuovi enti e un percorso referendario.
TRIESTE - Si apre con nuove critiche dell’opposizione il confronto in Consiglio regionale sulla riforma delle Province in Friuli Venezia Giulia. A intervenire sul disegno di legge 86, da oggi all’esame dell’aula, è il consigliere regionale del Pd Francesco Russo, che contesta tempi, contenuti e impostazione del provvedimento.
Secondo l’esponente dem, la riforma arriva con otto anni di ritardo e non assegna alle future Province un ruolo politico e strategico vero, limitandosi invece a trasferire funzioni che, a suo giudizio, gli Edr svolgono già in modo efficace. Russo sostiene che, senza un passaggio concreto di poteri dalla Regione ai nuovi enti, il rischio sia quello di aggiungere nuovi livelli istituzionali senza incidere davvero sul governo del territorio.
Il tema si inserisce nel percorso già avviato sulle nuove Province Fvg, con il riassetto che riguarda anche il trasferimento di personale e funzioni.
Le critiche del Pd al testo in discussione
Russo parla di una riforma incompleta e accusa il centrodestra di riproporre, sotto altra forma, elementi già presenti nell’impianto precedente. Nel suo intervento definisce il progetto come un ritorno a un modello superato, lontano dalle esigenze attuali dei territori del Friuli Venezia Giulia.
Nel merito, il consigliere regionale osserva che il ddl non attribuisce competenze politiche e strategiche alle nuove Province. Per questa ragione, secondo il Pd, il provvedimento non segnerebbe una svolta nell’assetto istituzionale regionale, ma si limiterebbe a riorganizzare competenze già esistenti.
Per Russo, se manca la volontà di trasferire poteri reali dalla Regione ai nuovi enti, l’operazione rischia di tradursi soltanto nella creazione di nuove strutture e nuovi incarichi, senza risolvere i problemi legati alla gestione e alla programmazione del territorio.
Il nodo delle competenze e il referendum
Un altro punto sollevato dal consigliere riguarda il percorso referendario collegato alla riforma. Russo chiede che i cittadini vengano coinvolti pienamente e che il confronto avvenga con trasparenza e partecipazione, senza accelerazioni dettate da esigenze politiche.
Secondo l’esponente del Pd, una riforma di questa portata richiede un passaggio chiaro davanti all’opinione pubblica. In caso contrario, avverte, l’intera operazione potrebbe essere percepita come una forzatura o una “furbizia” politica, con il rischio di aumentare ulteriormente la distanza tra cittadini e istituzioni.
Il passaggio in Consiglio regionale
Il disegno di legge 86 è da oggi all’esame del Consiglio regionale e riporta al centro il tema del riordino degli enti locali in Friuli Venezia Giulia. La discussione in aula si concentra non solo sul ritorno delle Province, ma soprattutto sul loro perimetro effettivo: quali funzioni avranno, quali competenze saranno esercitate e quale rapporto avranno con la Regione e con gli enti già operativi sul territorio.
Nel suo intervento, Russo ha ribadito che il Friuli Venezia Giulia avrebbe bisogno di un modello istituzionale più moderno, costruito sulle esigenze attuali dei territori. La richiesta finale rivolta alla maggioranza è quella di garantire un percorso referendario pienamente partecipato, perché, secondo il consigliere dem, su una riforma di questa portata servono chiarezza e coinvolgimento dei cittadini.