Fvg, scontro sulla riforma delle Province: Russo rilancia il modello delle città metropolitane
Il consigliere regionale Pd critica il ddl 86 e chiede un modello basato su aree funzionali, mobilità e servizi.
TRIESTE - Nel dibattito sulla riforma degli enti locali in Friuli Venezia Giulia si riapre il tema delle città metropolitane. A intervenire è il consigliere regionale del Pd Francesco Russo, che contesta l'impostazione del ddl 86 sulle Province e giudica superato il ritorno a un modello amministrativo tradizionale.
Secondo Russo, mentre in Europa le aree metropolitane concentrano funzioni strategiche e sviluppo economico, la Giunta Fedriga starebbe puntando su uno schema che guarda al passato. Il riferimento è anche all'emendamento 8 bis 1 presentato da Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, che regolava la nascita delle città metropolitane in regione.
Il nodo della riforma
Per il consigliere dem, il Friuli Venezia Giulia dovrebbe organizzare il proprio territorio attorno alle funzioni reali delle città, a partire da mobilità, logistica, industria e servizi, invece di riproporre Province disegnate oltre un secolo fa. Russo richiama il quadro europeo, dove oltre 120 aree metropolitane concentrano l'85% del Pil e rappresentano, a suo dire, i principali poli di attrazione per investimenti, ricerca e sviluppo.
Nel suo intervento, Russo sostiene che il concetto di città metropolitana non riguardi soltanto grandi centri urbani. Da anni, osserva, studi internazionali individuano aree funzionali costruite attorno a città di medie dimensioni e ai loro bacini economici e di pendolarismo.
In questo quadro, il consigliere Pd rilancia uno schema fondato su aree funzionali attorno a centri da 50-100mila abitanti, un modello che, secondo la sua valutazione, potrebbe adattarsi a diverse realtà del Friuli Venezia Giulia e risultare più efficiente rispetto alla soluzione proposta dal centrodestra.
Il richiamo allo Statuto e al dibattito politico
Russo ricorda anche un suo emendamento presentato in Senato ai tempi della legge di soppressione delle Province. Quel passaggio, sottolinea, è oggi richiamato anche nello Statuto regionale e fa riferimento ad aree e città metropolitane, non soltanto a Trieste.
La presa di posizione si inserisce nel confronto politico già aperto sul futuro degli enti intermedi in regione, mentre sul disegno di legge restano accesi i riflettori anche sui confini attuali delle Province, con Gorizia confermata nella sua integrità nel testo in discussione.
Le critiche alla Giunta
Il consigliere esprime infine rammarico per il fatto che, a suo giudizio, la Giunta abbia liquidato il tema senza un confronto approfondito. A suo avviso, il riferimento alle città metropolitane già presente nello Statuto potrebbe offrire una risposta più moderna per diverse aree del Friuli Venezia Giulia rispetto al ripristino del modello provinciale.
Nel dibattito politico sul ddl 86 restano inoltre aperte anche le questioni sollevate dalle opposizioni su costi e personale del disegno di legge, tema che accompagna il confronto sulla nuova architettura istituzionale della regione.