Quanto è “Smart” questo “working”?

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In pochi mesi siamo riusciti a stravolgere ogni nostra abitudine. Siamo riusciti a trovare soluzioni che prima sembravano impossibili. Abbiamo interi uffici pubblici in smart working quando fino a poco fa non sapevano nemmeno aprire una pec. Eppure lo smart working presenta tante insidie e la domanda sorge spontanea: quanto è davvero “smart” il nuovo modo di lavorare? Chi lavora nel pubblico una volta terminato il proprio orario di lavoro non è più tenuto a rispondere a richieste pervenute e se ne parla il giorno dopo.

• Smart Working

• Lavoro pubblico

• Lavoro Privato

• Servizi ai cittadini

• Coffee break

Smart working: il settore pubblico il più avvantaggiato?

Non tutto il pubblico è così “smart”. Se nel nostro immaginario i lavoratori pubblici sono quelli che meno hanno risentito dello smart working allora pensiamo solo ai tempi di adattamento, alle lezioni su come usare i nuovi programmi, ai tempi di formazione extra. Per non parlare della categoria pubblica che più di tutto ne ha risentito: i docenti. Sì, proprio loro sono quelli che hanno dovuto reinventarsi, e reinventare tutto il loro materiale didattico, adattarlo al digitale e alla famosa.

Nel privato la situazione non migliora. Molti datori di lavoro hanno dato la possibilità ai propri dipendenti di alternare le giornate in presenza con quelle in cui si lavora “smart”. Da casa si rischia di non smettere mai di lavorare. Si rischia di ricevere e soprattutto sentirsi obbligati a rispondere all’email dei clienti e del capo a tutte le ore! Una tecnica consigliata è prendersi delle giuste pause in cui rilassarsi e giocare, magari con voglia di vincere casinò online.

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Smart working vista mare

Un risvolto interessante dello smart working è il ritorno alle origini. Molti lavoratori che avevano lasciato il proprio paesino, la propria regione, hanno deciso di tornare e lavorare in smart working nella città d’origine. E c’è di più: molti lavoratori stanno decidendo di (lavorare vista mare), lasciando così la grande città, considerata al momento rischiosa con tante possibilità di assembramenti e tornando a delle realtà a misura d’uomo. Una vera e propria rivoluzione dei territori. Alla ricerca di realtà più autentiche e più verdi.

Non è un caso se per molti agenti immobiliari le richieste che si sentono in questo momento sono case vista mare, case con giardino, case con grandi spazi esterni. La paura di restare chiusi in casa ci fa crescere la voglia di riadattare i nostri spazi e le nostre vita. Se nelle grandi città i prezzi medi delle case si sono abbattuti significativamente, ciò non è accaduto nelle piccole città di mare, dove anzi le richieste sembrerebbero essere aumentate. Vogliamo tutti una vita vista mare.

Come mediare tra smart working e contatto umano?

Abbiamo imparato ad usare programmi come zoom, skype, teams, google meeting, ma ancora non siamo in grado di trovare un equilibrio tra lo smart working e relazioni umane lavorative e sociali. Come fare? Le fiere, le riunioni, le conferenze, gli eventi, sono momenti di networking in cui conoscersi, e guardarsi negli occhi fa la differenza sull’esito di una collaborazione. Non sono sostituibili con versioni online, anche se fossero le più sofisticate possibili; fare business ha ancora tanto bisogno della parte fisica e sociale.

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