QuintArte chiude a Quinto di Treviso: cinque giorni tra cucina, musica e ambiente

Dal 20 al 24 maggio a Quinto di Treviso il festival ha riunito enogastronomia, libri, arti visive, musica e tutela dell’ambiente.

26 maggio 2026 17:29
QuintArte chiude a Quinto di Treviso: cinque giorni tra cucina, musica e ambiente -
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QUINTO DI TREVISO - Si è chiusa domenica 24 maggio la seconda edizione di “QuintArte - La quintessenza dell’arte”, il festival promosso dal Comune di Quinto di Treviso e ospitato dal 20 al 24 maggio nel parco della villa comunale “Memo Giordani Valeri”. La rassegna, nata nel 2025, ha proposto un programma costruito attorno a cinque ambiti artistici e culturali: enogastronomia, letteratura, arti visive, musica e tutela dell’ambiente.

Per cinque giorni il parco della villa e la tensostruttura allestita per l’occasione, arricchita dagli allestimenti floreali curati da Vanin Piante e da Vanin di Vanin Valter snc, hanno ospitato appuntamenti che hanno coinvolto artisti, produttori, scrittori, musicisti e realtà produttive del territorio.

La manifestazione è stata promossa dall’amministrazione comunale di Quinto di Treviso, dal sindaco Ivano Durigon e dall’assessorato alla Cultura, Turismo e Biblioteca guidato dall’assessore Cristina Veneziano, con la collaborazione della Pro Loco di Quinto di Treviso. Il festival è stato realizzato con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Treviso, Confcommercio e Gruppo Panificatori Trevigiani e con il sostegno di CentroMarca Banca. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, agli eventi ha partecipato pubblico anche da fuori regione.

L’apertura con “Sapori in scena”

Ad aprire il festival è stata la serata enogastronomica “Sapori in scena”, con ristoratori e panificatori del territorio impegnati in uno show cooking seguito dalla degustazione finale dei piatti da parte della giuria e del pubblico. Nel corso della serata è stato presentato anche il “Pane QuintArte”, realizzato appositamente per la rassegna.

A partecipare sono state le attività Materia Catering, Sfusi ma Buoni, Luci & Ombre, Righetto Osteria con Cucina, Dinzu, Agriturismo al Sile e Bacchus, insieme ai panificatori Il Forno di Lorenzon e Bobbato Bakery & Bistrot. Gli chef hanno lavorato su prodotti come Casatella Trevigiana, asparago bianco e verde di Badoere IGP, erbe spontanee, noci, miele, storione, trota salmonata, caviale di storione e anguilla.

Lo show cooking dal vivo è stato condotto da Luca Pinzi. Le preparazioni sono state valutate dalla giuria composta da Michele Pozzobon, presidente Fipe Confcommercio, Antonella Della Giustina, Giancarlo Saran e da Mario Boccanegra, presidente del Gruppo Panificatori Trevigiani, per la degustazione finale dedicata al pane.

Il ricavato della serata è stato devoluto in beneficenza all’associazione “Il filo di Simo”, organizzazione di volontariato che offre supporto a chi sta vivendo un momento di difficoltà emotiva e alla sua famiglia. La serata è poi proseguita con degustazioni di cicchetti e vini e con momenti musicali, in un format che si inserisce nel calendario primaverile di iniziative tra gusto e territorio.

Per l’organizzazione dell’evento è stato coinvolto anche un gruppo di realtà produttive che hanno fornito prodotti e materie prime: il Consorzio Asparago di Badoere IGP, il Consorzio Vini Asolo Montello, l’Azienda Angelo Facchin, APAT – Associazione Apicoltori Trevigiani, l’Azienda Agricola Davide Feletti, l’Azienda Agricola Silvia Fiorin e Il Noceto.

Libri, musica e arti visive

Le giornate successive hanno proseguito il percorso del festival con appuntamenti culturali e artistici. Tra questi, l’incontro condotto da Daniele Belli e Chiara Bortolin e curato da Azzurra music srl con il chitarrista e compositore Giandomenico Anellino e con Luisa Corna. La serata ha unito letteratura e musica attraverso la presentazione dei libri “La nota che non c’è” e “Tofu e l’isola di plastica”, accompagnata da esecuzioni dal vivo.

La terza giornata è stata dedicata all’inaugurazione della mostra “Riflessioni inoxidabili” dell’artista Mario Favero, visitabile fino al 30 giugno. Il percorso espositivo propone sculture in acciaio inox collocate tra il giardino storico e gli spazi interni della villa.

Sabato 23 maggio spazio alla musica con Alter Echo, quartetto d’archi tutto al femminile composto da Marta Taddei al violino, Noemi Kamaras al violino, Roberta Ardito alla viola e Rachele Rebaudengo al violoncello. Le musiciste, reduci da tournée in Italia e all’estero, hanno proposto un repertorio tra classico e contemporaneo.

La giornata finale dedicata all’ambiente

La conclusione del festival ha coinciso con la Giornata Ecologica Regionale dedicata al tema “Le api. Custodi della biodiversità”. Il programma dell’ultima giornata ha previsto una passeggiata per famiglie lungo uno degli itinerari ideati da Daniele Genovese con il progetto “Passeggiando 3”, laboratori per bambini sulle api curati da Davide Feletti dell’omonima azienda agricola e un incontro con lo scrittore Matteo Righetto.

L’appuntamento con l’autore, intitolato “Il richiamo della natura. Tra montagna, acqua e biodiversità”, si è svolto in forma di intervista-conversazione. Nel corso dell’incontro Matteo Righetto ha affrontato i temi del rapporto tra uomo e ambiente, del valore della montagna e della necessità di una nuova consapevolezza ecologica.

La mostra “Riflessioni inoxidabili” di Mario Favero resterà visitabile fino al 30 giugno negli spazi della villa comunale “Memo Giordani Valeri”.

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