Fuggono con oro, orologi e contanti: fermate sull’A4, refurtiva restituita all’anziana

I carabinieri di Majano restituiscono a una 79enne oro, orologi e contanti per 15mila euro. Due donne arrestate dopo la fuga.

04 novembre 2026 11:10
Fuggono con oro, orologi e contanti: fermate sull’A4, refurtiva restituita all’anziana -
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MAJANO (UDINE) – Per una donna di 79 anni del Friuli collinare, riavere i propri gioielli ha significato recuperare anche un patrimonio di ricordi e affetti. Nei giorni scorsi, i carabinieri della Stazione di Majano le hanno restituito l’intera refurtiva sottratta dalla sua abitazione: numerosi monili in oro, quattro orologi e 500 euro in contanti, per un valore complessivo di circa 15mila euro.

I beni erano stati recuperati dopo l’arresto di due donne, una 30enne e una 19enne italiane residenti fuori regione, fermate in autostrada nell’ambito dell’indagine per l’ipotesi di furto in abitazione in concorso.

La telefonata: «La sua auto è stata usata per una rapina»

La vicenda risale al pomeriggio del 7 ottobre, quando l’anziana aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come carabiniere. Il sedicente militare le aveva raccontato che la sua automobile risultava coinvolta in una rapina.

Con il pretesto di svolgere alcuni riscontri investigativi, l’aveva convinta a raccogliere il denaro e tutto l’oro che possedeva, spiegandole che un altro carabiniere sarebbe passato poco dopo per esaminarli.

Il richiamo a una presunta indagine era stato utilizzato anche nel distinto caso della 94enne contattata a Udine con una videochiamata da un falso maresciallo.

La donna in casa e la complice ad attenderla in auto

Poco dopo la telefonata, alla porta della 79enne si era presentata la 30enne, che si sarebbe spacciata a sua volta per carabiniera.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna aveva percorso le stanze dell’abitazione alla ricerca di ulteriori oggetti di valore. Dopo aver distratto l’anziana, si era allontanata portando con sé l’oro e il denaro che la vittima aveva preparato.

Ad aspettarla in strada, a bordo di un’automobile, c’era la 19enne. Accortasi del furto, la proprietaria di casa aveva chiamato immediatamente il 112.

Le telecamere e l’inseguimento dall’A23 all’A4

La Centrale operativa del Comando provinciale dei carabinieri di Udine aveva diramato le ricerche. I militari della Sezione Operativa della Compagnia di Udine, utilizzando i sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio, erano riusciti a individuare l’auto lungo l’A23, nei pressi di Palmanova.

Da lì era iniziato l’inseguimento, proseguito fino all’A4 in provincia di Venezia. I carabinieri avevano quindi richiesto il supporto della Polizia Stradale di San Donà di Piave.

Le pattuglie avevano fermato le due donne nel parcheggio autostradale di Roncade Nord. La perquisizione aveva consentito di trovare quanto sottratto all’anziana: la refurtiva era stata interamente recuperata e sequestrata, mentre le due donne erano state arrestate.

I preziosi tornano alla proprietaria

A circa un mese dal furto, la 79enne ha potuto riavere tutti i suoi beni. La restituzione è stata effettuata dai carabinieri di Majano, riportando nelle mani della proprietaria oggetti il cui significato supera il valore economico.

L’episodio si aggiunge ad altri casi in cui l’identità dell’Arma viene utilizzata per ottenere la fiducia delle vittime, come nel distinto raggiro ai danni di un’84enne a Cividale, con oro per 20mila euro.

Per la donna del Friuli collinare, il recupero completo della refurtiva ha permesso di ritrovare gioielli, ricordi e affetti che temeva di aver perso. Le responsabilità delle due indagate dovranno essere accertate nel procedimento penale, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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