Grenfell Tower, nove anni senza giustizia: i genitori di Marco Gottardi a Nordest24 | VIDEO
Marco Gottardi e Gloria Trevisan, la tragedia della Grenfell Tower raccontata dai genitori di Marco a Nordest24.
A nove anni dalla tragedia della Grenfell Tower, il ricordo di Marco Gottardi e Gloria Trevisan resta vivo e continua a interrogare le coscienze. A ripercorrere quella notte, le responsabilità ancora da accertare, il dolore per una perdita impossibile da colmare e il percorso trasformato in impegno sono stati Giannino Gottardi e Daniela Burigotto, genitori di Marco, ospiti della puntata di mercoledì sera di Nordest24, condotta da Patrick Ganzini e trasmessa, come ogni settimana, alle 20.30.
L'intervista ha affrontato una delle pagine più drammatiche legate alla sicurezza degli edifici degli ultimi anni. Il rogo scoppiò nella notte del 14 giugno 2017 all'interno della Grenfell Tower, a Londra. Nel complesso residenziale si trovavano centinaia di persone. Il bilancio fu di 72 vittime e 74 feriti.
Tra le vittime c'erano anche Marco Gottardi e Gloria Trevisan, due giovani italiani che si erano trasferiti a Londra per costruire il proprio futuro professionale. I loro corpi furono ritrovati abbracciati, un'immagine che negli anni è diventata uno dei simboli più dolorosi di quella tragedia.
Una tragedia che, secondo i genitori, poteva essere evitata
Nel corso della trasmissione, Patrick Ganzini ha ricordato come l'incendio sia partito da un frigorifero, sottolineando però che un elettrodomestico non avrebbe potuto provocare da solo una strage di quelle proporzioni.
Il tema centrale riguarda infatti la struttura dell'edificio, i materiali utilizzati durante la ristrutturazione e le condizioni di sicurezza. Secondo quanto raccontato da Giannino Gottardi, il frigorifero rappresentò soltanto l'origine dell'incendio, mentre la rapidissima propagazione delle fiamme sarebbe stata favorita da una serie di problemi legati all'edificio.
La torre era stata oggetto di un intervento di ristrutturazione negli anni precedenti alla tragedia. Nel racconto dei genitori di Marco vengono citati materiali infiammabili, sistemi di sicurezza non adeguati, problemi nella rilevazione degli incendi e carenze nella manutenzione degli impianti.
"Assolutamente sì, nel senso bastava, sarebbe stato sufficiente applicare le regole vigenti già allora nel restauro e nel recupero, nell'abbellimento della torre e non sarebbe accaduto quel che è accaduto", ha spiegato Giannino Gottardi.
Una riflessione che porta direttamente al tema della sicurezza nelle costruzioni, diventato negli anni uno dei principali ambiti dell'attività della famiglia Gottardi.
La giustizia attesa ancora per anni
Uno degli aspetti più dolorosi affrontati durante l'intervista riguarda i tempi della giustizia. A distanza di nove anni dalla tragedia, il procedimento giudiziario non è ancora arrivato alla fase del processo.
Giannino Gottardi ha spiegato che, secondo le stime ricordate durante la trasmissione, il processo potrebbe iniziare non prima del 2028. Si tratta infatti di una vicenda giudiziaria estremamente complessa, nella quale sono coinvolti soggetti pubblici e privati, società e realtà multinazionali.
"Giustizia completa ci sarà quando sarà stato fatto il processo", ha detto il padre di Marco, spiegando anche quanto sia difficile affrontare un procedimento di queste dimensioni.
La famiglia avrebbe naturalmente voluto tempi differenti. Dopo una tragedia di questa portata, però, la necessità di raccogliere e verificare una enorme quantità di elementi ha allungato ulteriormente il percorso giudiziario.
Secondo Giannino Gottardi, la stessa polizia londinese aveva spiegato alla famiglia quanto fosse complesso raccogliere le prove necessarie per arrivare al dibattimento. Un procedimento nel quale, secondo il suo racconto, le diverse responsabilità dovranno essere analizzate con grande attenzione.
I materiali e la velocità delle fiamme
Durante la puntata è stato ricordato anche il ruolo dei pannelli utilizzati nella ristrutturazione della Grenfell Tower.
Giannino Gottardi ha parlato della presenza di materiali che, secondo quanto emerso dalle indagini e dagli elementi da lui citati, avrebbero favorito la propagazione dell'incendio lungo l'esterno dell'edificio.
Il padre di Marco ha inoltre ricordato alcune comunicazioni interne attribuite a tecnici e ingegneri delle aziende coinvolte, nelle quali sarebbe stato sconsigliato l'utilizzo di determinati pannelli su edifici di altezza superiore a quella prevista.
La Grenfell Tower, invece, era un edificio molto più alto.
Il risultato fu una propagazione delle fiamme estremamente rapida. Quello che avrebbe potuto essere un incendio circoscritto a un singolo appartamento si trasformò in una tragedia che coinvolse l'intero edificio.
Le carenze nei soccorsi
Un altro passaggio dell'intervista è stato dedicato alla gestione dell'emergenza e all'intervento dei vigili del fuoco.
Giannino Gottardi ha voluto distinguere il lavoro dei singoli pompieri, che quella notte misero a rischio la propria vita per tentare di salvare gli abitanti, dalle responsabilità attribuite alla struttura organizzativa dei soccorsi.
Secondo il suo racconto, ci sarebbero state carenze nella conoscenza dell'edificio, nella gestione dell'emergenza e nel coordinamento delle operazioni.
Particolarmente drammatico è il riferimento alle indicazioni rivolte agli abitanti della torre, ai quali venne chiesto di rimanere nei propri appartamenti.
Una decisione che, alla luce di come si sviluppò l'incendio, ebbe conseguenze drammatiche.
"Non ha funzionato nulla", ha affermato Gottardi parlando dei sistemi che avrebbero dovuto contribuire a rilevare e affrontare l'incendio.
L'ultima telefonata di Marco
Uno dei momenti più emozionanti dell'intervista è stato il ricordo dell'ultima telefonata tra Marco e i suoi genitori.
Daniela Gottardi ha raccontato che la famiglia venne informata dell'incendio dopo una telefonata della madre di Gloria. A quel punto i genitori cercarono di mettersi in contatto con Marco.
Il giovane, secondo il racconto della madre, cercava soprattutto di rassicurare i genitori, evitando di far percepire loro la gravità della situazione.
Marco era convinto che le indicazioni ricevute dai vigili del fuoco fossero corrette e che fosse necessario rimanere all'interno dell'appartamento.
La situazione, però, stava rapidamente peggiorando.
Daniela ha raccontato anche come Marco cercasse di mantenere la calma per non aumentare la paura di Gloria, terrorizzata da ciò che stava accadendo.
"Un grande uomo fino alla fine", è stato il commento della madre, ricordando il comportamento del figlio durante quegli ultimi drammatici momenti.
Marco e Gloria, due giovani con un futuro davanti
Nel corso della puntata non si è parlato soltanto della tragedia. Grande spazio è stato dedicato anche alla vita di Marco e Gloria, ai loro studi, ai progetti e alle aspettative che avevano costruito.
Entrambi erano giovani laureati in architettura e avevano scelto di trasferirsi a Londra per iniziare un nuovo percorso professionale.
La loro esperienza nella capitale britannica era appena cominciata. Avevano trovato lavoro e stavano costruendo la propria indipendenza.
Giannino Gottardi ha ricordato Marco come un ragazzo che non aveva mai dato particolari preoccupazioni alla famiglia, capace di studiare, organizzarsi e costruire autonomamente il proprio futuro.
Anche Gloria viene ricordata come una giovane di grande talento, in particolare nel disegno, con una capacità artistica che aveva già mostrato durante gli anni della formazione.
"Erano due ragazzi veramente eccezionali", ha raccontato Giannino, sottolineando quanto fosse difficile non chiedersi cosa avrebbero potuto realizzare negli anni successivi.
Il dolore di Daniela e la vita che si è fermata
A Daniela è stato chiesto cosa immagina quando pensa alla vita che Marco e Gloria avrebbero potuto avere oggi, con una carriera ormai più consolidata, una famiglia e nuovi progetti.
La risposta ha restituito tutta la profondità di un dolore che non si è mai realmente concluso.
Daniela ha spiegato di avere avuto bisogno di uno sforzo personale enorme per riuscire a trovare un senso alla vita dopo quella notte.
Il futuro immaginato per Marco, fatto di lavoro, famiglia e persino dei nipoti che la madre avrebbe desiderato conoscere, è rimasto un futuro mai vissuto.
La tragedia ha quindi spezzato non soltanto due vite, ma anche tutti i progetti che quelle vite avrebbero potuto contenere.
Dalla tragedia nasce Grenfellove
Di fronte a una perdita impossibile da cancellare, Giannino e Daniela hanno scelto di trasformare il dolore in un'attività concreta.
È nata così la Fondazione Grenfellove Marco e Gloria, un progetto costruito con l'obiettivo di mantenere viva la memoria dei due ragazzi e, allo stesso tempo, intervenire su temi ai quali entrambi erano particolarmente legati.
La scelta di creare una fondazione, invece di una semplice associazione, è stata spiegata con la volontà di dare al progetto una prospettiva di lungo periodo.
Anche il nome racchiude un significato preciso: dalla Grenfell Tower nasce Grenfellove, con l'intento di trasformare il ricordo della tragedia in un messaggio di amore, impegno e speranza.
Il logo della fondazione richiama l'architettura e rappresenta un angelo, un cuore e la torre. Un insieme di simboli pensato per rappresentare il bene che prova a prevalere sul male.
Sicurezza, ambiente e istruzione
La fondazione lavora su diversi fronti. Tra gli obiettivi ci sono la sensibilizzazione sulla sicurezza, la tutela dell'ambiente e del territorio e il sostegno all'istruzione.
Una parte importante delle attività riguarda le borse di studio, assegnate negli istituti frequentati da Marco e Gloria.
Il sostegno è rivolto anche alla formazione universitaria e alle realtà scolastiche nelle quali i due ragazzi hanno trascorso parte del loro percorso.
Ma l'attività della fondazione non si limita alle borse di studio.
Nel tempo sono stati donati anche strumenti didattici e attrezzature, compresi spazi multisensoriali destinati soprattutto ai bambini e ai ragazzi con maggiori difficoltà.
Il ricordo attraverso una fiaba
Daniela ha inoltre raccontato la nascita di un'altra iniziativa legata alla memoria di Marco e Gloria: la fiaba "Il Cavaliere e la Principessa".
Il testo è nato nei primi tempi successivi alla tragedia, quando Daniela sentiva la necessità di lasciare una testimonianza della vita di Marco e della storia dei due ragazzi.
La fiaba è stata pensata soprattutto per i bambini e proprio per questo la vicenda è stata raccontata con un linguaggio leggero, evitando di trasmettere ai più piccoli il peso del dolore.
Il libro non è stato inserito nel circuito commerciale delle librerie. È stato concepito come un dono, e ancora oggi viene richiesto da persone interessate a conoscere la storia di Marco e Gloria.
Daniela lo ha descritto come una sorta di piccolo scrigno capace di custodire una parte della loro vita.
"Gli architetti del cielo"
Nel corso dell'intervista, Giannino ha utilizzato un'espressione particolarmente intensa per descrivere il significato che oggi la fondazione ha assunto per la famiglia.
"Loro, amo dire, stanno facendo in qualche modo attraverso di noi gli architetti del cielo".
Una frase che racchiude la volontà dei genitori di continuare, attraverso le attività della fondazione, quel percorso che Marco e Gloria avevano appena iniziato.
Parlare di sicurezza, progettazione, materiali e responsabilità significa infatti mantenere vivo il loro mondo professionale e cercare di impedire che altre famiglie debbano affrontare un dolore simile.