Riforma del territorio in Fvg, Pellegrino si astiene sul ddl 90: dubbi sui Pac

La consigliera regionale di Avs valuta positivamente Vas ed emendamenti approvati in Commissione, ma chiede garanzie su Pac e deroghe.

22 settembre 2026 20:02
Riforma del territorio in Fvg, Pellegrino si astiene sul ddl 90: dubbi sui Pac -
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TRIESTE - Via libera con riserve alla riforma del governo del territorio in Friuli Venezia Giulia. Al termine dell’esame in IV Commissione del disegno di legge 90, la consigliera regionale Serena Pellegrino (Avs) ha annunciato l’astensione: giudizio favorevole su alcuni emendamenti accolti e sull’introduzione della Valutazione ambientale strategica, ma restano dubbi soprattutto sul ruolo dei Piani attuativi comunali e sul rischio di aggirare il principio del contrasto al consumo di suolo.

Pellegrino definisce positiva l’impostazione generale della riforma e rivendica l’accoglimento di alcuni emendamenti a sua prima firma. Tra i punti che considera rilevanti indica l’introduzione della Vas, ritenuta uno strumento necessario per verificare gli effetti delle trasformazioni territoriali.

I punti condivisi nella riforma

Secondo la consigliera, il testo contiene elementi utili per l’assetto futuro del territorio regionale. In particolare apprezza il superamento della rigida zonizzazione e l’avvio di una pianificazione di area vasta, che aveva già sollecitato nel confronto sulla riforma delle Province. L’obiettivo, spiega, è favorire una visione coordinata su infrastrutture, mobilità, servizi e tutela del territorio.

Il tema si inserisce nel confronto più ampio sul Piano di governo del territorio in Fvg, uno dei dossier urbanistici più rilevanti in discussione in Regione.

I dubbi su Pac e deroghe

La parte più critica del giudizio riguarda i Pac, che secondo Pellegrino potrebbero trasformarsi in un varco per eludere i limiti al consumo di suolo. La consigliera parla apertamente del rischio che diventino un “cavallo di Troia” capace di svuotare nella pratica il principio di contenimento delle nuove trasformazioni.

A questo si aggiunge la richiesta di chiarimenti all’assessore sulla possibilità che in futuro le deroghe possano estendersi anche a interventi di iniziativa privata. Il timore espresso è che alcune operazioni vengano presentate come opere di interesse pubblico, pur avendo un’utilità collettiva marginale rispetto al vantaggio privato.

Come esempio, Pellegrino cita la vicenda dell’impianto a biogas di Pagnacco, indicata come caso che impone particolare cautela nella lettura delle norme.

Articolo 11 e rapporto con il piano paesaggistico

Un altro nodo segnalato dalla consigliera riguarda l’articolo 11 e il rapporto tra Piano di governo del territorio e Piano paesaggistico regionale. Dopo aver ascoltato le osservazioni delle associazioni ambientaliste e le risposte dell’assessore, Pellegrino ritiene necessario un ulteriore approfondimento, anche attraverso un confronto con il ministero, per ottenere garanzie sulla complementarità dei due strumenti ed evitare conflitti di competenza.

Il passaggio arriva mentre prosegue il dibattito in Consiglio regionale sulla riforma del governo del territorio, tema che intreccia pianificazione urbanistica, paesaggio e regole per i nuovi insediamenti.

Perequazione, compensazioni e tempi dell’iter

Sul fronte della perequazione e della compensazione territoriale, Pellegrino richiama l’attenzione sugli effetti concreti per le comunità che ospitano le trasformazioni. Secondo la consigliera, il consumo di suolo non può essere considerato risolto semplicemente sottraendo superfici in un’area e compensandole altrove.

A sostegno di questa posizione cita il caso del polo logistico di Porpetto: un intervento di grandi dimensioni, osserva, produce conseguenze dirette sulla popolazione del Comune interessato anche se la compensazione viene realizzata in un territorio vicino. Per Pellegrino, le ricadute sociali e umane non possono essere cancellate da un semplice bilancio quantitativo.

La consigliera interviene anche sulle tempistiche dell’iter legislativo. A suo giudizio sarebbe stato più opportuno approvare il Piano di governo del territorio dopo il passaggio in Aula del ddl 90, così da consentire ulteriori approfondimenti e l’audizione di parti sociali che non hanno potuto partecipare pienamente al confronto.

Nel bilancio finale, Pellegrino riconosce come passaggi significativi il recepimento di alcuni emendamenti e l’attenzione riservata alla Vas, ma motiva l’astensione con la presenza di questioni ancora aperte e con la richiesta di garanzie ambientali più solide su una riforma destinata a incidere in modo profondo sul futuro del territorio regionale.

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