Rischio idrogeologico nell’Isontino, Fasiolo chiede tempi certi per le opere

La consigliera regionale Laura Fasiolo sollecita la Giunta su opere e cronoprogramma dopo la calamità del 16 e 17 novembre 2025.

19 settembre 2026 18:06
Rischio idrogeologico nell’Isontino, Fasiolo chiede tempi certi per le opere -
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TRIESTE - Nell’Isontino resta aperto il tema della sicurezza idraulica dopo la calamità del 16 e 17 novembre 2025. A riportarlo al centro del dibattito in Consiglio regionale è la consigliera Laura Fasiolo, che chiede alla Giunta tempi certi per gli interventi contro il rischio idrogeologico, dopo la risposta ricevuta a un’interrogazione dedicata alla situazione del territorio.

Secondo Fasiolo, il riscontro fornito dall’assessore Scoccimarro contiene molte delle risposte attese sugli interventi urgenti e strutturali attivati dall’Amministrazione regionale, ma lascia ancora scoperto un punto decisivo per i residenti: quando le opere necessarie potranno essere realizzate.

Lo studio sul sistema Corno-Versa-Judrio

La consigliera spiega di aver interrogato l’assessore sulle azioni messe in campo dalla Regione per affrontare il rischio idrogeologico e le possibili misure di mitigazione. Nella risposta, osserva, sarebbe emersa la necessità di una cabina di regia regionale per la gestione del problema, con un approccio orientato più alla prevenzione che alla gestione dell’emergenza.

Tra gli elementi considerati positivi, Fasiolo segnala l’affidamento, nel marzo 2026, di uno studio generale di modellazione idraulica per la mitigazione del rischio del sistema Corno-Versa-Judrio, incarico in corso di completamento e affidato al professor Nicolini dell’Università di Udine.

Il nodo, però, resta quello del cronoprogramma. Per la consigliera, l’assessore non ha indicato quali saranno i tempi per passare dallo studio alla fase operativa, con il rischio che l’attesa si prolunghi mentre si avvicina una nuova stagione di precipitazioni intense. Un tema che nel Nordest torna periodicamente centrale anche alla luce delle allerte per rischio idrogeologico in Veneto.

Le opere chieste per le aree più esposte

Fasiolo chiede quindi di capire se alcuni interventi strutturali possano essere avviati parallelamente allo studio idraulico, senza attendere la conclusione dell’intero percorso tecnico.

Nel dettaglio, la consigliera indica tre possibili fronti di intervento: l’innalzamento dell’argine secondario a monte di Versa, la realizzazione di un argine a protezione del molino Tuzzi e delle abitazioni vicine, e la costruzione di argini a tutela di altre zone residenziali esposte.

La richiesta è quella di accelerare su soluzioni concrete per i punti più fragili del territorio isontino, in un quadro regionale che negli ultimi mesi ha visto anche misure dedicate al bando per terreni privati a rischio idrogeologico.

Per Fasiolo, in sostanza, lo studio avviato rappresenta un passaggio utile, ma non sufficiente se non viene accompagnato da scadenze definite e da opere avviabili fin da subito nelle aree più esposte, come l’argine secondario a monte di Versa e le protezioni previste per il molino Tuzzi e per le abitazioni vicine.

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