Friuli Venezia Giulia, 750mila euro per mettere in sicurezza i terreni privati a rischio
La Regione finanzia progettazione e lavori su fondi privati con contributi fino a 10mila e 60mila euro.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia diventa operativo il bando regionale da 750mila euro per la messa in sicurezza dei fondi privati nelle aree a rischio idrogeologico. La misura, approvata dalla Giunta regionale, riguarda proprietari, imprese e liberi professionisti che devono intervenire su terreni e immobili in presenza di un rischio accertato e di un’ordinanza sindacale.
Le risorse sono suddivise in 110mila euro per le spese di progettazione e 640mila euro per l’esecuzione dei lavori. Il provvedimento nasce da un emendamento presentato dal consigliere regionale Giuseppe Ghersinich insieme al Gruppo Lega durante l’esame della Legge di stabilità 2026.
Chi può chiedere il contributo
Il bando consentirà a persone fisiche, imprese e liberi professionisti di ottenere fino a 10mila euro per la progettazione degli interventi e fino a 60mila euro per l’esecuzione delle opere di messa in sicurezza.
Si tratta di un sostegno rivolto a chi si trova a dover affrontare lavori spesso onerosi per ridurre il rischio su proprietà private, in contesti dove la criticità idrogeologica è già stata accertata. Il tema si inserisce nel quadro dei contributi 2026 per la messa in sicurezza dei terreni privati annunciati dalla Regione.
Come sono ripartite le risorse
Il plafond complessivo mette a disposizione 750mila euro, con una quota destinata alla fase tecnica iniziale e una più consistente per i lavori veri e propri. In dettaglio, 110mila euro finanzieranno la progettazione, mentre 640mila euro serviranno per realizzare gli interventi sui fondi privati inseriti in aree esposte a dissesto.
Secondo quanto spiegato da Giuseppe Ghersinich, la misura nasce dall’idea che la prevenzione del dissesto idrogeologico non possa limitarsi alle opere su infrastrutture e aree pubbliche, ma debba coinvolgere anche i proprietari privati, mettendoli nelle condizioni di intervenire per proteggere immobili, terreni e sicurezza delle persone.
Il requisito dell’ordinanza sindacale
Uno degli elementi centrali del bando è il collegamento con situazioni già formalmente riconosciute: i contributi sono infatti pensati per cittadini e attività che si trovano ad agire a fronte di un rischio accertato e di un’ordinanza sindacale.
Per il consigliere regionale, il provvedimento rappresenta una risposta concreta a chi deve sostenere spese rilevanti per opere di protezione e consolidamento. La misura, ha aggiunto, nasce da una proposta consiliare e punta a far arrivare le risorse ai cittadini e alle attività che ne hanno bisogno.