Roma, Open Day SMI 2026: a Villa Alberico confronto su dati e cyber resilience
Il 4 giugno a Villa Alberico la quarta edizione dell’evento di SMI Group con ministeri, enti pubblici, università, sanità, aziende e
ROMA – La protezione del dato come fattore di continuità operativa, competitività e tenuta dei processi è stata al centro della quarta edizione di Open Day SMI 2026, dedicata al tema “Data Protection and Cyber Resilience” e ospitata il 4 giugno a Villa Alberico, a Roma. L’appuntamento, promosso da SMI Group, ha riunito rappresentanti di ministeri, enti pubblici, università, strutture sanitarie, aziende e partner tecnologici internazionali in una giornata di confronto su strategie, tecnologie e competenze necessarie per proteggere dati e processi critici, garantire continuità al business e rafforzare la resilienza delle organizzazioni.
L’evento è stato organizzato da SMI Group, ecosistema di aziende tecnologiche composto dalla capogruppo S.M.I. Technologies and Consulting, Younified, Wyl e SM Innovation Polska. Ad aprire i lavori è stata Cinzia Mingiardi, Chief Marketing Officer di SMI Group, che ha richiamato il valore dell’Open Day come occasione di incontro tra innovazione tecnologica, bisogni delle organizzazioni e applicazioni concrete. Mingiardi ha sottolineato che il format nasce per mettere a fattor comune competenze, esperienze e visioni diverse e che la presenza dei partner tecnologici rappresenta un elemento fondamentale, perché affrontare sfide complesse come data protection e cyber resilience richiede collaborazione, specializzazione e capacità di leggere insieme l’evoluzione del mercato.
Nella prima parte della mattinata sono emerse tre parole chiave indicate come base di ogni strategia di protezione del dato: responsabilità, consapevolezza e fiducia. Su responsabilità e consapevolezza si è soffermato Cesare Pizzuto, CEO e Founder di SMI Group, evidenziando come la vera sfida oggi non sia soltanto adottare nuove tecnologie, ma sviluppare la capacità di governarle. Pizzuto ha spiegato che il ruolo di SMI non si limita alla progettazione di infrastrutture e soluzioni digitali, ma punta a costruire una comunità educante capace di generare conoscenza, consapevolezza e fiducia, ribadendo che le tecnologie proteggono il dato ma la responsabilità resta quella di proteggere il futuro.
Sul tema della fiducia è intervenuto Stefano Tiburzi, COO e Co-Founder di SMI Group, che ha legato questo aspetto alla capacità di orientare correttamente le organizzazioni nelle scelte strategiche. Nel suo intervento ha spiegato che, per conquistare la fiducia dei clienti, non basta essere i più competenti, ma serve aiutarli a prendere decisioni in grado di garantire continuità e crescita nel tempo.
La parte centrale della giornata è proseguita con due panel moderati da Marco Maria Lorusso e dedicati ad alcuni dei temi più rilevanti della resilienza digitale.
Il primo panel, dal titolo “Proteggere, garantire continuità, ripartire: il valore della Cyber Resilience”, ha coinvolto Rubrik, WatchGuard, OPSWAT e MongoDB. Sono intervenuti Mario Noioso, EMEA Public Sector Advisory Solutions Architect di MongoDB; Emilio Tonelli, Solution Engineer di Opswat; Fabio Zambon, Regional Director di Rubrik; Gioacchino D'Amore, Channel Account Manager di WatchGuard.
Dal confronto è emerso come la resilienza informatica sia diventata un elemento strategico per assicurare la continuità operativa delle organizzazioni. Tra i punti affrontati, la necessità di superare un approccio esclusivamente orientato alla rilevazione delle minacce per adottare modelli sempre più preventivi. Al centro del dibattito anche il ruolo del dato, indicato come asset fondamentale da proteggere e da mantenere sempre disponibile attraverso infrastrutture flessibili e progettate per favorire il recupero rapido delle attività.
I relatori del primo panel hanno inoltre evidenziato che la cyber resilience non si esaurisce nelle tecnologie di backup o recovery, ma richiede processi, cultura e capacità di risposta in tempo reale. In questo scenario assume rilievo l’evoluzione verso ecosistemi di sicurezza integrati e modelli Zero Trust, fondati sulla verifica continua di utenti, dispositivi e accessi, in un contesto in cui la protezione deve estendersi all’intero ecosistema digitale.
Il secondo panel, intitolato “Identità, governance e disponibilità: i pilastri della sicurezza del dato”, ha visto gli interventi di Oronzo Ungaro, Territory Account Manager di CheckPoint; Luca Galloni, Strategic Partner Sales Manager di Dynatrace; Massimiliano Moschini, Presales Manager di Veeam.
Nel corso del confronto è emerso come la protezione delle informazioni richieda oggi un approccio sempre più integrato, capace di coniugare tecnologia, processi e consapevolezza organizzativa. La crescente complessità degli ecosistemi digitali, amplificata dall’intelligenza artificiale, rende infatti necessario adottare strumenti avanzati in grado di correlare dati provenienti da fonti diverse, monitorare in modo continuo infrastrutture e applicazioni e individuare tempestivamente potenziali criticità.
Anche in questo panel è rimasto centrale il fattore umano: formazione e consapevolezza degli utenti continuano a rappresentare elementi decisivi per ridurre l’esposizione alle minacce e definire strategie di sicurezza efficaci. Ampio spazio è stato dedicato inoltre al tema della continuità operativa, con un cambio di paradigma che sposta l’attenzione dal semplice backup alla capacità di garantire una ripartenza rapida e sicura in caso di incidente. In quest’ottica sono stati indicati come fondamentali la definizione di procedure documentate e testate, la protezione dei sistemi di backup e l’immutabilità del dato.
La sessione plenaria è stata completata dagli interventi dei Platinum Partner F5, OpenText e Oracle. Sono intervenuti Paolo Pambianco, Sr Principal Solutions Engineer di F5; Vito Volpini, CISSP – CISM – CEH Security Solution Architect di OpenText; Stefano Bucci, Country Leader Account Cloud Engineering for Data Platform di Oracle.
I relatori hanno approfondito l’evoluzione delle strategie di protezione del dato nell’era dell’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di un approccio alla sicurezza sempre più integrato e proattivo. Al centro del confronto la protezione dell’intero ciclo di vita di applicazioni e dati, per individuare vulnerabilità, governare gli accessi e monitorare le minacce in tempo reale.
È stato inoltre sottolineato come la diffusione di modelli generativi e agenti AI renda fondamentale sapere dove risiedono i dati, garantirne l’integrità e controllarne l’utilizzo nelle nuove pipeline applicative. In questo scenario assumono un ruolo crescente la cifratura avanzata, la protezione dei dati sensibili, i modelli Zero Trust e gli strumenti di osservabilità e correlazione degli eventi. Dal dibattito è emersa anche l’importanza di prepararsi ai futuri scenari tecnologici, adottando misure capaci di assicurare continuità operativa e resilienza di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dal quantum computing.
A conclusione della prima parte della giornata hanno preso il via gli incontri One to One tra partecipanti, partner tecnologici ed esperti di SMI Group, pensati per favorire un confronto diretto sulle esigenze specifiche delle organizzazioni e sulle possibili strategie di evoluzione in ambito cybersecurity e data protection.
Su questo versante Stefano Novelli, General Manager di SMI Group, ha richiamato il valore dell’evento come epicentro di connessioni e opportunità, sottolineando che l’ecosistema del gruppo si fonda sui vendor, veicolo attraverso cui si raggiunge il cliente finale, e che un appuntamento di questo tipo crea opportunità perché unisce gli operatori del mercato. Una visione condivisa anche da Marco Valenti, Chief Revenue Officer di SMI Group, che ha rimarcato il ruolo della costruzione dell’ecosistema tra partner, tecnologia e system integrator, tre realtà che insieme possono definire una proposta capace di risolvere i problemi di imprese e pubbliche amministrazioni attraverso un supporto operativo.
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è stata la Executive Round Table dal titolo “Oltre la sicurezza del dato: le giuste domande che guidano la resilienza del business”, che ha riunito il top management di SMI Group, i Platinum Partner F5, OpenText e Oracle e un gruppo selezionato di manager. Paolo Capomasi, Country Manager di F5, ha definito l’incontro una giornata molto interessante insieme a clienti e attori del mercato, focalizzata su resilienza e continuità operativa.
Anche Mario Nicosia, Vice President Technology Country Leader Italy di Oracle, ha evidenziato il valore del confronto, osservando come l’Open Day sia stato uno dei pochi eventi in cui nel titolo non compariva l’intelligenza artificiale, pur affrontando in modo concreto i temi della resilienza e della protezione dei dati e raccogliendo spunti dalle aziende e dagli operatori presenti. Sullo stesso versante è intervenuto anche Pierpaolo Alì, Director Southern Europe, CIS, CEE & Israel di OpenText, che ha definito l’iniziativa un confronto tecnologico sull’importanza della protezione dell’hardware e della cyber resilience in chiave di governance e continuità operativa.
La quarta edizione dell’Open Day ha così confermato il percorso avviato da SMI Group sul terreno della cultura della sicurezza orientata alla protezione del dato e alla resilienza del business. Nato nel 2015 come SMI, il gruppo conta oggi oltre 300 professionisti e una presenza consolidata in Italia e in Polonia, supportando aziende e istituzioni nei processi di trasformazione digitale attraverso competenze integrate nell’Information Technology, nell’automazione industriale e nella consulenza strategica, con attività in settori come alimentare, metalmeccanico, tessile, ICT, manifatturiero, siderurgico, farmaceutico e chimico.