Rosolen a Verona: l’intelligenza artificiale cambia scuola e formazione
L’assessore regionale Alessia Rosolen ha illustrato il lavoro del Friuli Venezia Giulia tra piano scuola digitale e formazione
Udine - L’intelligenza artificiale sta aprendo una nuova fase per la scuola, la formazione professionale e la didattica, e la sfida, secondo l’assessore regionale Alessia Rosolen, è accompagnare docenti e studenti in questo cambiamento con strumenti adeguati, attenzione educativa e una crescente personalizzazione dell’apprendimento.
Lo ha detto oggi a Verona, all’Auditorium dell’Istituto Salesiano San Zeno, intervenendo al convegno “GO Beyond Traditional Education”, appuntamento dedicato alla restituzione dei risultati di due anni di sperimentazione sull’intelligenza artificiale applicata alla didattica nelle scuole salesiane.
Il progetto nelle scuole salesiane
L’iniziativa è stata sviluppata dalle Scuole Salesiane d’Italia insieme a Google Education, con l’accompagnamento scientifico dei centri universitari salesiani Istituto universitario salesiano Venezia e Università Pontificia Salesiana. A livello nazionale il progetto ha coinvolto 1.600 docenti e ha portato alla realizzazione di oltre 1.500 attività didattiche nelle aule.
Nel suo intervento, Rosolen ha indicato questa esperienza come un’occasione di confronto tra Regioni, mondo educativo, università e soggetti tecnologici, in una fase in cui il tema dell’innovazione didattica legata all’IA è sempre più centrale anche per il sistema scolastico e formativo. Un dibattito che si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso l’intelligenza artificiale nelle imprese e nei percorsi di crescita del territorio.
Il lavoro avviato in Friuli Venezia Giulia
L’assessore ha ricordato che la Regione Friuli Venezia Giulia ha già avviato da tempo il Piano scuola digitale e che è partito il secondo piano triennale, con l’obiettivo di integrare sempre più i percorsi della formazione professionale con quelli dell’istruzione pubblica e paritaria.
Rosolen ha collegato questo passaggio anche alla riforma del modello 4+2, sottolineando come diventi ancora più importante far procedere insieme scuola, formazione e innovazione didattica. In questo contesto, ha richiamato anche gli investimenti regionali avviati dopo il Covid per l’acquisto di infrastrutture didattiche e strumenti in grado di sostenere l’innovazione digitale negli enti di formazione.
Docenti, studenti e bisogni educativi
Secondo l’assessore, il passaggio all’intelligenza artificiale richiede ora un ulteriore salto di qualità: capire come aiutare gli insegnanti a costruire luoghi, contenuti e metodi diversi, capaci di rispondere meglio ai bisogni educativi speciali, ai disturbi specifici dell’apprendimento e ai differenti ritmi degli studenti.
Rosolen ha spiegato che l’innovazione nella scuola acquista valore quando riesce a rafforzare la qualità dell’insegnamento, a sostenere il lavoro dei docenti e a mettere ogni studente nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacità. Un tema che si affianca anche ad altre esperienze di ricerca e applicazione dell’intelligenza artificiale sviluppate nel Nordest.
L’assessore ha infine detto di guardare con interesse ai risultati della sperimentazione presentata a Verona, nata nelle scuole salesiane con il supporto di Google Education e dei centri universitari IUSVE e UPS, e che in due anni ha coinvolto 1.600 docenti con oltre 1.500 attività didattiche realizzate in aula.