San Donà, 120 studenti e 35 aziende al Don Bosco per due giorni di incontro
Alla SFP Don Bosco l’iniziativa “Dove sono tutti?” con studenti di cinque indirizzi, allievi IFTS e ITS e 35 imprese
SAN DONÀ DI PIAVE - Si è chiusa oggi alla SFP Don Bosco di San Donà di Piave la due giorni “Dove sono tutti?”, iniziativa dedicata all’incontro tra giovani e mondo del lavoro che ha coinvolto circa 120 studenti, oltre 30 allievi tra IFTS e ITS Digital Academy “Mario Volpato” e 35 aziende presenti con stand e gazebo.
L’appuntamento, iniziato martedì mattina, è stato promosso da Nice2Job, progetto di Apindustria Servizi in collaborazione con Confapi Venezia e Salesiani Don Bosco, con il contributo della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo. Al centro dell’iniziativa il confronto tra imprese e studenti, in un momento segnato dalla difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, soprattutto nei profili tecnici specializzati.
I ragazzi coinvolti appartengono ai cinque indirizzi curriculari della SFP Don Bosco: elettrico, energia, informatico, meccanico e automotive. A loro si sono aggiunti gli allievi dei percorsi IFTS e dell’ITS Digital Academy “Mario Volpato”, in un programma costruito tra momenti di ascolto, aggiornamento e incontro diretto con le aziende del territorio.
Il programma delle due giornate
La prima giornata si è aperta con uno spazio dedicato all’ascolto attivo delle giovani generazioni, per raccogliere aspettative, valori e modalità di approccio al lavoro. Nel pomeriggio alcune imprese hanno partecipato a un approfondimento su come il brand aziendale comunica con i giovani e su quali strumenti possano essere utilizzati per raccontare in modo efficace l’identità dell’impresa.
Questa mattina si è svolta la parte più direttamente orientata all’incontro tra domanda e offerta, con aziende e studenti faccia a faccia in un contesto informale ma organizzato, pensato per favorire connessioni e opportunità professionali. Un format che richiama, per impostazione, anche esperienze come i career day, costruite attorno al contatto diretto tra scuole e tessuto produttivo.
Le posizioni di Confapi, scuola e Comune
Secondo il presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel, oggi per le piccole e medie imprese la sfida principale è attrarre talenti specializzati, formarli e accompagnarli nella crescita all’interno dell’azienda. Un processo che, ha spiegato, è più complesso rispetto al passato perché i giovani hanno aspettative diverse anche rispetto a pochi anni fa. Per questo, ha aggiunto, il compito dell’associazione di categoria è intercettare queste aspettative e favorire l’incontro con le realtà produttive del territorio.
Per il professor Francesco Cicogna, responsabile della progettazione dell’istituto Don Bosco di San Donà di Piave, la giornata rappresenta un momento di interazione per gli studenti in uscita dalla scuola, in tutti i settori presenti nell’istituto. Cicogna ha sottolineato l’importanza di far conoscere ai ragazzi la presenza di aziende rilevanti nel territorio, osservando che spesso si pensa sia necessario trasferirsi lontano o all’estero per costruire una carriera, mentre nell’area esiste un tessuto industriale e manifatturiero di primo livello.
Il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso, ha definito l’avvicinamento tra imprese e giovani una delle sfide sociali ed educative che la pubblica amministrazione è chiamata ad affrontare. Ha richiamato il tema dei molti ragazzi che lasciano il territorio e la necessità di offrire loro motivi concreti per restare, attraverso il lavoro svolto insieme a scuole, Confapi e imprese per creare opportunità di impiego qualificato, equamente retribuito e capace di dare prospettive sul territorio.
Le richieste delle aziende
Durante l’iniziativa sono intervenuti anche alcuni rappresentanti delle imprese partecipanti, illustrando quali profili e quali attitudini siano oggi maggiormente richiesti.
Alberto Davanzo, titolare di Autodavanzo di Caorle, ha spiegato che le aziende si aspettano giovani preparati in base al percorso scolastico affrontato, sia sul piano teorico sia su quello pratico. Ma, ha aggiunto, l’elemento che viene cercato prima di tutto è la curiosità, perché nelle realtà più performanti la formazione continua anche dopo gli anni trascorsi sui banchi di scuola.
Sara Magazzeni, HR di GE Grid Solutions di Noventa di Piave, ha indicato tra le qualità più ricercate dinamismo, intraprendenza, flessibilità e capacità di problem solving, insieme alla curiosità verso il mondo dell’elettricità e dell’energia. In questa fase, ha spiegato, l’azienda cerca profili tecnici specializzati nell’ambito della metalmeccanica, in particolare addetti all’assemblaggio e al cablaggio, con disponibilità a comprendere processi innovativi in una realtà dinamica inserita in un contesto internazionale.
Anche il tema delle competenze legate ai nuovi processi produttivi è emerso nell’intervento di Sara Cracco, HR di 3B Spa di Salgareda. L’azienda, ha spiegato, ricerca giovani, anche neostudenti, neodiplomati o neoqualificati provenienti da scuole professionali, con l’obiettivo di inserirli e farli crescere in una produzione del settore del legno ad alta sofisticazione tecnologica. Cracco ha parlato di macchinari 4.0 e 5.0 di nuova generazione, completamente automatizzati, che richiedono capacità anche sul piano informatico e una disponibilità a partire dalle basi, dal carico e scarico del materiale fino alla comprensione dei programmi.
La responsabile HR ha sottolineato che, all’interno dell’azienda, il percorso di crescita può svilupparsi in modo molto rapido anche partendo da zero, ma che la differenza la fa soprattutto la curiosità. Un tema che si ritrova anche nel dibattito più ampio sull’innovazione digitale nelle imprese e sulle competenze richieste ai nuovi ingressi.
Alla due giorni della SFP Don Bosco hanno partecipato complessivamente circa 120 studenti dei corsi elettrico, energia, informatico, meccanico e automotive, oltre a più di 30 allievi dei percorsi IFTS e dell’ITS Digital Academy “Mario Volpato”, con 35 aziende presenti con stand e gazebo.