San Vito, al Museo MUTAT tre artisti per il progetto «Sculture da toccare»
Il progetto del museo tattile di San Vito al Tagliamento è stato finanziato da PromoTurismoFVG: formazione il 9 e 10 giugno 2026
SAN VITO AL TAGLIAMENTO - Il Museo tattile MUTAT di San Vito al Tagliamento avvia il progetto «Sculture da toccare: percorso culturale e tecnico con artisti emergenti per incrementare la collezione di opere scultoree originali», risultato vincitore del bando promosso da PromoTurismoFVG per iniziative dedicate alla promozione e diffusione del turismo accessibile, nell’ambito del programma «Friuli Venezia Giulia una regione per tutti».
Promosso dall’Associazione Culturale Polaris – Amici del Libro Parlato ODV, che gestisce il museo, il progetto punta ad ampliare la collezione del Museo tattile MUTAT attraverso la realizzazione di nuove opere concepite per una fruizione diretta, inclusiva e multisensoriale.
Al termine della selezione, condotta attraverso il confronto tra il museo, la curatrice del progetto ed esperti del settore, sono stati individuati tre artisti veneti che realizzeranno le nuove opere: Giovanni Pinosio, di Mestre, già affermato nel campo della scultura, e i più giovani Matilde Bellusci e Riccardo Barichella, entrambi di Padova. Secondo quanto reso noto dal museo, le loro ricerche sono state scelte per coerenza, sensibilità materica e attenzione ai temi della percezione.
Giovanni Pinosio lavora con strutture in fil di ferro e sviluppa una ricerca scultorea centrata sul rapporto tra materia e percezione, tra la solidità della forma rappresentata e la leggerezza del materiale utilizzato. Le sue figure, spiegano i promotori del progetto, prendono forma nel vuoto e affidano ad aperture e intersezioni una forte capacità narrativa, definendo l’immagine e insieme lasciando spazio all’immaginazione.
Matilde Bellusci e Riccardo Barichella sono invece giovani scultori emersi nel concorso d’arte organizzato da FLArte. Le loro opere si confrontano con materiali contemporanei come jesmonite, resina poliestere, polvere di marmo, fibra di vetro e legno, elementi che conferiscono alle sculture una dimensione monumentale.
Le giornate di formazione al museo
Il percorso progettuale inizierà con due giornate immersive di formazione, in programma il 9 e 10 giugno 2026 nella sede del museo, in via Antonio Altan 83/3 a San Vito al Tagliamento. Questa fase è pensata come momento fondativo dell’intero processo creativo.
Gli artisti selezionati prenderanno parte a workshop teorici e pratici dedicati alla scultura tattile e alla progettazione inclusiva, entrando in relazione diretta con le modalità di fruizione del museo. In questa fase interverranno figure di riferimento nel campo della scultura accessibile, a partire dagli scultori non vedenti di fama internazionale Felice Tagliaferri e Luigi Turati.
Tagliaferri guiderà un laboratorio esperienziale dedicato alla modellazione e alla percezione non visiva dell’opera, mentre Turati lavorerà sui processi di traduzione formale e percettiva in chiave inclusiva.
L’Universal Design al centro del progetto
Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è l’applicazione dei principi dell’Universal Design, approccio progettuale che mira a rendere ambienti, oggetti e contenuti fruibili dal più ampio numero possibile di persone, senza ricorrere ad adattamenti o soluzioni speciali. Nel contesto di MUTAT, questo significa ideare opere che possano essere comprese e vissute attraverso il tatto, ma anche tramite diversi livelli di percezione, garantendo accessibilità alle persone con disabilità visive e più in generale a pubblici differenti per età, abilità e modalità cognitive.
Secondo l’impostazione del progetto, l’Universal Design non si limita all’eliminazione delle barriere, ma comporta una trasformazione del linguaggio dell’arte: la scultura viene intesa come esperienza, relazione e processo conoscitivo che coinvolge il corpo nella sua totalità. In questo quadro, il percorso rappresenta anche un’occasione di ricerca per gli artisti, chiamati a misurarsi con nuove modalità espressive e con una responsabilità progettuale più ampia.
Le opere entreranno nella collezione permanente
Al termine del percorso, ciascun giovane artista selezionato realizzerà un’opera originale che sarà acquistata e inserita nella collezione permanente del museo. L’obiettivo è rafforzare l’identità del MUTAT come spazio culturale accessibile e innovativo, nel solco di altre esperienze artistiche del territorio pordenonese come Cantiere Galvani.
«Questo progetto nasce dal desiderio di mettere in dialogo artisti e pubblico in una dimensione più profonda, in cui l’opera sia realmente vissuta. La scultura tattile non rappresenta una semplificazione, ma un ampliamento del linguaggio artistico, capace di includere e generare nuove forme di esperienza», afferma la curatrice del progetto Barbara Codogno.
«Con Sculture da toccare continuiamo a costruire un museo che non elimina solo le barriere, ma ripensa radicalmente l’esperienza artistica. Gli artisti coinvolti sono chiamati a una sfida progettuale complessa: creare opere accessibili che mantengano intatta la qualità e la profondità della ricerca contemporanea», dichiara Erica Gaiatto, direttrice del MUTAT e organizzatrice del progetto.
Il progetto è promosso dall’Associazione Culturale Polaris – Amici del Libro Parlato ODV e si svolgerà al MUTAT, in via Antonio Altan 83/3, 33078 San Vito al Tagliamento.