Sanità Friuli Centrale, 425 milioni di investimenti: 54 interventi in 15 Comuni
A Udine il punto con i sindaci del territorio Asufc: 19 cantieri in corso, focus su Case di comunità, ospedali e non autosufficienza.
UDINE - Sono 425,2 milioni di euro gli investimenti messi in campo nell’area dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, con 54 interventi distribuiti in 15 Comuni e 19 cantieri già in corso o in fase di avvio. Il quadro è stato illustrato a Udine nel confronto tra la Regione e i sindaci del territorio Asufc, dedicato allo stato di avanzamento delle opere e alla riorganizzazione dei servizi, con attenzione particolare alla sanità territoriale e alla non autosufficienza.
Nel dettaglio, il piano comprende 37 interventi finanziati con il programma degli investimenti straordinari e 17 nell’ambito del Pnrr per Case e ospedali di comunità. Le risorse arrivano per il 66,6% dal bilancio regionale, pari a 283,3 milioni di euro, per il 25,9% da fondi statali, cioè 110,1 milioni, mentre il restante 7,5% corrisponde a 31,8 milioni di fondi Pnrr.
Dove sono gli interventi e quante risorse valgono
Le opere interessano un’area ampia, dall’Alto Friuli alla Bassa Friulana. Una parte rilevante degli investimenti si concentra sul polo ospedaliero di Udine, dove sono previsti 18 interventi per oltre 298 milioni di euro. Tra questi figurano il nuovo padiglione, il nuovo ingresso del Pronto soccorso pediatrico e la riqualificazione del comprensorio di Sant’Osvaldo.
Nel resto del territorio proseguono anche gli investimenti sugli ospedali di Palmanova e Latisana, con nuovi servizi, adeguamenti strutturali e infrastrutture di supporto all’attività sanitaria.
Case di comunità già attive e cantieri in corso
Sul fronte della rete territoriale, le Case della comunità sono già attive a Tarvisio, Tolmezzo, Codroipo e Palmanova. A Tarcento la struttura è pronta all’inaugurazione, mentre a Cividale e Cervignano i lavori sono in fase di completamento. A Latisana gli interventi risultano invece già avviati.
Il tema si inserisce nel percorso di sviluppo delle Case di comunità in Friuli Centrale, già al centro del monitoraggio sui target Pnrr dell’Asufc.
A San Daniele sono stati completati il nuovo Pronto soccorso e proseguono sia gli interventi di adeguamento antincendio sia quelli per la futura Casa della comunità. A Gemona avanzano invece i lavori sul distretto e sulla nuova sede dei servizi territoriali.
Per Cividale, tra i cantieri richiamati nel confronto con i sindaci, resta centrale anche il completamento della Casa di comunità di Cividale, destinata ad ampliare i servizi di prossimità sul territorio.
Il punto della Regione su sanità territoriale e ricoveri evitabili
Nel corso dell’incontro l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha ribadito che la sanità territoriale, nella visione della Regione, è ormai una struttura già operativa e non più un progetto da avviare. L’obiettivo indicato è quello di ridurre le inappropriatezze, contenere ulteriormente i ricoveri evitabili e rafforzare l’assistenza domiciliare, considerata un passaggio decisivo nella presa in carico delle persone.
Riccardi ha richiamato anche il modello organizzativo regionale, articolato in tre aziende sanitarie, sottolineando che questa impostazione ha consentito di affrontare la pandemia e di consolidare l’integrazione tra ospedali hub, strutture spoke e servizi territoriali.
La sfida della non autosufficienza
Un altro punto messo al centro del confronto riguarda la non autosufficienza, indicata come la questione principale per il futuro del sistema sanitario regionale. Secondo l’assessore, sarà necessario rafforzare la rete post ospedaliera, integrare maggiormente cure primarie e percorsi assistenziali e costruire un modello in cui pubblico e privato collaborino in modo più stretto, superando una logica basata solo sulla prestazione.
Nel bilancio sanitario 2026, ha aggiunto Riccardi, non si è reso necessario un ulteriore incremento del Fondo sanitario regionale perché gli obiettivi di gestione sono stati rispettati. L’assessore ha inoltre evidenziato positivamente il clima registrato durante l’approvazione della recente manovra di assestamento.