Scuole e caldo estremo in Fvg, bocciato l’emendamento del Patto per l’Autonomia

La consigliera Giulia Massolino critica la scelta della maggioranza all’assestamento. Martedì 29 luglio mozione sul tema a Muggia.

A cura di Web Team Web Team
28 luglio 2026 14:51
Scuole e caldo estremo in Fvg, bocciato l’emendamento del Patto per l’Autonomia -
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TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia è stato respinto in Aula l’emendamento del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg che chiedeva interventi per adattare scuole, istituti educativi, centri estivi e ricreatori alle ondate di calore. La bocciatura è arrivata durante l’assestamento di bilancio della scorsa settimana e riporta al centro il tema di come proteggere gli spazi frequentati da bambini e ragazzi nei periodi più caldi.

A contestare la scelta è la consigliera regionale Giulia Massolino, secondo cui la maggioranza ha preferito finanziare l’acquisto di condizionatori per asili nido, case di riposo e abitazioni degli over 70, lasciando però fuori un piano più strutturale per gli edifici scolastici e gli spazi educativi.

Il tema si inserisce nel dibattito già aperto in regione su scuole e ondate di calore, soprattutto mentre si discute di servizi educativi e attività che possono estendersi anche nei mesi estivi.

Cosa prevedeva la proposta respinta

Nel merito, Massolino sostiene che i soli condizionatori possano offrire un sollievo immediato alle persone più fragili, ma non bastino ad affrontare il problema alla radice. La proposta del gruppo puntava invece su misure di adattamento più ampie: infrastrutture verdi, depavimentazione, ombreggiature e impianti fotovoltaici.

Secondo la consigliera, trasformare gli edifici in ambienti semplicemente climatizzati non risolve né le cause né la vulnerabilità del territorio davanti a un aumento degli eventi estremi. Da qui la critica alla linea scelta dalla maggioranza nell’ultima manovra regionale.

Il nodo scuole e attività nei mesi più caldi

Nel suo intervento politico, Massolino indica proprio le scuole come il primo luogo da mettere in sicurezza, soprattutto nell’ipotesi di prolungare il calendario delle attività educative durante i periodi di maggiore caldo. Il riferimento è alla necessità di programmare l’adattamento degli edifici, invece di intervenire solo quando l’emergenza è già in corso.

La consigliera richiama anche quanto accaduto negli ultimi mesi in Francia, dove insegnanti e personale scolastico hanno scioperato per le alte temperature. Un segnale che, secondo l’esponente del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, potrebbe riproporsi anche altrove se il problema non viene affrontato per tempo.

Il passaggio in Aula si lega anche agli ultimi confronti politici sull’assestamento Fvg 2026, dove tra i temi discussi sono entrate le misure sul clima e l’adattamento degli spazi pubblici.

La mozione in arrivo a Muggia

La questione non si ferma però al Consiglio regionale. Massolino guarda infatti alla seduta del Consiglio comunale di Muggia del 29 luglio, dove sarà discussa una mozione sullo stesso tema proposta dal Comitato Noghere No Laminatoio e da Mejo Muja.

Per la consigliera, il voto muggesano sarà un banco di prova sulla capacità delle istituzioni locali di affrontare il tema con maggiore anticipo e con strumenti diversi rispetto al solo raffrescamento artificiale. Nella sua presa di posizione, Massolino ribadisce che la crisi climatica è già in corso e che continuare a rispondere esclusivamente con i condizionatori significa intervenire sui sintomi senza ridurre le criticità strutturali degli edifici e dei territori.

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