Scuole e ondate di calore, bocciato in Fvg l’emendamento del Patto per l’Autonomia

La consigliera regionale Giulia Massolino critica la scelta della maggioranza.

28 luglio 2026 14:11
Scuole e ondate di calore, bocciato in Fvg l’emendamento del Patto per l’Autonomia -
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TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia si riaccende il confronto politico sulle misure contro il caldo estremo negli edifici pubblici. Al centro della polemica c’è la bocciatura, nell’ultima manovra di assestamento, di un emendamento del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg che proponeva interventi per adattare scuole, istituti educativi, centri estivi e ricreatori alle ondate di calore.

A contestare la decisione è la consigliera regionale Giulia Massolino, secondo cui la maggioranza ha scelto di finanziare l’acquisto di condizionatori per asili nido, case di riposo e abitazioni degli over 70, lasciando però fuori una serie di interventi strutturali pensati per ridurre la vulnerabilità degli edifici e degli spazi frequentati da bambini e ragazzi.

Il tema si inserisce nel dibattito aperto in queste settimane sull’assestamento di bilancio in Fvg, dove il confronto politico ha toccato anche altri emendamenti legati al clima e all’adattamento dei territori.

Cosa prevedeva la proposta respinta

L’emendamento respinto puntava a finanziare opere e soluzioni permanenti per affrontare il caldo sempre più intenso nei luoghi educativi e ricreativi. Tra gli interventi indicati da Massolino ci sono infrastrutture verdi, depavimentazione, ombreggiature e impianti fotovoltaici, cioè misure considerate utili non solo per attenuare le temperature, ma anche per ridurre gli effetti delle ondate di calore nel medio e lungo periodo.

Secondo la consigliera, il problema non può essere affrontato solo con apparecchi di raffrescamento. Nella sua posizione, i condizionatori possono offrire sollievo immediato alle persone più fragili, ma non bastano se non vengono accompagnati da una strategia più ampia di adattamento climatico.

Massolino definisce “grave” la bocciatura dell’emendamento e sostiene che scuole e servizi educativi dovrebbero essere i primi luoghi da mettere in sicurezza, soprattutto se in futuro dovesse essere esteso il calendario delle attività nei mesi più caldi.

Il nodo dei condizionatori e degli interventi strutturali

La maggioranza regionale, secondo quanto riferito dalla consigliera del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, ha invece scelto di sostenere l’acquisto di condizionatori per nidi, case di riposo e abitazioni degli over 70. Una misura che, nella lettura dell’opposizione, interviene sull’emergenza senza incidere sulle cause e senza rafforzare davvero la tenuta degli edifici e degli spazi urbani.

Nel suo intervento, Massolino osserva che la crisi climatica non può essere affrontata “trasformando ogni edificio in una scatola climatizzata” e richiama la necessità di pianificare l’adattamento, anche alla luce della frequenza crescente degli eventi estremi.

La consigliera cita inoltre quanto avvenuto negli ultimi mesi in Francia, dove insegnanti e personale scolastico hanno protestato per le alte temperature, indicando questo scenario come un possibile segnale anche per il sistema scolastico regionale.

Il passaggio a Muggia il 29 luglio

Sul tema è attesa anche una discussione a livello locale. Massolino richiama infatti la seduta del Consiglio comunale di Muggia in programma mercoledì 29 luglio 2026, quando verrà esaminata una mozione sullo stesso argomento proposta dal Comitato Noghere No Laminatoio e da Mejo Muja.

L’auspicio espresso dalla consigliera è che il Comune affronti il tema con maggiore lungimiranza rispetto a quanto accaduto in Regione, riconoscendo che il caldo estremo rappresenta già oggi una criticità concreta per territori, edifici pubblici e attività educative.

Per il Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, continuare a rispondere alle ondate di calore solo con sistemi di climatizzazione significa agire sui sintomi senza intervenire né sulle cause né sulla vulnerabilità complessiva del territorio. La questione resta quindi aperta, sia sul piano regionale sia in quello comunale, a partire dalla discussione prevista a Muggia il 29 luglio 2026.

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