Bimbo cade nel pozzo e muore: le condanne a sindaco e amministratori

Confermate in appello le condanne per sindaco e amministratori sul caso del parco di Gorizia dove morì Stefano Borghes.

05 febbraio 2026 14:50
Bimbo cade nel pozzo e muore: le condanne a sindaco e amministratori - A sinistra Stefano Borghes
A sinistra Stefano Borghes
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GORIZIA – La Corte d’Appello ha confermato in secondo grado le condanne già stabilite in primo grado per il sindaco della città e per tre componenti del consiglio di amministrazione della fondazione proprietaria del parco pubblico dove il 22 luglio 2020 morì il tredicenne Stefano Borghes, caduto in un pozzo durante le attività del centro estivo parrocchiale. Le pene restano pari a un anno e dieci mesi per il primo cittadino e a un anno e quattro mesi per gli altri tre amministratori.

Conferma delle responsabilità nella gestione del parco

Il giudizio di secondo grado ha mantenuto invariato l’impianto della sentenza precedente, ribadendo le responsabilità legate alla gestione dell’area verde e agli obblighi connessi alla sicurezza del sito. Il dispositivo è stato letto dal presidente del collegio al termine della camera di consiglio, chiudendo il passaggio di merito davanti alla Corte.

Assolti un’ex amministratrice e un membro supplente

La Corte ha invece assolto un’ex componente del cda, rilevando che il suo incarico risultava già concluso al momento dei fatti. Assoluzione anche per un membro supplente del consiglio, per il quale è stata riconosciuta l’assenza di poteri gestionali diretti e di un ruolo operativo nella gestione dell’ente.

Motivazioni attese e possibile ultimo grado

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. Solo dopo questo passaggio tecnico le parti potranno valutare un eventuale ricorso in Cassazione oppure la chiusura definitiva del contenzioso.

In tribunale erano presenti anche i familiari di Stefano Borghes, che hanno seguito la lettura della decisione. Con la conclusione del processo di merito si apre ora la fase del ricordo, con la proposta di collocare un segno commemorativo vicino al luogo della tragedia.

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